<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421</id><updated>2012-02-16T18:40:10.299+01:00</updated><category term='Tulliobot'/><category term='Sensei'/><category term='Dojo'/><category term='Picture'/><category term='Senpai'/><category term='Mokuso'/><category term='Lessico'/><category term='Kumite'/><category term='Zen'/><category term='Semantica'/><category term='Sciatica'/><category term='Heroes'/><category term='Proverbi'/><category term='Il Doppio'/><category term='Ring'/><category term='Shinseikai'/><category term='calci circolari'/><category term='Fear'/><category term='PseudoCodice'/><category term='Fanfaroni'/><category term='Primo Aprile'/><category term='Sequenza'/><category term='guardia'/><category term='Day Zero'/><category term='OSU'/><category term='Martedì'/><category term='Fasi'/><category term='Melissa'/><category term='Shinseikai Spirit'/><category term='Future Shock'/><category term='Corsa'/><category term='Black'/><category term='Informatica'/><category term='Sabaki'/><category term='Asino'/><category term='Chaplin'/><category term='Tecniche'/><category term='2010'/><category term='Balle Spaziali'/><category term='Karate Shinseikai'/><category term='Goodbye 2009'/><category term='Goodbye 2010'/><category term='Dante'/><category term='Nuoto'/><category term='Reboot'/><category term='Life'/><category term='Dark Knight'/><category term='Japan'/><category term='Dune'/><category term='Rispetto'/><category term='Run Run Run Run'/><category term='Folklore'/><category term='Training'/><category term='Dreams'/><category term='Blog'/><category term='Enigmistica'/><title type='text'>Keep Talking</title><subtitle type='html'>Un posto per i pensieri Shinseikai</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>126</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6360104062325750669</id><published>2021-01-03T04:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-03T11:50:27.549+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>GAP 1263 - un sogno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Libertà è libertà di dire che due più due fa quattro. (Winston Smith)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vedo il cielo dalla mia finestra, ma è come se ci fosse. Non è difficile immaginarlo, almeno per me, e forse questa è la causa dei miei problemi. &lt;i&gt;Mente troppo fervida&lt;/i&gt;, quello che scrivevano i miei Tutori sul mio profilo personale. Trasformare la stessa linea di mattoni rossicci in una fetta di cielo riempito di nuvole è un gioco da ragazzi. Ho sognato ben altre cose, ma in un mondo dove i pensieri si trasformano in parole che qualcun altro ha scritto per te, i sogni sono un lusso, un tesoro da tenere stretto. E che gli addetti alla Sorveglianza, forse, non riescono ancora a scrutare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suona la sirena come ogni mattina. Da qualche tempo, ormai, il rumore stridente di acciaio contro acciaio della sveglia mi trova sempre con gli occhi aperti. La mia tuta distesa sulla sedia aspetta, e sembra un uomo piatto. Sorrido. Forse mi assomiglia. La macchia sulla manica destra mi fa l'occhiolino. La donna abbondante che usualmente serve il reparto Vestiario mi aveva spocchiosamente assicurato che sarebbe stata - come sempre - trattata a dovere, e che dovevo prestare più attenzione all'utilizzo dei beni dell'Unione. Nonostante le sue pingui rassicurazioni, ormai la macchiolina mi fa compagnia, è diventata familiare: penso che sia femmina, con capelli scuri e la saluto con il suo nome ogni mattina. &lt;i&gt;Buongiorno Vera, come va?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel corridoio incontro due colleghi dell'Assemblaggio. LUM 0575 storce la bocca in un sorrisetto, ma capisco che è stanco. LOS 1176 mi alza le spalle e non sorride, ma capisco che ha dormito almeno un po', stanotte. Andiamo in Refettorio a far colazione, affrettando il passo, poi non si mangerà per altre 6 ore. Entriamo nell'androne, investiti dal solito odore di scodelle da lavare. In fila. Zuppa, caffè, due capsule rosse di Letracene. LOS sbuffa. LUM mi guarda, forse vuol dirmi qualcosa. Annoto mentalmente e lascio che gli occhi si abbassino sulla mia ciotola, innocui. C'è sempre qualcosa, o qualcuno, che ti guarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La via del ritorno sembra più breve, eppure costa più fatica. L'Assemblaggio ti costringe a rimanere fermo per ore, ordinando i pezzi che arrivano sui nastri e valutandoli per qualità di manifattura e funzione. Il calore dell'enorme sala alle volte è insopportabile, ed i nastri si macchiano delle gocce di sudore che stillano in continuazione. L'acqua è razionata, ed ogni goccia è un po' di vita che se ne va. LUM non mi guarda, o non riesce, o forse mi sono sbagliato. LOS ha gli occhi rossi, le occhiaie sembrano essere più marcate. Parlotta, ma non credo dica nulla. Mi auguro riesca a dormire stanotte, forse dovrebbe chiedere una dose di NeoBuspirene. L'ho preso, qualche volta. Dormi poco e senza sogni, ma almeno dormi. Arrivo nel mio Cubo. Tolgo la tuta, saluto Vera, ed in rima le dico che la vedo pallida, stasera. Non mi faccio ridere. Chiudo gli occhi. Chissà se in questo momento mi stanno osservando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il clangore della sveglia interrompe i miei pensieri. Mi giro verso la sedia nel tentativo di salutare la mia amica macchiolina, che resiste nonostante i tentativi di eliminazione. &lt;i&gt;Forse anche Vera sta per andarsene&lt;/i&gt;. Lascio che un velo di pensiero malinconico riempia la voragine del mio stomaco e mi alzo per eseguire i piegamenti mattutini davanti alla VideoPresenza. Non so c'è qualcuno che sta scrutando, ma cerco di comportarmi come se ci sia &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; qualcuno, e forse è così. I piegamenti mi ricordano che sono prossimo ai cinquant'anni, e capisco perché la dorsale si chiama spina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontro LUM insieme a FIC 0376, un rosso smilzo con vestiti che sembrano troppo grandi per lui, ed alzo il sopracciglio destro a mo' di mano che saluta, sforzandomi di sorridere. FIC mi guarda, e mentre cammina inciampa su di un'asperità del cemento e cade in terra senza un suono. Mi fermo, torno verso di lui e gli tendo una mano per farlo rialzare.&lt;br /&gt;"Grazie, fratello."&lt;br /&gt;"Tutto bene?"&lt;br /&gt;"Credo di si."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuiamo a camminare verso l'Assemblaggio. Mentre raggiungiamo le postazioni davanti ai nastri, vedo LOS che continua a fissarmi con aria interrogativa e nello stesso momento mi accorgo di avere, nella mano destra, un piccolo foglio ripiegato. Capisco che me lo ha passato FIC mentre lo aiutavo a rialzarsi. &amp;nbsp;LOS continua a guardarmi: sono convinto che sappia del piccolo triangolino di carta nella mia mano. Inizia ad osservarla casualmente, come per avvertirmi di far presto a leggere e di sbarazzarmi del messaggio, mentre i pezzi da assemblare iniziano ad arrivare come un'onda di piena. Poco prima della PausAlimentazione, guardo il bigliettino inzuppato di acqua e lavoro e prima di nasconderlo nella tuta vi trovo scritto "&lt;span style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;non sei solo&lt;/span&gt;". Tocco la mia macchiolina portafortuna sperando di darle vigore. Lo stesso vigore che provo quando penso alla frase scritta in un biglietto di carta che ho dovuto nascondere. Lo stesso vigore che provo quando penso che, anche in un mondo dove sono più importanti le cose meccaniche delle cose che crescono, l'amore e l'amicizia possono ancora aver ragione della fatica e del dolore. Lo stesso vigore che provo quando penso che se Vera svanirà, potrò - forse - ricevere un altro bigliettino, che mi farà andare avanti nonostante tutto. Non sarò solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6360104062325750669?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6360104062325750669/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6360104062325750669' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6360104062325750669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6360104062325750669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/11/gap-1263-un-sogno.html' title='GAP 1263 - un sogno.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total><georss:featurename>Antarctica</georss:featurename><georss:point>-82.8627519 -135.0</georss:point><georss:box>-90.0 63.28125 -6.279460400000005 26.71875</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8631336686815062401</id><published>2012-01-17T09:12:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T09:14:29.743+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Sparaballe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eravamo in quattro, ieri sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era Antonio Viaggione, detto &lt;i&gt;Fregantò&lt;/i&gt;, alto unoecinquantrè in contumacia, rappresentante di cianfrusaglie elettroniche e noto specialomane (specialista cleptomane) dell'International Travelling, dei saccheggi di AutoGrill e asportazione sodomita di asciugamani-accappatoi-ciabatteinspugna-kitperilcucito-bagnoschiumashampoo dalle camere dei quadristellari alberghi visitati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era Alberto Allegria IV, detto &lt;i&gt;Binario&lt;/i&gt;, paraculo parastatale, 49 chili scarsi di umore (e alito) cattivo mantecati alla negazione della&amp;nbsp;&lt;i&gt;joie de vivre&lt;/i&gt; e sospetto catalizzatore di temporali, ruote bucate, lutti improvvisi, ritardo di treni ed aerei, gonfiamento spread, pestate di merda. Spesso associato a repentini e poco visibili sfregamenti di gonadi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'era Nestore Stoceppo, detto &lt;i&gt;AncoraTù&lt;/i&gt;, addetto alle pubbliche relazioni di una ditta nazional-inutile, ego grande come il lago di Martignano e capacità intellettive che non riempiono un ditale, chiamato STM-FTM (&lt;i&gt;son tut mi, fas tut mi&lt;/i&gt;) autopresenziante in qualsiasi accadimento di cui non viene richiesta l'opra sua (presentazioni &lt;i&gt;powerpoint&lt;/i&gt; fumose, piantatura chiodi, disocclusione lavandini, livellamento gambe tavoli) ed umana garanzia di fallimento dello stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E c'ero io, Isacco Gabbasani, detto &lt;i&gt;Cannavota&lt;/i&gt;, ex programmatore, ex-asciutto come un grissino di Torino e correntemente afasico-balbettante, alla continua ricerca di una ex-professione ed incapace di voler bene e voler male. Miope, presbite, astigmatico e un po' stronzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"C-C-Che si fa, un p-pokerino?" chiesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non si può, qualcuno ha rubato le carte" accennò Binario, guardando Fregantò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ho un'idea. Raccontiamo la cosa più incredibile che abbiamo fatto" suggerì AncoraTù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Silenzio. Forse l'idea non era così peregrina, meglio che guardarci negli occhi (per me, comunque, esercizio inutile senza occhiali trifocali) o commentare le &lt;i&gt;nuances&lt;/i&gt; dell'alito di Binario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Inizio io" avvertì preventivamente AncoraTù (e ti pareva).&amp;nbsp;"I&lt;i&gt;o ho salvato più di 400 persone su un 777 che sorvolava la Nova Scotia. Uno dei motori aveva ceduto, i piloti erano in shock da scarlattina istantanea e ho preso il comando, atterrando al JFK con destrezza di manovra. Il Sindaco di New York mi ha regalato, poi, una targa d'oro con una cerimonia formale consegnandomi anche la cittadinanza onoraria.&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"N-n-non l'ho letto s-s-sui giornali" dissi io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non volevo si sapesse, l'invidia è una brutta bestia" chiosò AncoraTù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Io, durante una trasferta a Lione, ho alloggiato all'Hotel dei Re nella Camera delle Meraviglie, e sono riuscito a fregarmi tutta la stanza, incluso: corredo, mobilio, sanitari, armadio, letto king-size, appliques e &amp;nbsp;due cameriere creole niente male&lt;/i&gt;" disse Fregantò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"E come hai fatto a portar via tutta quella roba?" chiese Binario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ero andato su con un camion" rispose Fregantò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Io ho trovato, nel mercatino del mio rione, il libro più prezioso al mondo, il libro che non può essere trovato, il libro maledetto. Il Necronomicon. L'ho scovato su una bancarella di libri di cucina e di fiabe per bambini, piccolo, nero e dannato.&lt;/i&gt;" raccontò Binario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Accidenti. E che cosa ne hai fatto?" domandò AncoraTù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Niente. Pioveva, sono scivolato sul guano di piccione ed è mi è caduto in un tombino" sentenziò Binario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appena dopo la fine dell'enunciazione gli sguardi dei tre si posarono su di me. Stavolta li avrei fregati, ed avrei fatto un figurone da leggenda metropolitana. Iniziai con voce calma, senza ombra di balbuzie o di impedimento verbale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Grazie alla mia abilità di programmatore di calcolatori, sono riuscito a costruire un androide che replica esattamente le mie fattezze, la mia voce, il mio carattere ed i miei difetti, balbuzie inclusa. L'androide è talmente ben fatto e fedele che, entrato in funzione quattro anni fa, mi ha sostituito al lavoro e nella normale vita sociale. In questo momento state proprio parlando con lui, e non con il vero Cannavota, che è alle Mauritius in un villaggio all-inclusive&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non ci credo" disse Binario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non è possibile" disse Fregantò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Boom! E' arrivato Einstein" disse AncoraTù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avreste dovuto vedere la loro faccia mentre, con movimenti lenti e maestosi, mi sono tolto la camicia e ho svitato il pannello centrale all'altezza del petto, mostrando ingranaggi, leve e lucine costruite pazientemente dal mio padrone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8631336686815062401?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8631336686815062401/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8631336686815062401' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8631336686815062401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8631336686815062401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2012/01/sparaballe.html' title='Sparaballe'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2538901192200125187</id><published>2012-01-03T10:34:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T10:35:09.868+01:00</updated><title type='text'>Desideri di inizio anno.</title><content type='html'>Visto che è ancora legale sognare, vorrei stilare la mia lista dei sogni - impossibili - da realizzare nell'anno che è appena iniziato.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Riscrivere &lt;i&gt;La Villa Strangiato&lt;/i&gt; dei Rush in versione estesa, 44 minuti e qualche secondo, con intermezzi-cameo di altri brani &lt;i&gt;progressive&lt;/i&gt; famosi allora ed adesso, e ricevere lodi sperticate da Neil Peart.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vincere la Maratona di Roma in 2h 03m 10s, e all'arrivo fare marameo al secondo (Musyoki) scattando a ritirare il premio.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Leggere che il governo dello stato di Tristalia ha approntato una task force di agenti segreti da mettere alle calcagna dei SUV e dei loro padroni per capire quanto dichiarano al fisco.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vedere che barboni e &lt;i&gt;homeless&lt;/i&gt;&amp;nbsp;salgono in cattedra al Parlamento, alle Università ed alle Aziende insegnando ai rispettivi responsabili che cos'è la dignità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dare forza interiore a chi ne ha bisogno, nessuno escluso.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Costruire e mettere in linea un sito web (svergogniamoli.com), da utilizzare a fini educativi, dedicato a chi non rispetta persone, leggi, decoro, educazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Inventare la pillola dell'orgasmo repentino e donarla a tutti i musoni giornalieri, endemici e genetici.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vincere in un Kumite regolamentare (seconda serie) con il Sensei.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;Per oggi può bastare, domani sognerò di più :)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2538901192200125187?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2538901192200125187/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2538901192200125187' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2538901192200125187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2538901192200125187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2012/01/desideri-di-inizio-anno.html' title='Desideri di inizio anno.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6278081690617719356</id><published>2011-12-31T09:13:00.002+01:00</published><updated>2011-12-31T09:13:51.591+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Run Run Run Run'/><title type='text'>Part of the Machine</title><content type='html'>Scrivo queste righe mentre indosso la mia maglia 3113 (strano numero, vero?) per partecipare alla &lt;a href="http://www.werunrome.it/wp-content/uploads/2011/10/mappa_WRR1.jpg" target="_blank"&gt;10K&lt;/a&gt; nel centro di Roma, riflettendo sulle considerazioni post-Mokuso dello scorso giovedì. La maggior parte delle volte, nella vita sociale (e, per i fortunati, nella vita professionale), ti senti come un ingranaggio - piccolo - con una singola funzione all'interno di una macchina più grande e complessa a tal punto di non riuscire a comprenderne l'utilizzo.&lt;br /&gt;Ci sono delle volte, invece, in cui questo non avviene. Quando sei talmente fortunato da trovare e partecipare ad un gruppo che è molto di più della somma dei suoi partecipanti (cfr. Durkheim) non ti senti parte di una macchina. Sei un organismo che fa parte del gruppo, ma lo &lt;i&gt;rappresenta&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Non credo sia una connotazione misticheggiante da supermercato della propaganda: è semplicemente realizzare che mi piacerebbe condividere questa fortuna con il tutto il mondo. Far parte di un gruppo coeso rende tutto più facile.&lt;br /&gt;E oggi io correrò con il gruppo Shinseikai.&lt;br /&gt;I miei obiettivi per il 2012?&lt;br /&gt;Vivere, e far felice i miei affetti :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6278081690617719356?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6278081690617719356/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6278081690617719356' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6278081690617719356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6278081690617719356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/12/part-of-machine.html' title='Part of the Machine'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7382574530845096991</id><published>2011-12-23T11:59:00.001+01:00</published><updated>2011-12-23T16:02:53.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai Spirit'/><title type='text'>Regression Testing</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si avvicina la fine dell'anno, e il genere umano ha deciso, nel corso dei secoli, che questo debba necessariamente significare qualcosa di speciale. La vita sembra continuare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo spread si alza e si abbassa con tendenza verso la crescita, gli italiani continuano a lamentarsi più o meno di qualsiasi cosa, i gestori dei negozi continuano a non emettere scontrini, i guidatori di macchine mortali continuano a non rispettare etica e segnaletica stradale, i mangiatori continuano a parlare di cibo e cucina con la bocca piena, e gran parte della popolazione di questo paese che non riesco più a descrivere sembra non risvegliarsi da un torpore mentale, fisico e metafisico inoculato anni addietro da menti lungimiranti su un substrato culturale già pronto per l'anestesia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, nello sfacelo dell'educazione civica e nei dimenticati corridoi dell'altrui rispetto mi piace scoprire - raramente&lt;em&gt;, eppur succede&lt;/em&gt; - alcune gemme che mi fanno sperare in una minoranza attiva ancora viva e vegeta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un signore che ringrazia e sorride al mio goffo e&amp;nbsp;tempestivo tentativo di forzare le porte dell'ascensore per permettergli di entrare.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno sguardo empatico da parte di un impiegato del supermercato subito dopo che una famiglia di primati mi ha letteralmente &lt;em&gt;rullocompresso&lt;/em&gt; (e credo di essere pienamente visibile) con il carrello della spesa.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sorriso di un lavavetri che guarda il bipede torvo e annichilito&amp;nbsp;rinchiuso nella sua quattroruote portaregali.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi, i miei affetti, le cose per cui vale la pena vivere. Lo sguardo dei miei figli piccoli (si fa per dire)&amp;nbsp;dopo giorni di assenza. I loro occhi quando danzano al ritmo dei Nirvana orchestrati con violini parsimoniosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I miei amici, pochi ma buoni, poche parole e molte emozioni. Non c'è bisogno di descriverli. Anzi, si. Meravigliosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, soprattutto, il mio santuario. Il mio rifugio. Il luogo dove scordo quello che ho appreso per ricordare quello che ho dimenticato. Il luogo dove la disciplina e la legge sono veramente uguali per tutti. Dove chi arriva in ritardo fa flessioni. E se il Maestro arriva in ritardo, fa flessioni doppie. Il luogo dove si entra tesi e si esce più pieni, più vivi, e forse migliori. Il luogo dove si studia difesa personale e anche difesa &lt;em&gt;mentale&lt;/em&gt; personale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il &lt;em&gt;Dojo&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7382574530845096991?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7382574530845096991/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7382574530845096991' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7382574530845096991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7382574530845096991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/12/regression-testing.html' title='Regression Testing'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7878455632971605494</id><published>2011-10-08T14:01:00.000+02:00</published><updated>2011-10-08T14:41:08.258+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kumite'/><title type='text'>Kumite!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I pensieri prima del Kumite - l'arte dello &lt;i&gt;sparring&lt;/i&gt;, del gareggiare con un avversario secondo regole e codici ben precisi - sono veloci e si intrecciano come nodi. Alle volte è anche difficile districarli, a causa della tensione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensi alla&amp;nbsp;&lt;i&gt;strategia&lt;/i&gt;. Capire chi hai davanti in pochi secondi, ed adattare il tuo stile, il tuo carattere, la tua &lt;i&gt;verve &lt;/i&gt;e le tue tecniche&amp;nbsp;in base alle caratteristiche dell'altro. Ricordalo, ti servirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi pensi &lt;i&gt;all'alfabeto&lt;/i&gt;: le lettere (i Kihon), le combinazioni che corrispondono a sillabe (i Renraku), e la capacità di pronunciare delle frasi (la strategia - di nuovo - che fa da &lt;i&gt;collante&lt;/i&gt; tra te e la voglia di superarti). Ricordalo, ti servirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi pensi all'&lt;i&gt;imprevisto&lt;/i&gt;: non farti mai, mai, MAI prendere di sorpresa. La sorpresa appiattisce per un solo istante la tua resistenza, ed in quell'istante può succedere di tutto. La sorpresa è inevitabile in un Kumite, e quindi tienila sempre presente. Ricordalo, ti servirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi pensi al &lt;i&gt;riscaldamento&lt;/i&gt;: né troppo né poco (&lt;i&gt;sarò riuscito a riscaldarmi correttamente?&lt;/i&gt;), lasciando andare il corpo per risvegliarlo e renderlo consapevolmente pronto al Kumite. Ricordalo, ti servirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rito del Kumite inizia, marziale, rigoroso eppure coinvolgente: l'atmosfera del Dojo si polarizza verso il ring, il cuore inizia a battere un po' di più, il Sensei ripete le regole per i tre livelli (prima, seconda, terza serie), ed inizia a chiamare. Le conversazioni tra gli studenti si riducono a pochi e rispettosi bisbiglii che ruotano attorno ad un clima di incoraggiamento (&lt;i&gt;ganbatte kudasai&lt;/i&gt; - fai del tuo meglio, coraggio!). I nomi degli studenti vengono chiamati in una sequenza veloce, il pochissimo tempo tra uno sparring e l'altro ci ricorda che stiamo studiando - in ogni caso - una disciplina marziale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Gabriele".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono chiamato sul ring. Controllo velocemente le protezioni e salgo su una scaletta che sembra progettata da M.C. Escher, tendo le corde, entro e mi presento con il saluto ed un "OSU!".&amp;nbsp;L'arbitro (il Sensei) ordina i saluti e le posizioni in giapponese, correggendo anche errori di postura. In quel preciso istante il cuore inizia a battere forte. Forse è &lt;a href="http://provinciali.blogspot.com/2011/04/sequenza-numero-cinque.html"&gt;Lui&lt;/a&gt; che si riaffaccia, ma stavolta lo so. Lo so. Sorrido, e reprimendo il sorriso ordino al cuore di battere un po' meno, ringraziandolo comunque dell'ottimo lavoro effettuato finora e pregandolo di continuare a farlo per almeno qualche decennio. Il cuore sbuffa, alza gli occhi al cielo (&lt;i&gt;che rompiscatole, questo&lt;/i&gt;) ma alla fine esegue il comando, rallenta quel tanto che basta ad evitare fastidiosi colpi di tamburo vicino le tempie, &amp;nbsp;e mi lascia il corpo piacevolmente teso. E, al verbo di inizio pronunciato dal SenseiArbitro, il Kumite ha inizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cerco di essere mobile, di non rimanere neanche un femtosecondo nella stessa posizione, e voglio ruotare, in continuazione. Ci scambiamo tecniche di pugno, di calcio, e qualche combinazione. Il tempo scorre a due dimensioni (strano, per la quarta dimensione, no?). In un senso, tutto è rallentato. Nell'altro, tutto è troppo veloce. E i due sensi non si incontrano mai. Uso qualche tecnica &lt;i&gt;gedan&lt;/i&gt;, preceduta da combinazioni Oi-tsuki e Gyaku-tsuki. Accenno ad un Sanbon-tsuki. &amp;nbsp;Prendo qualche gedan anch'io, e cerco di assorbire le tecniche di pugno. Penso ad un sabaki, ma non riesco neanche ad accennarlo, ed il pensiero mi costa un'altra combinazione incassata. Continuo a girare, è meglio non stare fermi, saltellando e ruotando (almeno così percepisco) attorno al fulcro costituito dal compagno di sparring. Cerco di spingere il compagno di sparring verso l'angolo continuando con le tecniche di pugno. Insisto con Oi-tsuki e Gyaku-tsuki. Il match viene fermato. Provo qualche &lt;i&gt;mae-geri&lt;/i&gt;, forse uno di troppo, ed il mio temporaneo avversario intuisce l'inutile ripetizione afferandomi la gamba e cercando di farmi cadere per finalizzare e guadagnare qualche decimo di punto. E in effetti cado ma non completamente. Non riesco a capire quanti secondi sono passati dall'inizio, ma intuisco che la mia semicaduta non ha inficiato il punteggio. Continuiamo qualche scambio ravvicinato, fino al comando del SenseiArbitro che decreta la fine del match.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sensei pronuncia tre o quattro comandi in equivalente Katakana (&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: sans-serif; font-size: 13px; line-height: 19px;"&gt;カタカナ&lt;/span&gt;) e, guardando gli arbitri ad ogni lato del ring, da il suo responso. Non ho capito se ho vinto. Ma sorrido. Ho affrontato un kumite - e, soprattutto, ho affrontato Lui. E mi sento vivo. Sono vivo. Mi viene da urlare a tutto il mondo: SONO VIVO!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Almeno fino al prossimo Kumite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7878455632971605494?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7878455632971605494/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7878455632971605494' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7878455632971605494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7878455632971605494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/10/kumite.html' title='Kumite!'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2040585739825363272</id><published>2011-09-14T17:39:00.001+02:00</published><updated>2011-09-14T17:39:38.898+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><title type='text'>Al Dojo.</title><content type='html'>&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo vige la democrazia. Non conta un piffero nessuno. Lavorare e basta.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo c'è un sano rispetto per chi ha studiato più di te.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo, d'estate, è inutile asciugarsi dopo la doccia. Recentemente, negli spogliatoi, si è superato il limite teorico dell'umidità 100%, registrato attraverso &lt;em&gt;Nomogramma di Herloffson&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo, d'inverno, qualcuno si è lamentato (incautamente, ad alta voce) del freddo pavimento. Dopo le prescritte 80 flessioni &lt;em&gt;seiken&lt;/em&gt; il pavimento ha cambiato improvvisamente le caratteristiche geotermiche.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo non esistono perversioni, a parte le ricorrenti mani sui fianchi con annessa punizione e le sdraiate sui tappetini prima del comando. E, si, con annessa punizione.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo, alle volte, si hanno le allucinazioni da mancanza di ossigeno. Ieri (era ieri? non ricordo bene...) mi è parso di vedere Giorgio Petrosyan, vestito con un gessato grigio, e valigetta rigida di pelle a corredo, che distribuiva&lt;em&gt; sales brochures&lt;/em&gt; su centri benessere in Dalmazia.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo ci si va nei giorni pari. E lo si sogna nei giorni dispari. L'altra notte, verso le 5 antimeridiane, mia moglie mi ha svegliato dicendo: "Facevi un rumore strano". Era un Kiai.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo si sviluppa un orologio interno basato su martedì-giovedì-sabato. Nel malaugurato caso di salto lezione in uno di questi giorni, l'orologio impazzisce e vieni automaticamente resettato al 31 Dicembre del 1981.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo vedi amici, colleghi, compagni di studio - ma in un'altra prospettiva. La fatica di inseguire un obiettivo in costante movimento genera unione, complicità, rispetto. Tranne Lorenzo, che sposta l'attenzione del Sensei dove non dovrebbe :).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo si rispetta la natura e le stagioni. Per ogni stagione c'è un test. Il test del panettone, il test dell'uovo pasquale, il test delle fragole e quello delle castagne. Se non sei in forma, non passi il test. Se non passi il test, ti alleni fino a che non sei in forma. E così via. La vita è una ruota, e se non fai il test con il Sensei, fai il test con Tullio Senpai. E se non fai&amp;nbsp;il test con Tullio Senpai, ti capita Mattia Senpai. Meglio rimanere in forma.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dojo andrò domani, e, &lt;em&gt;mutatis mutandis&lt;/em&gt;, stavolta non scorderò l'intimo di ricambio.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2040585739825363272?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2040585739825363272/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2040585739825363272' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2040585739825363272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2040585739825363272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/09/al-dojo.html' title='Al Dojo.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8790349222840173552</id><published>2011-09-08T15:39:00.002+02:00</published><updated>2011-09-08T17:01:27.661+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai Spirit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfaroni'/><title type='text'>Impara a nascondere.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Puoi incontrarlo, magari tutti i giorni, durante il regolare svolgimento della tua attività, ma anche nei momenti di ferie o fancazzismo non pianificato.&amp;nbsp;Al lavoro (&lt;i&gt;Zeus, quanti se ne incontrano!&lt;/i&gt;).&amp;nbsp;Nel fortunato tempo del tuo hobby preferito (&lt;i&gt;forse ancor di più...&lt;/i&gt;).&amp;nbsp;Quando te lo aspetti e - ovviamente - quando meno te lo aspetti (&lt;i&gt;non c'è speranza, sai che potresti incontrarlo&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti trovi lì - esattamente dove sei, pacioso, camminando insieme al tuo bene - oppure da solo, quando devi e puoi riflettere su quello che accade. Oppure ti trovi là, quando hai appena sfiorato il triangolino del tuo lettore mp3 preferito per concederti una sana schitarrata urticante a volumi vietati dalla convenzione di Ginevra. O proprio laggiù, dove credevi di averla fatta franca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ti viene incontro baldanzoso, come il lupo di Leonida pregusta la preda, affilando i canini con la lingua in attesa che la caccia sia compiuta. I tuoi occhi vanno prima a sinistra, e poi velocemente a destra, non rilevando nascondiglio alcuno, né tattico anfratto, o neanche un dispositivo di occultamento scordato da un Predator durante l'ultima scampagnata estiva. Non puoi evitarlo, e cerchi una posizione laterale di uscita, anche se l'eucariota ha intuito il tuo movimento e squilla a 117 logaritmici decibel il suo saluto, di fronte al quale non hai possibilità di uscita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' proprio lui: il &lt;b&gt;&lt;i&gt;Fanfarone Importunus&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Classe: &lt;i&gt;Mammalia&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ordine: &lt;i&gt;Primates&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Genere: &lt;i&gt;Homo&lt;/i&gt; (ahinoi!).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non fai in tempo ad ultimare la conviviale frase di saluto che il bipede attacca il gruppo elettrogeno collegato alla strumentazione vocale per inondarti di informazioni, infiorettate, sulla sua vita, sui suoi successi ed &lt;i&gt;achievements-awards-trophies&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nazionali ed internazionali, con una rapida carrellata sulle raggiunte e consolidate meraviglie professionali (8 minuti e mezzo, con dettagli artistici sul percorso formativo e carriera), una dissolvenza incrociata sui successi musicali (circa 4 minuti, cinque dischi che variano dalla Sinfonica al Post-Punk-Crossover-Hardcore in compagnia di personaggi statuari che vanno da Von Karajan - da lui chiamato confidenzialmente &lt;i&gt;Herbie&lt;/i&gt; - fino al figlio sconosciuto di Iggy &amp;nbsp;Pop), un'inquadratura con un dolly su considerazioni filosofiche proprie di una mente superiore amplificata dal prisma della grandezza sul rapporto tra successo e (suo) desiderio giovanile (interminabile, 13 minuti filati), e una botta di steadycam su attività collaterali come presenze a mostre e convegni sulla migrazione del Dodo, prefazione di 9 libri di case editrici &lt;i&gt;mainstream&lt;/i&gt; ed indipendenti e &amp;nbsp;coda sui successi fuori dallo Stivale (non meno di 15 minuti percepiti).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualsiasi cosa tu abbia mai fatto nella tua misera, sporca, inutile vita, l'&lt;i&gt;Importunus&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ha avuto la capacità di farla:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a) prima&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;b) meglio&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;c) documentandola appropriatamente con velleità artistiche a te sconosciute.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo questa sbrodolata, durata più di 40 minuti (al ritmo di una imprecazione al minuto, mi sono guadagnato il posto da &lt;i&gt;anima prava&lt;/i&gt; VIP sulla barchetta di Caronte), l'&lt;i&gt;Importunus&lt;/i&gt; si ferma. Incredibile. Mi fissa con acquosi occhi appena tinti di fatica (il fanfaronismo stanca) e mi chiede:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"E tu? Fai l'informatico, no?".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pausa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Si."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pausa tra domanda e risposta mi lascia una sola parola in testa: il Karate. La disciplina. Imparare a nascondere la fatica. Imparare a nascondere il dolore, se possibile. Imparare a nascondere il proprio respiro: un respiro affannoso è chiaro indice di stanchezza, e quindi un'arma in più in mano all'avversario. Imparare a nascondere una postura non corretta (mani sui fianchi, testa che ondeggia verso il basso). Imparare a nascondere le parole che descrivono la propria esperienza per metterle in pratica durante un momento critico. Imparare a nascondere il proprio Ego. Carattere ed Ego sono due entità - talvolta - opposte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'&lt;i&gt;Importunus &lt;/i&gt;si accinge al commiato (in effetti avrà molto da fare) e durante le fasi finali della sua autoreferenzialità mi consiglia di leggere il suo Blog.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sogghigno di nascosto. Mi ha dato un buon suggerimento: non andrò a leggere il suo Blog ma scriverò un post sul mio mediocre taccuino digitale. Non sarà un gran che, ma sarà di aiuto per nascondermi fino alla lezione di stasera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8790349222840173552?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8790349222840173552/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8790349222840173552' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8790349222840173552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8790349222840173552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/09/impara-nascondere.html' title='Impara a nascondere.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1504884692548443542</id><published>2011-09-01T16:01:00.000+02:00</published><updated>2011-09-01T16:55:04.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai Spirit'/><title type='text'>Riflessi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizia un nuovo Anno Accademico. Shinseikai. Che non è proprio come frequentare l'università per conseguire un titolo di studio. Probabilmente è proprio il contrario, frequentiamo il Dojo per conseguire uno studio del titolo, "Shinseikai" - una disciplina interiore ed un'arte marziale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono passati due anni da quando credevo di non arrivare alla fine della prima lezione, e la sensazione non è cambiata granchè.&amp;nbsp;Permane un giusto retrogusto reverenziale nei confronti della materia oggetto di studio, un rispetto senza pari dei tuoi compagni di avventure, di scoperte e di botte, la trasformazione fluida di Filippo da&amp;nbsp;collega ad amico a Sensei, l'odore di fatica del Dojo, le zanzare-Kamikaze importate direttamente da Kyoto, &amp;nbsp;il bisbiglio pre-allenamento, l'uscita dal Dojo con le proprie gambe (è sempre una sorpresa), e mille particolari ancora da descrivere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è qualcosa di diverso, però. Come una specie di riflesso, non sai da dove arriva ma lo vedi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho speso innumerevoli cicli macchina nel pensare cosa potesse essere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Forse l'ambiente, il gruppo, il maestro,&amp;nbsp;il tipo di disciplina studiata, l'approccio metodologico, l'inaccessibilità di alcune tecniche, l'obiettivo che si sposta costantemente ed inesorabilmente avanti?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente si. Tutte queste cose cooperano (e alle volte concorrono) a quel riflesso di cambiamento che rende questo studio sempre differente. Ma non corrisponde precisamente alla sensazione che cerco di delineare. Manca ancora qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Forse è una diversa percezione di te stesso rispetto allo studio?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci siamo quasi. Lo studio Shinseikai non include sconti per nessuno. Duro per tutti, ognuno di noi è certamente in grado di valutare variazioni anche minime della nostra percezione, traendone vantaggio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Forse sei cambiato tu?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci siamo. Non è detto che ciò sia avvenuto per il meglio, ma certamente un cambiamento forte c'è stato da dentro.&amp;nbsp;Ripensando ai preliminari della prima giornata Shinseikai - ventiquattro mesi fa -&amp;nbsp; e avendo a disposizione una macchina dello psicotempo, in grado di dare un'occhiata fugace al riflesso di me stesso, vedrei:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Un tizio che si crede mediamente&amp;nbsp;in forma.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Un tizio che si crede mediamente un 'subject matter expert', un esperto su materie specifiche.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;- Un tizio che si crede mediamente un comunicatore.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spengo l'immaginaria e magica macchina, e svanisce il riflesso. Guardo quel che ne rimane, con le considerazioni sul cambiamento ed i suoi effetti, e penso a quanto sono fuori forma, al fatto&amp;nbsp;che non basta una vita per apprendere, e che in realtà non comunico più come una volta. Sorrido. Sono un uomo fortunato, quello che per molti è tornare indietro per me è continuare ad andare avanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1504884692548443542?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1504884692548443542/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1504884692548443542' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1504884692548443542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1504884692548443542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/09/riflessi.html' title='Riflessi.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5069593830330769948</id><published>2011-06-13T13:09:00.000+02:00</published><updated>2011-06-13T13:09:19.874+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Senpai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tulliobot'/><title type='text'>Shinseikai Stars: Tulliobot</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quando frequento il Dojo ho visto tante cose. Belle. Sorrisi, lacrime di commozione, abbracci, botte (sempre in amicizia), momenti di ilarità e momenti quasi drammatici. Un campionario sinusoidale di vita dal bianco al nero, passando per il giallo, il blu, il verde ed il marrone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, come ogni volta, non vedo l'ora di sentire il&amp;nbsp;Sensei pronunziare&amp;nbsp;la rituale frase "&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Entrate, brutti&lt;/span&gt;!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In&amp;nbsp;effetti, vedendoci, non siamo un gran che. L'intenzione del Maestro non è di offendere ma&amp;nbsp;- bensì - di stimolare la &lt;em&gt;crescita interiore&lt;/em&gt;, e migliorarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sensei squadra la platea, pensa (&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;in effetti lo siete, ma non lo ripeterò&lt;/span&gt;) e si avvicina a Tulliobot, bisbigliando qualche comando in fenicio, probabilmente la &lt;em&gt;struttura della&amp;nbsp;fatica&lt;/em&gt; della prossima mezz'ora.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sapete cosa sia un Tulliobot?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ve lo spiego io, se avete due minuti e mezzo.&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tulliobot è un androide piccolo e micidiale, corporatura media, capello nero, camicia bicolore (a volte), che ha solo un pulsante: ON. L'inventore si è dimenticato del pulsante di spegnimento. A volte il Maestro non ha altra risorsa per spegnerlo se non quella di togliere la spina, soprattutto nella fase di riscaldamento dinamico.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tulliobot ha due karategi; uno a maniche lunghe e uno a maniche corte, ma non vi fate ingannare. Mena in egual misura con tutti e due.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tulliobot - essendo un organismo &lt;em&gt;quasiumano&lt;/em&gt; - non suda. Alle volte è possibile vedere qualche microscopica macchiolina intorno a lui, ma non è sudore. E' olio di macchina &lt;em&gt;multigrade&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Tulliobot hanno capacità di analgesica autoriparazione. Quello che abbiamo noi, recentemente, ha avuto un incidente sul ricettore olfattivo, ma la settimana dopo era già in allenamento. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro Tulliobot è una cintura nera. Significa che quando c'è il Maestro ci spinge al 110%. Quando non c'è, va direttamente al 120%.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Tulliobot non hanno il minimo senso del rancore. Quando ritornerò al Dojo, domani (deità permettendo), avrà analizzato questo scritto e non mi inseguirà al fine di abbreviarmi la vita (vero Senpai?).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scorso anno accademico mi si avvicina un losco figuro - giacca a quadri, cravatta, borsa in pelle - che vuole parlare con il Sensei. Il Sensei è fuori per lavoro, rispondo. Con fare furtivo mi bisbiglia di uno scambio: il nostro Tulliobot contro due nuovissimi&amp;nbsp;robot inorganici Panasonic, completi di software &lt;em&gt;Karate 1.1&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e &lt;em&gt;Preparazione Atletica 3.2&lt;/em&gt; e garanzia di dieci anni on-site, iniziando a recitarmi un pistolotto di prevendita sul Time-to-Value, sul Total&amp;nbsp;Cost of Ownership e sul Vendor Lock-in.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo guardo sdegnato. Di Tulliobot così non ne&amp;nbsp;producono più. Me lo tengo, ci mancherebbe proprio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fZuzI1vpZF0/TfXvZCINc4I/AAAAAAAAARI/jhtqA-yEv84/s1600/android_logo.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-fZuzI1vpZF0/TfXvZCINc4I/AAAAAAAAARI/jhtqA-yEv84/s320/android_logo.gif" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5069593830330769948?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5069593830330769948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5069593830330769948' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5069593830330769948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5069593830330769948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/06/shinseikai-stars-tulliobot.html' title='Shinseikai Stars: Tulliobot'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fZuzI1vpZF0/TfXvZCINc4I/AAAAAAAAARI/jhtqA-yEv84/s72-c/android_logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3035671962494277632</id><published>2011-06-01T10:32:00.000+02:00</published><updated>2011-06-01T10:32:40.766+02:00</updated><title type='text'>Mirco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giovane e segaligno&amp;nbsp;poeta staccò la penna, intrisa d’inchiostro e sudore, da quello che una volta era un virgineo foglio di carta, elegante e spessa, quasi avesse un nerbo e carattere preciso invece di comparir mero supporto al pensiero altrui. Il suo respiro era affannato, e sussultando cercava di sugger l’aria e riposar membra che però non avevano corso, né faticato sui campi riarsi dall’estate. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Non sono un poeta,&lt;/em&gt; pensò&lt;em&gt;. Sono uomo di scienza.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La stanchezza del ragazzo, però, era reale, tanta la passione nel far danzare i propri pensieri e celebrarli sul palco dell’arte di raccontar cose che vengono dal proprio dentro e farle capire a chi risiede stabilmente nel proprio fuori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“… Ma sedendo e mirando - interminato &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Spazio di là da quella, e sovrumani &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Spazi …”&lt;/em&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una sinfonia di parole, sequenze che si intrecciano, si guardano e si rifiutano, si corteggiano e si amano, si fuggono e si cercano, e si illuminano l’une con le altre. Le parole a formare una scala a pioli dove ogni passo ci affatica ma ci rende più vicini alla meta, al tutto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ricercatore e presunto cantore non era soddisfatto, però. Un emistichio fuori posto, subito cancellato. Una parola, come una nota in un dorico assolo che poteva essere omessa, o forse legata. “sovrumani Spazi”, ripensò il solitario artista. Ecco il passo di danza sbagliato! Le labbra dello scrittore fremettero d’impazienza, quasi ad anticipare l’elegante movimento del pennino che corresse, sulla filigrana, il verso incriminato e continuò lo scritto ed il viaggio interiore in:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“… Ma sedendo e mirando, interminato&lt;br /&gt;Spazio di là da quella, e sovrumani &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Silenzi, e profondissima quiete &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Io nel pensier mi fingo, ove per poco &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il cor non si spaura.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Grazie, o dea dell’arte e dell’amore” pensò, grato delle parole ispirate che continuavano a rimaner vive anche dopo esser state chiuse e sigillate nel foglio di carta a perenne sfida contro la memoria e il tempo. La gratitudine per sé e per la propria musa ispiratrice portò il raccontatore in uno stato di ebbrezza, dove le parole quasi si inanellavano senza sforzo alcuno, e con continua attenzione per non rompere la preziosa ma fragile sequenza:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Così tra questa&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;immensità s’annega il pensier mio.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vorrei-esser-un-cantastorie si concesse un piccolo lusso a cui, in genere, non era avvezzo: la rilettura di quanto scritto fino a quel momento. La composizione era soddisfacente, le parole giuste, giusto il tono. Non si beava mai di quanto era da sé composto, cercava in continuazione il perfettibile, la piccola magagna, l’asperità da limare, il concetto da accorciare, l’emozione da cantare, l’erbaccia in agguato in un cespuglio di lavanda e rose. E non riuscì a trovarlo, dannandosi per la sua emotività e come sempre capendo che ciò rappresentava la spinta a scrivere, la discesa su cui iniziare a correre per far andare veloci le parole tanto quanto i pensieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma c’era qualcosa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non riuscì a capire subito se era un metter o un levare, un troppo o un poco, un vuoto o un pieno. Si accorse troppo tardi di una goccia di sudore che cadde sulla carta, fortunatamente mancando la propria scrittura. L’acqua evaporò rapidamente, attirando l’attenzione del letterato. “L’acqua, madre d’ogni bene.” pensò. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’acqua, la vita, la sua gioventù, le passeggiate in riva al mare, insieme ai suoi pensieri e la sua voglia di fuggire e salpar per nuove rotte. Il mare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’artista-ricercatore riprese la penna e vergò, di getto, il foglio concludendo il proprio lavoro:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Così tra questa&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;immensità s’annega il pensier mio:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;E il naufragar m’è dolce in questo mare.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, dopo la poesia, l’infinito silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3035671962494277632?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3035671962494277632/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3035671962494277632' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3035671962494277632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3035671962494277632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/06/mirco.html' title='Mirco'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6313570448872001172</id><published>2011-05-31T14:38:00.000+02:00</published><updated>2011-05-31T14:38:22.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Melissa'/><title type='text'>Melissa.</title><content type='html'>&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Non ricordo come tutto è iniziato. Anzi, lo ricordo benissimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Incontrai Melissa qualche tempo fa, mentre passeggiavo in una zona centrale della mia città, era caldo ma non troppo, c’era il sole ma non troppo, c’era gente ma non troppa, l’aria mossa ma non troppo. Ricordo una coppia di pensionati che trascinavano le zampe di chi è stanco, lasciando dietro di loro un binario di gelato al cioccolato che si scioglieva, ma non troppo, mentre cercavano di schivare i banconi dei venditori ambulanti e lo sciame di avventrici che rovistavano i capi d’abbigliamento ben ordinati e disposti come una tipica fila italiana davanti ad uno sportello delle Poste. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Non mi chiamò lei direttamente, ma si fece sentire. Era più giovane, ma con lo stesso caratterino. Voi non conoscete Melissa, io si. Il sorriso di Melissa ha il riflesso di mille iceberg scintillanti e non contaminati dal buco dell’ozono, la sua camminata è un passo di danza, il suo scatto è quello del Borzov dei tempi andati prima che iniziasse a doparsi, le sue battute taglienti come trappole per lupi marsicani. Una volta le dissi: “Non andare al limite, perchè ti farai male”. Lei mi rispose: “Pensa per te, ‘che non ti reggi in piedi, stupido bipede monodotato”. Dal tono medieval-Kantiano capii subito di avere a che fare con un cipiglio ribelle gentilmente depositato su un labirinto di voglia di vivere, frammisto a sprazzi di genio e di gentil depressione. E m’interrogai per giorni sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;monodotato&lt;/i&gt;. Ma sto andando fuori tema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Dicevo, si fece sentire lei. Fui sorpreso dapprima, ma dopo 16 minuti non lo ero più. Lei era li, mi invitava da qualche parte, ma dopo pochi istanti voleva fare qualcos’altro. E io perdevo la pazienza, o almeno si capiva dai miei intermittenti sbuffi nasali &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;abarth&lt;/i&gt;. Voleva autonomia ma essere seguita, voleva l’acqua ma anche il vino, voleva tutto e niente, profumi e balocchi, viaggi e dormite, voleva luce solare e tenebroso buio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Poi decise che non poteva continuare a vivere da sola, anche se le Melisse sono primati molto selettivi e scelgono con cura le proprie compagnie. Prese una giraffa (all’epoca più piccola, ora il suo collo la sovrasta di una Melissa e mezza) e la spupazzò, la allevò con molta tenerezza e dedizione, e con la giraffina (in divenire un Giraffone) si mise alla ricerca della propria identità.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Le chiesi più di una volta cosa stesse cercando, ed ogni volta, in forma anglobarocca, mi rispose: “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;None of your business&lt;/i&gt;, traballante tondino pieno di boria e foriero di consigli non richiesti”. Dal tono sicumerico-introspettivo, capii che il caratterino non le era cambiato affatto, e che il labirinto di voglia di vivere era diventata una città tentacolare, variegata di fantasie veloci ed accelerazioni emotive oltre la velocità del suono. Ma sto ancora andando fuori tema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Negli anni che seguirono, adottò altri due compagni di strada, che la seguivano quasi sempre e con poca manutenzione a carico: qualche pasto caldo e un giaciglio. Il primo era un extraterrestre proveniente da Arcturus, alto la metà di lei, con denti auguzzi, peluria di verso variabile e cipiglio analogo proporzionale all’altezza (interminabili discussioni, ma divertimento garantito). Il secondo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;company pet&lt;/i&gt; era una bambola bionda automatica ancora più bassa dell’ufetto dentiaguzzo e che essenzialmente aveva due modalità operative corrispondenti a due bottoni pigiabili sulla schiena: Pipa e Lagna. La modalità Pipa attivava l’automa spostando il dito pollice destro all’interno del cavo orale e stimolando l’atto del succhiare (facendo la mossa della Pipa, appunto). Tale modalità poteva solo essere interrotta dall’attivazione della modalità Lagna, dove la bambola scoppiava in un pianto dirotto e stavolta sproporzionato rispetto alle sue effettive dimensioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Alle volte potevi trovare Melissa, il Giraffone, l’alieno e la bambola passeggiare per le vie del centro, e Melissa non era certo tenera con tutti e tre. Ma era paziente. Il Giraffone voleva l’erba, e poi non la mangiava, e Melissa si industriava per inventare situazioni che stimolassero i pochi succhi gastrici del quadrupede. L’alieno (chissà in base a quali condizioni) lanciava strali verbali incomprensibili, o richieste formulate al contrario, e Melissa cercava di decodificarle, e di soddisfarle se possibile. La bambola ogni tanto era difettosa, si bloccava sulla modalità Lagna e ogni volta Melissa le dava una saracca sulla schiena per riportarla alla modalità Pipa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Quando succedevano tutte e tre le cose insieme Melissa andava in conflitto di interessi (soprattutto il suo) e iniziava a ballare il tango elettrico argentino suonato a volume 16 su 10, che quindi sembrava una sinfonia di undici chitarristi metallari rinchiusi a vita in una prigione segreta e poi fatti uscire per 15 di minuti di assoluto relax.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Poi Melissa cambiò piano dimensionale, e non ebbe più la compagnia al seguito. Un giorno si chiuse nel suo appartamento, studiò testi di filosofia e statistica, di sociologia delle masse ed epistemologia delle messe, studiò l’intera opera di Alberoni, ne staccò delicatamente ogni pagina e la riciclò in sala da bagno, lesse la Bibbia, il Corano, il Necronomicon, i Racconti Romani di Moravia e le allegre poesie di Leopardi. E i mesi passarono. E Melissa studiava. Studiava l’impero Romano e l’impero Berlusconiano, il Medioevo e il Nuovoevo, il Paleolitico e le nuove dittature. E mesi su mesi passarono, lenti come un film di Sergio Leone visto sotto acido. E Melissa continuò a studiare, come per estinguere un’inarrestabile sete di sapere. Studiò economia e finanza, italiano e inglese, gastronomia e scienza dei razzi, etica e cibernetica. Fino a che, in una bella giornata di primavera, usci sul balcone, respirò a fondo, e disse sottovoce: “Mi sono rotta i coglioni”. Dall’espressione artistico-ermeneutica, capii che era in atto un altro cambiamento. E che la città tentacolare che rappresentava la sua voglia di vivere era diventata un universo, dove i corpi celesti dell’intuito, della spontaneità e dell’esperienza si attraggono e respingono con leggi Maggiori ancora non conosciute. Ma oramai sono sicuramente fuori tema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Quando partì per il suo viaggio mi lasciò un biglietto, che ancora conservo tra le mie cose più care. Da allora non ho più avuto il piacere di guardarla, di vederla muoversi come un principe tra i principi, di notarla appena mentre fluttuava da una situazione all’altra. Voi non la conoscete Melissa, io si. Come acqua di fonte. Può gelarti come acqua di fonte d’estate, e ristorarti come acqua di fonte d’inverno. La sua lealtà verso le scelte è stata d’esempio anche a persone che hanno il doppio della sua età, come una memoria che riacquista colore al variare dell’intensità emotiva. Che ti riempie, ti pervade, e dentro diventa viva come una bestia senza nome fatta di spine ed anche di velluto. Ma oramai il tema è quasi finito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ancora oggi, alle volte, mi pare di intravederla, tra la folla. La seguo, ed una volta raggiunta, scopro che invece di Melissa c’è un’altra persona con occhi di bovina espressione e voce di capresco ciarlare. E anche se la sua assenza mi colpisce, le mie mani sfiorano, ancora, lo scribacchiato fogliettino-reliquia ormai consunto e ridotto ad un velo. Non ricordo quel che c’è scritto. Anzi, lo ricordo benissimo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;;"&gt;Il mondo è troppo piccolo per me.&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6313570448872001172?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6313570448872001172/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6313570448872001172' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6313570448872001172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6313570448872001172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/05/melissa.html' title='Melissa.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4508633049712934542</id><published>2011-05-01T10:50:00.005+02:00</published><updated>2011-05-01T10:55:25.880+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Backspacer.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tante volte ho pensato alla sequenza numero sette. Ed in tante guise, una differente dall'altra. Ed ognuna non descrive abbastanza la centrifuga che sembra avere preso il posto del cuore.&amp;nbsp;Le passo in rassegna mentalmente, come carte da gioco: sembrano tutte prese da mazzi di carte differenti, sembrano tutte mie ma nessuna carta veramente mi appartiene. L'unico elemento veramente attivo in questi giorni è stato il tasto Backspace. Più inizio a scrivere e più cancello.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;Il fatidico giorno levai le membra dal mio giaciglio, contemplando, nella penombra - solo per pochi istanti - la forma del cuscino che lentamente ritornava alla quiescenza, pensando: oggi è il giorno dell'esame Shinseikai. Sembrò tutto normale, e tutto diverso. La casa silente, il coacervo di caciaroni fuori, la voglia di essere già lì, karategi indossato, pronto per il riscaldamento, e la voglia di aspettare ancora un momento propizio per la prova d'esame, ben conscio che aspettare - alle volte - non è consentito.&lt;/s&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cancello. Non sono io.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;Lo studente guarda fra le dieci dita&lt;br /&gt;la bianca cintura che vi tiene stretta;&lt;br /&gt;e indugia - tanto è candida e perfetta -&lt;br /&gt;ad indossarla come preferita.&lt;/s&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;Ma dato il giro primo ecco s'affretta:&lt;br /&gt;e quel che stringe par cosa scipita&lt;br /&gt;per l'occhio intento all'esame che l'aspetta...&lt;/s&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Cancello. Troppo tronfia. La poesia, nel 2011, interessa a pochi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;Questo non è un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza.&lt;/s&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;Ogni lezione, in realtà, è una prova d'esame.&lt;/s&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;s&gt;La cintura gialla non ti alza di un centimetro&lt;/s&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cancello. Il mondo è già pieno di bellissimi aforismi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Ho già cancellato, in sequenza:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- Un acrostico SHINSEIKAI fatto in rima inclusiva.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- Un breve racconto ambientato negli anni '70. Ometto la trama, potrei riusarla.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- Una lettera al Sensei.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- L'esame visto dagli occhi dei miei figli, utilizzando il loro gergo.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- Un montaggio video fatto con un brano che richiama il titolo di questo post.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;s&gt;- La combinazione di tutto quello scritto sopra in un post ciclopico.&lt;/s&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Rimangono alcune righe scribacchiate, un sogno, una cintura gialla - nuova di pacca - ed una cintura bianca, che porto sempre in borsa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;La cintura bianca è uno stato mentale, un luogo ed uno stimolo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;E' quello che sento di essere, è da dove sono partito e dove potrei tornare se manca lo spirito giusto, e lo stimolo a crescere ed evitare pericolosi autocompiacimenti.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4508633049712934542?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4508633049712934542/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4508633049712934542' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4508633049712934542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4508633049712934542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/05/backspacer.html' title='Backspacer.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8286071873320104502</id><published>2011-04-15T05:45:00.003+02:00</published><updated>2011-04-15T05:48:19.371+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><title type='text'>Sequenza numero sei.</title><content type='html'>&lt;i&gt;Accetta gli errori.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non solo i tuoi, ma anche quelli degli altri. Possono essere un momento di crescita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8286071873320104502?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8286071873320104502/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8286071873320104502' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8286071873320104502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8286071873320104502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/04/sequenza-numero-sei.html' title='Sequenza numero sei.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-767787230851203475</id><published>2011-04-11T11:55:00.004+02:00</published><updated>2011-04-21T17:39:09.674+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><title type='text'>Sequenza numero cinque.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Lui.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' imprevedibile, &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo nomino al maschile, non sono sicuro del suo sesso, non credo ne abbia uno. E non credo abbia importanza. Facile dire che non ricordo esattamente quando mi sono accorto, per la prima volta, di &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo sia stato durante i primi anni di scuola, le mie elementari in bianco-e-nero.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papone con la cravatta e una camicia grande quando un lenzuolo King Size, mamma con i denti in fuori, sorella-bambola a fianco, assoluta mancanza di aggeggi elettronici in casa, a parte una televisione ritardata (partiva prima il sonoro e poi - dopo minuti - le immagini) e un giradischi con chassis in legno, marca GRUNDIG, con il selettore in bachelite per i dischi da 33 - 45 - 78 giri. Quel giradischi mi ha accompagnato dai &lt;i&gt;quarantaquattro gatti&lt;/i&gt; a Emerson, Lake &amp;amp; Palmer. Niente male.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, anni sessanta, verso la fine.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eravamo a scuola. Dovevo recitare una poesia. Scelsi il Carducci. Mi piaceva, Giosuè: "&lt;i&gt;Il divino del pian silenzio verde&lt;/i&gt;". Sentivo - durante la lettura - &amp;nbsp;che mi si gonfiavano gli occhi come due spugne intrise nel lavello, e che rigorosamente nascondevo in clandestinità perché - cazzarola - &lt;i&gt;l'uomo vero non piange&lt;/i&gt; (o almeno, i miei compagnucci delle elementari così dicevano, e io ci credevo).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Gabriele, vieni alla cattedra&lt;/span&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, toccava a me. La fila dei banchi sembrava non avesse mai fine, un regolare mosaico rigatosbiaditosempreuguale, da cui sentivo il bisbigliare dei primi chiacchericci maliziosi - &lt;i&gt;l'ha chiamato - tocca a Gabriele - va alla lavagna&lt;/i&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi girai verso la classe, e &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; si manifestò. Forse non per la prima volta, ma per la prima volta ne sentii la presenza certa. Gli occhi dei compagni di classe sembravano divertirlo ed incitarlo a far di meglio. Cosa che fece. Il mio viso diventò una variante interessante del rosso Sangria.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; fece del suo meglio per farmi balbettare e rendere la mia voce insipida, incolore e monotona, ma non mi sconfisse. Andai avanti, e completai il bucolico poema con appena un po' di fiatone, ma (importante) senza la voce rotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quell'evento mi segnò. Almeno un pochino. Capii molte cose, tra cui:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Dovevo assolutamente proseguire con la lettura di poesie. La voce non era un gran che, ma sentivo che la poetica mi stimolava a prendere i sette chili di Zingarelli, scorrere le parole che non conoscevo e giocare a &lt;i&gt;becca la parola più buffa.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Diventavo rosso. Un effetto collaterale che lui rilasciava a comando, nelle situazioni in cui tale tinteggiatura era più indesiderata. Avrei (più tardi) scelto l'hobby del cantante rock proprio per esorcizzare questo &lt;i&gt;virage, &lt;/i&gt;ricreando in ogni concerto la situazione della mia classe delle elementari per sconfiggere &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; e i suoi dannati trucchetti.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;La cosa più importante: &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; esisteva, e ne avevo avuto la prova. Forse non l'avevo veramente sconfitto, ma il riconoscere la Sua esistenza era il primo passo per evitare le Sue trappole (parafrasando Frank Herbert).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel giorno imparai - ogni volta - a combatterlo, controllarlo, addomesticarlo, a ridurre la sua influenza: ecco perché - nonostante io sia introverso e fondamentalmente riservato - non mi tiro indietro nel parlare in pubblico, nel condurre seminari e presentazioni, nel suonare musica ad alto voltaggio davanti a centinaia di persone. Significa affrontarLo al meglio per poterLo sconfiggere. E quasi sempre ci riesco.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era qualche tempo che non mi faceva visita. Non mi ero scordato di &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;, ma forse avevo sottovalutato la Sua resilienza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, durante una lezione di Karate Shinseikai, è ritornato.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Credevi fossi scomparso?&lt;/i&gt; Ride.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Subito dopo il comando Yoi, nella posizione di &lt;i&gt;pronto&lt;/i&gt; per eseguire una tecnica, ho sentito la Sua presenza, e l'ho riconosciuto. E' sempre &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una specie di morsa al cuore che rende il respiro più sottile, ed i pensieri sfocati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vapore che si deposita sul vetro della finestra, e rende il paesaggio non distinguibile proprio quando ti viene chiesto di descrivere i dettagli di quello che hai davanti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La &lt;a href="http://provinciali.blogspot.com/2009/12/folklore-ii.html"&gt;smemorina&lt;/a&gt; del Dojo quando hai bisogno di tutti i tuoi ricordi.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sussulto di un errore che rende l'errore ancor più palese.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono alla sequenza numero cinque. La sequenza numero sette (il mio primo esame Shinseikai) è vicina, molto vicina, e &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; - forse - potrebbe pregiudicarne l'esito. Ci ho pensato su, e stavolta non cercherò di combatterlo. So che Lui sarà con me per sempre, anche durante l'esame. Tanto vale accoglierLo e proporre una pacifica convivenza. Chissà, magari mi darà una mano. Gli aprirò la porta (&lt;i&gt;ciao, fratello!&lt;/i&gt;), gli darò un sincero abbraccio, un sorriso sornione e lo convincerò a mettersi di lato, non davanti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-767787230851203475?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/767787230851203475/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=767787230851203475' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/767787230851203475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/767787230851203475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/04/sequenza-numero-cinque.html' title='Sequenza numero cinque.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8469675389311875309</id><published>2011-04-01T06:48:00.001+02:00</published><updated>2011-04-01T06:50:38.942+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Aprile'/><title type='text'>Shinseikai: The End.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono delle volte in cui i pensieri riaffiorano, vengono a galla dal profondo, indossano una specie di giubbotto di salvataggio e guadagnano, finalmente, aria e luce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E proprio stanotte ho capito che non posso continuare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La disciplina che fino ad oggi ho praticato è dura, richiede sacrificio, dedizione, costanza, rinuncia, passione. Ma anche preparazione atletica, scatto, scioltezza, fiato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con gli anni ho maturato qualche qualità &lt;i&gt;soft&lt;/i&gt;, tra quelle menzionate per prime. Durante tutti questi mesi ho cercato di migliorare, invece, sulla componente fisica, mettendoci del mio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed i risultati, purtroppo, non sono arrivati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho passato molti giorni considerando le varie opzioni, ho chiesto - ed ottenuto - il privilegio di effettuare qualche lezione privata per recuperare il &lt;i&gt;gap&lt;/i&gt; tra me e gli altri studenti della Scuola, ma con risultati limitati e - credo - non sufficienti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi rimane che sventolare bandiera bianca. Non ha senso, per me, continuare a praticare la disciplina Shinseikai senza poter avere accesso a risultati di qualche tipo, né ha senso continuare questo blog, dove per mesi ho avuto il piacere di annotare sensazioni, storie, sguardi, amicizia e sudore. Questa avventura è stata un pezzo - importante - della mia vita. Ricordate quella battuta da film?&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Sono stato chiamato in molti modi, ma mai nostalgico."&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna guardare avanti, e lo farò, anche se mai dimenticherò cosa vuol dire essere stato uno studente - partendo da meno di zero - di una disciplina come quella Shinseikai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ringrazio il Maestro, che tanto mi ha regalato, e a cui purtroppo non sono riuscito a regalare altrettanto. E ringrazio anche voi del vostro tempo. E vi ricordo che oggi è il primo d'Aprile, e che &amp;nbsp;alle divinità dei bendaggi e delle pomate d'Arnica piacendo, ci si vede Martedì al Dojo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8469675389311875309?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8469675389311875309/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8469675389311875309' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8469675389311875309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8469675389311875309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/04/shinseikai-end.html' title='Shinseikai: The End.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5874300150304001629</id><published>2011-03-30T16:02:00.002+02:00</published><updated>2011-03-30T16:05:20.831+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><title type='text'>Sequenza numero quattro.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Unisci i puntini"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ricordo se già l'ho scritto, o se è solo un falso ricordo, ma farò finta che sia un argomento nuovo.&lt;br /&gt;Dai, alzi la mano chi non ha mai impugnato, almeno una volta, la "Settimana Enigmistica". L'apoteosi della reazione. Il trionfo del classico. La letteratura colta del - per fortuna brevissimo - fancazzismo estivo.&lt;br /&gt;Lo comprava la mamma, da lei ho imparato il Cruciverba Sillabico, le pagine per Solutori Abili, il rispetto per il Bartezzaghi e suoi congiunti, i Rebus, le Sciarade, le vignette del Tenero Giacomo e la contemplazione della fotografia in bianco e nero - in prima di copertina - di primati famosi più o meno moderni fotografati con un dagherrotipo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Imparavo guardando (lei che scriveva), ascoltando (lei che arrivava alla soluzione parlando da sola) e leggendo (le soluzioni già scritte). Simultaneamente, mio padre scrutava con &lt;i&gt;nonchalance&lt;/i&gt; e &amp;nbsp;sguardo da Polifemo un quotidiano evitando di commentare le notizie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa mi rimaneva da fare, visto che la rivista ludico-estiva era - quasi - tutta risolta?&lt;br /&gt;Le alternative (poche) andavano dal "Che cosa apparirà?" al "Unisci i puntini". Ed è proprio questa la metafora che ho utilizzato con Luca qualche giorno fa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si parlava di Karate. Shinseikai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esprimevo la mia perplessa frustrazione - dovuta al noviziato - nel trasferire quanto appreso dalla pratica dei &lt;i&gt;Kihon&lt;/i&gt; (le basi: tecniche di pugno, di parata, di calcio, di movimento, di respirazione) correttamente nella pratica del &lt;i&gt;Kumite&lt;/i&gt; (l'arte del combattimento). Proprio qualche lezione prima mi era sembrato di vedere un collegamento tra le due attività, durante un Kumite. Quello che ho imparato nelle basi è venuto (un poco più del solito) naturalmente durante lo sparring.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno aveva acceso una candela in una stanza enorme e buia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa illuminazione è durata abbastanza da farmi capire che il collegamento esiste, e si chiama &lt;i&gt;allenamento&lt;/i&gt;. La candela, poi, si è spenta, qualcuno ci ha soffiato sopra ed è ritornato il buio del principiante.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La metafora utilizzata con Luca era proprio quella dell'&lt;i&gt;unire i puntini&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quelle che sembrano tecniche singole (il disegno di un puntino su un foglio) appaiono meno significative se considerate disgiunte rispetto alle altre (gli altri puntini).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I maestri vedono i puntini già uniti, e quindi il disegno risultante. Gli agonisti sono capaci di unire i puntini dal numero 1 al numero 60 in pochi secondi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E io?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passo il mio tempo al Dojo disegnando puntini. Alle volte traccio qualche linea. Quella volta avevo quasi visto una figura, derivata dai puntini che avevo disegnato. Non è durato molto, ma lo ricordo bene. Poi ho guardato una seconda volta, e ho visto solo i puntini. La figura era scomparsa, volata via nell'aere come&amp;nbsp;&lt;i&gt;un papillon de printemps&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Dannazione. Domani porterò i fiammiferi, se la candela si spegnerà farò in modo di riaccenderla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(riguardo il disegno, il Sensei capirà)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qaYx6hrfb2E/TZM4bffdxbI/AAAAAAAAAQQ/T8nAPQPuMY0/s1600/Unisci+i+Puntini.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-qaYx6hrfb2E/TZM4bffdxbI/AAAAAAAAAQQ/T8nAPQPuMY0/s400/Unisci+i+Puntini.png" width="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5874300150304001629?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5874300150304001629/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5874300150304001629' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5874300150304001629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5874300150304001629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/03/sequenza-numero-quattro.html' title='Sequenza numero quattro.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qaYx6hrfb2E/TZM4bffdxbI/AAAAAAAAAQQ/T8nAPQPuMY0/s72-c/Unisci+i+Puntini.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8472280010802225325</id><published>2011-03-24T11:06:00.002+01:00</published><updated>2011-03-24T11:39:37.649+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Life'/><title type='text'>Honor Thy Father</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Figli miei, lasciate che vi racconti di mio padre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mio padre era un uomo &lt;i&gt;enorme&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caracollavo con le mie scarpette da &lt;i&gt;infante inizio anni sessanta&lt;/i&gt;, e camminando per la casa mi trovavo davanti un omone che aveva tutto in proporzione. Le mani erano due badili da cantiere, i piedi due portaerei, ed il cappello era grande come una cesta natalizia. Gigantesco, faceva talmente tanta ombra che d'estate non avevo bisogno dell'ombrellone e del cappellino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando parlava era il tuono senza il lampo premonitore. Un suo avvertimento sonoro faceva tremare i pavimenti e spostare i mobili, dando dei continui grattacapi alla mamma che in pochi secondi rimetteva tutte le cose al loro posto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crescevo, ma &lt;i&gt;lui&lt;/i&gt; rimaneva un titano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A scuola andavo mediamente bene, qualche problema con i numeri e qualche soddisfazione con le parole. L'unico tema delle elementari dove fui preso in giro riguardava proprio il mio papà: gli attribuivo un'altezza di &lt;i&gt;sei metri&lt;/i&gt;, e quella frase fu vergata in rosso dalla maestra, con due punti interrogativi appaiati. Non riuscii mai a capire il perché di quella correzione: mio padre &lt;i&gt;era&lt;/i&gt; alto sei metri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crescevo, e lui rimaneva alto come una montagna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo vedevo che usciva prima di me, la mattina. Alle volte con gli occhiali da sole, alle volte con il cappello, con l'aria di chi va a sfidare il mondo. Una volta andai a trovarlo al lavoro: aveva una divisa, e credo - in quell'occasione - di aver visto l'uomo più bello del mondo. Non era solo alto, era anche elegante, ed indossava una specie di medaglia che sembrava d'oro massiccio. Per me era un ufficiale vestito in nero ed oro, e volevo essere lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crescevo velocemente, e mi avvicinavo rimanendo comunque più basso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'adolescenza scacciò il bambino che era in me, e lo sostituì con un altro, meno simpatico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lui mi guardava, cercava di darmi consigli, suggerimenti e scorciatoie. Io non potevo ascoltare, ero troppo preso da pensieri che riguardavano solo me, e nessun altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fase egotista durò per un po'. Lui era sempre lì.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crescevo ancora. Divenni padre. Un certo numero di volte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, pian piano, capii il senso di molte frasi che ritornavano dal passato, come un riverbero di voce proveniente da qualche parte, che rimbalza nella tua testa e che stimola e fa scaturire altri ricordi, ed altre frasi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora sono - tecnicamente - adulto. Verso i cinquanta. Ho la fortuna di avere voi, figli miei. Una bella famiglia. Ho la fortuna di praticare una disciplina dura. Ho la fortuna di praticare sport, di praticare la riproduzione musicale non meccanica, di avere alti e bassi e di essere nato e cresciuto in un luogo dove queste fortune sono possibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, soprattutto, ho la fortuna di poterlo incontrare, e di potergli dire le uniche tre parole che - forse - &amp;nbsp;possono scalfire una montagna di granito come lui, ricordandogli che qualsiasi poesia, racconto, giocattolo, &lt;i&gt;cadeau,&lt;/i&gt;&amp;nbsp;non potranno mai descrivere quel che si prova per il proprio papà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-U-ReohV78bM/TYsfD6eW7uI/AAAAAAAAAPw/BHoFr33Mq-M/s1600/Life.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="https://lh5.googleusercontent.com/-U-ReohV78bM/TYsfD6eW7uI/AAAAAAAAAPw/BHoFr33Mq-M/s400/Life.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8472280010802225325?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8472280010802225325/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8472280010802225325' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8472280010802225325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8472280010802225325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/03/honor-thy-father.html' title='Honor Thy Father'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-U-ReohV78bM/TYsfD6eW7uI/AAAAAAAAAPw/BHoFr33Mq-M/s72-c/Life.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7335615596024572386</id><published>2011-03-08T15:31:00.002+01:00</published><updated>2011-03-08T15:32:10.798+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sabaki'/><title type='text'>Sequenza numero tre.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Primo: non prenderle.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quando studi la disciplina Shinseikai ti accorgi di molte cose che, normalmente, tendono ad essere date per scontate, e quindi sottovalutate: una buona (ottima) guardia può aumentare le tue possibilità di rimanere in piedi, la capacità di nascondere le tue difficoltà (un respiro rumoroso indica stanchezza tanto quanto le vituperate &lt;i&gt;mani sui fianchi&lt;/i&gt;), affrontare il tuo avversario (o il tuo sparring partner) con strategia e tattica giusta, e molto altro ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'aver osservato un frammento di lezione privata, erogata dal Sensei, mi ha dato la possibilità di rubare con gli occhi alcune tecniche di difesa efficaci ed il loro &lt;i&gt;posizionamento in priorità&lt;/i&gt;. Uno sport a contatto pieno prevede, appunto, il contatto, ed è (credo) inevitabile ricevere tecniche che l'avversario è ben felice di propinare tanto quanto te.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'esempio che si è impresso nella mia mente riguardava la difesa da una delle tecniche base, un &amp;nbsp;&lt;i&gt;mawashi geri gedan&lt;/i&gt; (calcio circolare basso). Mi permetto di riportare le priorità (in ordine inverso, dalla più bassa alla più alta) elencate dal Sensei:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Priorità Due&lt;/b&gt;: effettuare uno squat (piegamento verso il basso) della gamba in difesa per ammortizzare e diminuire - se possibile - l'impatto proveniente dal &lt;i&gt;sune &lt;/i&gt;(tibia, verso il ginocchio) sull'area interessata. Ma ne esiste una migliore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Priorità Uno:&lt;/b&gt; effettuare un &lt;i&gt;sune uke&lt;/i&gt;, richiamando appropriatamente la gamba in difesa al corpo con una direzione di 45° rispetto alla tecnica di attacco, che allo stesso tempo ammortizza e devia il colpo rendendolo inefficace. Ma ne esiste una migliore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Priorità Zero&lt;/b&gt;: effettuare un &lt;i&gt;sabaki&lt;/i&gt;, scattando all'indietro con una spinta proveniente dalla gamba avanzata (&lt;i&gt;mae&lt;/i&gt;), mandando a vuoto l'avversario e lasciandoci pronti per una possibile e rapida tecnica di attacco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E' bello scoprire - ogni volta - che lo studio di un'arte marziale basata sulla disciplina del corpo e della mente, basata sulla formazione di un gruppo coeso e pronto ad aiutare i membri che ne hanno bisogno e soprattutto basata sullo spirito giusto cerca di evitare - sempre - il contatto inutile. Forse è proprio vero. Il sabaki è movimento, controllo, e preparazione della prossima mossa, qualcosa che può esserci utile nella vita di tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7335615596024572386?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7335615596024572386/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7335615596024572386' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7335615596024572386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7335615596024572386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/03/sequenza-numero-tre.html' title='Sequenza numero tre.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6691542074126765675</id><published>2011-03-04T16:12:00.002+01:00</published><updated>2011-03-04T16:17:38.565+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><title type='text'>Sequenza numero due.</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Superato un ostacolo, ce n'è subito un altro.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Quando pensi di essere entrato in sintonia con l'ambiente in cui ti viene richiesto di essere parte attiva - da protagonista, da gregario o da semplice spettatore -&amp;nbsp; succede sempre qualcosa che ti riporta ad una condizione non ideale. Qualche esempio:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Devi cantare con il tuo gruppo, fino alla sera prima eri in forma e ora scopri&amp;nbsp;di avere il&amp;nbsp;mal di gola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Devi sostenere un allenamento importante,&amp;nbsp;&amp;nbsp;e ti&amp;nbsp;svegli&amp;nbsp;la mattina con la&amp;nbsp;schiena bloccata o non propriamente funzionante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Devi parlare ad un audience di un tema specifico,&amp;nbsp;preparato da giorni, e l'argomento è cambiato e più ostico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;L'uomo fortunato, quindi, non è solo &lt;a href="http://provinciali.blogspot.com/2011/03/sequenza-numero-uno.html"&gt;chi riesce a ricordare i propri sogni&lt;/a&gt;, ma chi riesce - tra le altre cose - a gestire il cambiamento. Per dirla con qualcuno: &lt;em&gt;constant change is here to stay&lt;/em&gt;. Un appunto per me: non perdere tempo a lamentarti. Se vuoi davvero cambiare le cose, devi essere il primo ad accettare i cambiamenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il cambiamento è vita.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6691542074126765675?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6691542074126765675/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6691542074126765675' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6691542074126765675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6691542074126765675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/03/sequenza-numero-due.html' title='Sequenza numero due.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3740826464660612621</id><published>2011-03-02T13:57:00.002+01:00</published><updated>2011-03-04T16:13:13.920+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dreams'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sequenza'/><title type='text'>Sequenza numero uno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Fortunato l'uomo che riesce sempre a ricordare i propri sogni.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da grande diventerà scrittore, poeta, verseggiatore incauto, stornellista o sceneggiatore dei dialoghi del Grande Fratello n. 109, sottopagato e - ovviamente - in nero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tutti gli altri comuni mortali, ricordare un sogno è un avvenimento che condiziona il risveglio e la mattina, e che sbiadisce poi durante il corso del giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora ricordo il sogno di stanotte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Siamo nel Dojo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Fine allenamento.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Circoletto del gruppo dei Megatteri (persone di una certa stazza/altezza/peso/età, composto da me, Ivano, Dario, Luca, Lorenzo) intorno al Sensei. Si discute di Karate (ma guarda un po'), dell'imminente Kyu, degli acciacchi, degli agonisti, e di altre cose.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Quando si terrà l'esame?" chiede qualcuno, credo Dario.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Aprile, e forse anche dopo." risponde il Sensei.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"E il programma?" chiedo io.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Dovresti già averlo." mi assicura il terzo Dan.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Silenzio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Nessuno osa fare la domanda successiva.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Sensei nasconde un sorrisetto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Luca prende coraggio. "E quando saremo pronti?"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Sensei esegue una micropausa ad arte, e ribatte: "Questo siete voi a saperlo".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Poi fa una pausa un po' più lunga, un sabaki con gli occhi, mi guarda, e dice: "Tu, sei pronto?"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E il sogno mi va a finire proprio sul più bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho provato a chiudere gli occhi di nuovo, ma il corpo mi ricorda che non sono dentro Inception e che il sogno è volato via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Strano. Cerchiamo di delegare ai sogni quello che dovremmo già sapere nel diurno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Sei pronto? Sei innamorato? Hai coraggio?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo tu puoi saperlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3740826464660612621?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3740826464660612621/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3740826464660612621' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3740826464660612621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3740826464660612621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/03/sequenza-numero-uno.html' title='Sequenza numero uno.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7145725187651429704</id><published>2011-02-23T16:06:00.002+01:00</published><updated>2011-02-23T17:10:51.912+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Life'/><title type='text'>Vero o Falso?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensiamo sempre noi stessi come qualcosa di speciale, difficilmente raccontabile se non per mezzo di discorsi profondi o di metafore più o meno efficaci. E con noi, non sono di immediata comunicazione le nostre riflessioni. Alcune rimangono lì, in attesa di raffinamento. Altre salgono pian piano su e ci convincono di qualcosa. Altre ancora vanno velocemente verso l'alto e formano le nostre idee. Processi interni, che normalmente afferiscono all'area psicologica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, nel mezzo di una conversazione casuale, sono altre persone - esterne alle proprie sensazioni o ad un contesto particolare - che ci porgono - quasi violentemente - una illuminante verità su cui riflettiamo (magari) da mesi, a cui eravamo arrivati con fatica e convinzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esempio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine di una &lt;i&gt;session&lt;/i&gt;, il grande musicista Marco Carpita mi chiede informazioni sulla disciplina Shinseikai, e da quanto tempo sono praticante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meno di due anni, rispondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora hai iniziato da poco. Non dovresti essere cintura gialla? - mi dice.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli dico che che il passaggio di cintura è soggetto ad un tosto ed attento esame Shinseikai, e che non c'è alcuna 'corsia preferenziale'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi guarda. E mi dice, comprensivo: "Non ti regala niente proprio nessuno".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Vero.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altro esempio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accompagnando Alex e Lara alla sessione di nuoto, si discute tra genitori la pratica del nuoto e dello sport in generale. Chi corre, chi calcia, chi nuota. Esprimo la mia ammirazione e passione per il nuoto, che non pratico più da qualche tempo. Una delle mamme mi chiede perchè. Racconto in maniera minimale la mia minima esperienza e i minimi risultati nel mondo del Karate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sgrana gli occhi, e mi dice: "Allora alleni anche la mente, oltre che il corpo."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Vero.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mai sopravvalutarti, mai sottovalutare gli altri, nel Karate come nella vita. Nel Karate un colpo può mandarti al tappeto, nella vita una semplice verità detta da altri può farti sentire presuntuoso, e farti cadere ugualmente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7145725187651429704?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7145725187651429704/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7145725187651429704' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7145725187651429704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7145725187651429704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/02/vero-o-falso.html' title='Vero o Falso?'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4127315046230648083</id><published>2011-02-22T18:13:00.003+01:00</published><updated>2011-02-23T06:47:34.978+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reboot'/><title type='text'>Baby steps.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli specchi del Dojo si limitano - silenziosi - a riflettere figure che scattano velocemente, e che sembrano rallentare per dar luogo ad un nuovo guizzo. I suoni sono sincronizzati ai movimenti, amplificati dal riverbero della sala adibita a Dojo e dagli allenamenti passati. Mi guardo ad uno degli specchi con l'angolo di un'occhiata sbilenca. Una macchia bianca, statica ma fuori fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tecnicamente ho diciotto mesi. Non mesi qualsiasi. Mesi Shinseikai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un &lt;i&gt;bimbadulto &lt;/i&gt;allevato nel Dojo, che indossa il Karategi, imprigionato nel corpo di un quasiquarantottenne che cerca di parlottare il linguaggio degli adulti (i &lt;i&gt;Kihon&lt;/i&gt;), alle volte gioca con bambini più grandi (i &lt;i&gt;Kumite&lt;/i&gt;) e spesso si limita a guardare cose e forme che non riesce a comprendere appieno (i &lt;i&gt;Kata&lt;/i&gt;). &amp;nbsp;Tra qualche tempo sarà il periodo dei "perchè?", e degli interrogativi insoluti che cercano risposta. Ad ogni &lt;i&gt;perchè &lt;/i&gt;ne seguirà un altro, come in una catena cinetica che il Sensei si premura di spiegare durante le lezioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il bimbo è in posizione di partenza/attesa del comando. Cerca di liberare la mente da pensieri inutili, che ritornano dalla porta di servizio rimbalzando sulla possibilità di svolgere un allenamento A (dove pensa di aver eseguito bene i comandi e le tecniche, e verrà in seguito smentito), un allenamento B (dove &lt;i&gt;crede &lt;/i&gt;di aver eseguito bene comandi e tecniche ma in realtà non l'ha fatto e viene smentito subito, pronto cassa) o un allenamento C (dove sente di aver sbagliato tutto e invoca un microscopio per recuperare l'Ego oramai ridotto a livello&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;ångström). &lt;/i&gt;Pensando alle tre possibilità (A, B o C) la mente si riempie ed il bimbo perde la concentrazione ("&lt;i&gt;perché la perdo?&lt;/i&gt;") e perde - soprattutto - il tempo per eseguire correttamente comando e relativa tecnica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Forse il Karate corrisponde proprio a svuotare la mente di pensieri e del loro eco, per far posto alla concentrazione ed alla voglia di praticare. Del resto, il talento è anche perservare nell'allenamento. E non solo del Karate, ma anche di altre discipline. Correre, ad esempio. Scrivere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'importante è ricominciare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4127315046230648083?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4127315046230648083/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4127315046230648083' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4127315046230648083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4127315046230648083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/02/baby-steps.html' title='Baby steps.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6455568628971484791</id><published>2011-01-04T15:20:00.000+01:00</published><updated>2011-01-04T15:20:17.364+01:00</updated><title type='text'>Dark Matter</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Inside the vehicle the cold is extreme&lt;br style="clear: left;" /&gt;Smoke in my throat kicks me out of my dream&lt;br style="clear: left;" /&gt;I try to relax but it's warmer outside&lt;br style="clear: left;" /&gt;I fail to connect, it's a tragic divide&lt;br style="clear: left;" /&gt;&lt;br style="clear: left;" /&gt;This has become a full time career&lt;br style="clear: left;" /&gt;To die young would take only 21 years&lt;br style="clear: left;" /&gt;Gun down a school or blow up a car&lt;br style="clear: left;" /&gt;The media circus will make you a star&lt;br style="clear: left;" /&gt;&lt;br style="clear: left;" /&gt;Dark matter flowing out on to a tape&lt;br style="clear: left;" /&gt;Is only as loud as the silence it breaks&lt;br style="clear: left;" /&gt;Most things decay in a matter of days&lt;br style="clear: left;" /&gt;The product is sold the memory fades&lt;br style="clear: left;" /&gt;&lt;br style="clear: left;" /&gt;Crushed like a rose&lt;br style="clear: left;" /&gt;In the river flow&lt;br style="clear: left;" /&gt;I am I know&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6455568628971484791?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6455568628971484791/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6455568628971484791' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6455568628971484791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6455568628971484791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2011/01/dark-matter.html' title='Dark Matter'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6141250873814363840</id><published>2010-12-30T21:28:00.000+01:00</published><updated>2010-12-30T21:28:53.944+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Goodbye 2010'/><title type='text'>Buoni propositi.</title><content type='html'>Una breve lista di buoni propositi Shinseikai per il nuovo anno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Restare calmi.&lt;br /&gt;- Tenere le orecchie bene aperte.&lt;br /&gt;- Respirare correttamente.&lt;br /&gt;- Non perdere la concentrazione.&lt;br /&gt;- Tenere la guardia alta.&lt;br /&gt;- Adeguare la preparazione atletica.&lt;br /&gt;- Mettere l'Ego ben al di sotto della Passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i vostri?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6141250873814363840?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6141250873814363840/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6141250873814363840' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6141250873814363840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6141250873814363840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/buoni-propositi.html' title='Buoni propositi.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4546898845702444085</id><published>2010-12-28T15:27:00.004+01:00</published><updated>2010-12-29T12:48:23.638+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Fratelli.</title><content type='html'>&lt;b&gt;Prologo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Erano fratelli. Non nel senso biologico della parola, ma nella dimensione più profonda, non immediatamente percepibile da agenti esterni, non intuibile con l’umano talento del comprendere qualcosa senza le sufficienti informazioni. Erano diversi ed uguali, ed alle volte, in intimità, era possibile vedere l’invisibile legame che li univa, come una corrente d’aria che lambiva i loro volti&amp;nbsp;senza toccarli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno era straidato su un letto d’ospedale, l’altro seduto a fianco. Sorridevano stancamente a turno, come a darsi il cambio in una ciclistica fuga in salita, l’inseguitore e la lepre che giocano a cedere all'altro il proprio ruolo per esser certi di arrivare al traguardo. C’era qualcosa di speciale negli occhi di entrambi, forse un consapevole momento di non ripetibilità. Come la vita. O la vita che se ne va.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno stava morendo, l’altro gli era accanto, pensando...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L’incontro.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giacomo era un ragazzino introverso, pelle e ossa, carnagione chiaropallida, la tendenza a virare lo sguardo verso il basso e l’abitudine di schiarirsi la gola quando doveva dire qualcosa, anche di non importante. I genitori si erano separati l’anno prima, e viveva con la mamma, seguendola nel trasferimento ad un altro capoluogo dove avevano altre abitazioni, altri accenti, altre usanze. Era una strana giornata di autunno: vento tiepido ma atmosfera che lasciava presagire l'arrivo del rigore invernale come imminente. Giacomo si stava avviando al suo primo giorno nella nuova scuola, nella nuova città, nella nuova vita - con l’anno scolastico già iniziato, la città ben avviata, e la vita intorno a lui che correva senza ansimare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bussò alla porta semitrasparente della classe, causando un silenzio insopportabile e la magnetizzazione di tutti gli sguardi ostili degli studenti seduti sui banchi. Aspettò l’assenso della professoressa ed entrò piano, cercando di non sprofondare nella vergogna e nel fastidio di essere guardato ortogonalmente da quegli occhi senza colore e senza una curiosità sana. La voce della prof che scandiva il suo nome alla funerea audience era di carta vetrata, a grana grossa, e Giacomo - in quel preciso momento - sperò di scomparire. O almeno di essere &lt;i&gt;ossidoridotto&lt;/i&gt; a livello subatomico. L'ossidoriduzione attraverso radioestesia - puntualmente - non si verificò, e Giacomo venne accompagnato dalla voce abrasiva al suo banco.&amp;nbsp;Giacomo sedette, guardò a sinistra, a destra, controllando gli sguardi cinerei che man mano si spegnevano, e ricominciò a respirare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ciao. Sono &lt;i&gt;Alfredo Quattordici&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non aveva notato la presenza al suo banco. Non aveva notato che i banchi erano per &lt;i&gt;due&lt;/i&gt; persone. Girò la testa verso la voce, ed ammutolì, lasciando le labbra schiuse per diversi millimetri. Era un ragazzino come lui, ma era... diverso. Aveva la pelle scura, con qualche riflesso&amp;nbsp;metallico, un vestito strano, due occhi profondi e grandi. Non aveva capelli. E sorrideva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Oh capperi&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giacomo sapeva benissimo cos'era un androide, anche se non ne aveva mai visto uno.&amp;nbsp;Finora.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giacomo cercò di ricambiare il sorriso alla meglio. Era stato il primo sorriso che aveva ricevuto da quando si era trasferito nel nuovo capoluogo, ed il sorriso di ritorno che aveva prodotto non si era rivelato un gran che. Il microdubbio lo rose scatenando la reazione incontrollata della mano nella tasca alla ricerca di qualcosa, un pegno da lasciare al ragazzino che l'aveva salutato per primo, vista la sua cronica manchevolezza con il parlato. Estrasse dalla tasca una pallina di acciaio, di quelle per costruire le forme geometriche. Pensò che come pegno iniziale di una amicizia robotica fosse veramente un disastro di irriverenza, ma in tasca aveva null'altro e non poteva far passare il momento. Alzò le sopracciglia due volte, e passò la pallina nelle mani - perfette - dell'altro, che prima lo guardò grato e incuriosito, e poi posizionò lo sguardo sulla pallina come se fosse il &lt;i&gt;Koh-I-Noor&lt;/i&gt;. Il resto della lezione di quel giorno, per i due, passò senza importanza, tra le occhiatacce dei lugubri che lampeggiavano ad intermittenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L'amicizia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfredo Quattordici venne a sapere parecchie cose su Giacomo e sul posto da dove veniva. Il padre di Giacomo era un Ingegnere che costruiva palazzi, e la mamma invece una Biomeccanica. Quando i suoi&amp;nbsp;tornavano dal lavoro, la sera, litigavano fino all'ora di andare a letto. O almeno, Giacomo li sentiva in blatero fino al tocco di Morfeo. La situazione si trascinò per diverso tempo, e forzò la naturale pigrizia di Giacomo a cercare una ragione per rimanere, almeno qualche ora, fuori di casa quando gli strombazzanti rientravano dalle loro occupazioni. E questa ragione era ancora da trovare, ora che il papà e la mamma avevano deciso di percorrere due strade separate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche Giacomo imparò parecchie cose da Alfredo Quattordici. La sua pelle era un composto di titanio, ed il numero dopo il nome era una convenzione imposta dalla legge. Ogni dodici mesi doveva rientrare - per una settimana - in un Centro Specializzato per il Cambiamento, dove veniva applicata una procedura che adeguava il suo corpo all'età anagrafica. Non mangiava, ma poteva apprendere. Era guardato malissimo dai suoi coetanei e generalmente osteggiato quasi apertamente (i movimenti per i diritti dei Pensanti sarebbero pienamente maturati solo cinquant'anni dopo), ma nessuno osava toccarlo per paura della sua forza e resistenza fisica. Era stato adottato dai suoi genitori perché non potevano avere figli, e legalmente inserito nella nuova famiglia tramite regolare richiesta all'Anonima Androidi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Erano una strana coppia di ragazzini, che passavano molto tempo insieme, che alle volte non parlavano, e che venivano costantemente sbeffeggiati dalla comunità studentesca con vari epiteti, da 'Carne con Scatola' a 'gli RH Negativo'. &amp;nbsp;Alfredo Quattordici ne soffriva un po', ma non lo faceva vedere. Giacomo ne soffriva un po', ma non riusciva a nasconderlo. Spesso li vedevi passeggiare sulla camminata del laghetto vicino al centro residenziale, giocando a far rimbalzare i sassi come ranocchie o sdraiati sull'erba a lasciar passare il tempo raccontando sogni e speranze. Altre volte prendevano la Sotterranea e si recavano alla Vecchia Città, anche in zone non propriamente tranquille, Giacomo poteva contare sulla possanza fisica di Alfredo Quattordici, e Alfredo Quattordici sulla silente sagacia di Giacomo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E proprio durante una di queste gite clandestine scoprirono un parco ben curato ed una palestra piccola, non pulitissima e tappezzata di vecchie fotografie, abitata da un Maestro, vecchio campione di arti marziali, che sarebbero diventati i&amp;nbsp;luoghi&amp;nbsp;dove trascorrere il tempo una volta finite le lezioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'adolescenza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo scorreva al ritmo dei Cambiamenti&amp;nbsp;di Alfredo Quattordici ed alle alterazioni tricologiche di Giacomo. Alfredo Quattordici era molto bravo nella&amp;nbsp;coordinazione e nella riproduzione dei movimenti del corpo, che cercava di insegnare a Giacomo. Giacomo era portato per la letteratura e le scienze, e si rendeva disponibile alle&amp;nbsp;ripetizioni per&amp;nbsp;Alfredo Quattordici.&amp;nbsp;Avevano stretto un patto: l'uno doveva aiutare l'altro&amp;nbsp;a superare le proprie difficoltà e debolezze&amp;nbsp;nell'area in cui l'altro dimostrava eccellenza e talento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al parco, nelle giornate di sole, Alfredo Quattordici seguiva Giacomo nei suoi voli di fantasia e nei suoi giochi di rime.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Cosa devo scrivere?&lt;/em&gt;"&amp;nbsp;chiedeva Alfredo Quattordici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Non&amp;nbsp;pensare a cosa &lt;u&gt;devi&lt;/u&gt; scrivere, pensa a cosa &lt;u&gt;vuoi&lt;/u&gt; scrivere.&lt;/em&gt;" ribatteva Giacomo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Vorrei scrivere il silenzio, e la natura.&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Ottimo. Fai danzare le parole, cercale fino a&amp;nbsp;che non si muovono come un corpo di ballo.&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;"&lt;em&gt;Vediamo...&lt;/em&gt; &lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Inseguo il silenzio e lui fugge via&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Bene. Bella frase. Cosa ti viene in mente per accompagnarla?&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Devo fare la rima con via...&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Daaai. Non devi farlo innaturalmente. Se la rima viene, lasciala, ma se la cerchi non la troverai.&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Tra gli alberi corre, nel vento si perde&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Buona, ma puoi migliorarla&lt;/em&gt;.".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Come?&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Cerca di descrivere meno, e di sentire di più. Cosa vuoi dire veramente?&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Che cammino tra gli alberi e il silenzio mi fa paura, ed allo stesso tempo... è bello.&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Ci sei vicino.&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Inseguo il&amp;nbsp;silenzio, si perde nel vento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&amp;nbsp;Il tempo tra gli alberi, cammina lento&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Giacomo sorrise. "&lt;em&gt;Hai visto. Hai scritto una rima. Come ti è venuta?&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Non lo so.&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Ecco perchè l'hai scritta. E' la rima che ha cercato te, e non viceversa.&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Alfredo Quattordici sorrise, ed abbracciò Giacomo con lo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella palestra del vecchio campione, quando pioveva, Giacomo seguiva Alfredo&amp;nbsp;Quattordici nelle sue perfette rappresentazioni dei movimenti che aveva copiato guardando&amp;nbsp;il vecchio&amp;nbsp;maestro nei suoi allenamenti pomeridiani.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Giacomo guardava Alfredo Quattordici rappresentare le figure&amp;nbsp;con la stessa aria assorta e rapita che Alfredo Quattordici assumeva quando Giacomo cantava i suoi versi. Alfredo Quattordici cantava la poesia del corpo con naturalezza, senza balbettii o indecisioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfredo Quattordici e Giacomo erano appaiati: uno proponeva una serie di movimenti di braccia, gambe e corpo in sequenza, e l'altro cercava di replicarli.&lt;br /&gt;Alfredo Quattordici annunciò la sequenza, che eseguì subito dopo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Guardia sinistra, Calcio circolare basso sinistro, Pugno sinistro, Gancio Destro, Piccolo Montante sinistro.&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;Giacomo riprodusse la sequenza, aspettando le indicazioni di Alfredo Quattordici.&lt;br /&gt;Alfredo Quattordici, con voce bassa, iniziò il commento.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;em&gt;Hai sbagliato la posizione di guardia, le gambe devono essere leggermente piegate - come molle pronte a scattare. Il calcio circolare non era abbastanza... circolare, devi ruotare prima il piede e la gamba opposta e poi, con tutto il corpo, girare l'altra gamba cercando l'impatto in una zona che è circa dieci centimetri sotto il ginocchio. Hai eseguito le tecniche di braccia senza movimenti di anca e spalla, mancando il bersaglio e, nel caso del Piccolo Montante sinistro, la zona che hai colpito era molto più alta, quindi la tecnica si è dimostrata inefficace e...".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;Alfredo Quattordici si interruppe, era entrato il Maestro.&lt;br /&gt;Il Maestro si avvicinò quasi levitando sul pavimento, guardò prima Giacomo, poi Alfredo Quattordici, e tra&amp;nbsp;il bonario&amp;nbsp;ed l'ironico disse "&lt;em&gt;E' arrivato il Maestro, il Maestro di Shinseikai.&lt;/em&gt;". L'altezza (percepita) dei due ragazzi raggiunse il livello del tatami, salutarono mogi&amp;nbsp;il Maestro e si misero a disposizione nel lato in cui gli studenti usualmente studiavano forme e movimenti. Tutti e due credettero che la parola pronunciata dal maestro fosse il suo nome, e tra loro - da quale momento - lo chiamarono così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita amorosa di Giacomo non era costellata di successi. Alfredo Quattordici aveva chiaramente percepito l'interesse di Giacomo per una brunetta vestita di scuro, che evitava accuratamente ogni possibile occhiata, dedicandosi invece a ricevere e rimandare guardatine a fusti delle classi superiori. Altrettanto chiaramente aveva percepito un'adorazione sfrenata, nei confronti di Giacomo, da parte di una ragazzina meno appariscente, con occhiali al seguito, che Giacomo ignorava (o meglio, faceva&amp;nbsp;finta di ignorare). Questa storia dell'amore e delle infatuazioni monodirezionali occupò i cicli macchina di Alfredo&amp;nbsp;Quattordici per molto tempo, senza soddisfare la sua curiosità o arrivare ad una plausibile spiegazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La vita sociale di Alfredo Quattordici non era costellata di successi. Giacomo percepiva ostilità e pregiudizio nei confronti di Alfredo Quattordici, che gli rimanevano attaccati come una visibile aura anche quando era solo. Gli androidi venivano visti - in essenza - come un male necessario, una rappresentazione dell'uomo quando l'uomo non era disponibile. Un &lt;em&gt;sostituto&lt;/em&gt;. Giacomo pensava sinceramente che Alfredo Quattordici avesse qualità e sensibilità non comuni anche nel genere organico, e che la loro differenza strutturale&amp;nbsp;non avrebbe mai messo a repentaglio una vera amicizia. Più Alfredo Quattordici veniva sottoposto ad ostracismo, più il legame con lui acquistava forza e resistenza all'altrui imbecillità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'età adulta.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giacomo diventò un Biomeccanico, come sua madre, e data l'enorme richiesta di personale specializzato trovò lavoro quasi immediatamente in una multinazionale che costruiva parti di ricambio e software per uomini in età avanzata, lavorando&amp;nbsp;nel reparto di&amp;nbsp;ricerca e sviluppo. &lt;br /&gt;Alfredo Quattordici diventò personal trainer, e riuscì ad agganciare&amp;nbsp;il filone&amp;nbsp;delle attrici famose in OloTV, che consideravano gli androidi come l'unione - ideale - tra una guardia del corpo e un istruttore con un talento speciale&amp;nbsp;per potenziare corpo e psiche. &lt;br /&gt;Non riuscivano ad incontrarsi tutti i giorni, anche se lavoravano nella stessa città, ma avevano mantenuto la vecchia abitudine di incontrarsi al parco per comporre sonetti (se splendeva il sole) o nella vecchia, polverosa, indimenticabile e romantica palestra a far flessioni e sentire i suggerimenti del Maestro, sempre arzillo ma accompagnato da un bastone di legno non lavorato su cui poggiava i combattimenti vissuti ed accumulati durante gli anni.&lt;br /&gt;Intorno al trentunesimo Cambiamento di Alfredo Quattordici, in un pomeriggio di sole nel parco, Giacomo iniziò ad inventare e declamare un sonetto che parlava di un incontro casuale, di batticuore ed inappetenza, di fiori regalati e voglia di urlare felicità al mondo. Alfredo Quattordici non aveva mai provato sensazioni simili, ma aveva capito che Giacomo era innamorato. Si fermò, i grandi occhi aperti che fissavano lo spazio avanti a sé, ed iniziò a sussultare impercettibilmente. Giacomo, a sua volta, capì che Alfredo Quattordici stava piangendo. Di gioia.&lt;br /&gt;Un paio di Cambiamenti dopo Giacomo e la compagna ebbero la fortuna di avere un figlio, maschio. Giacomo non ebbe il minimo dubbio sul nome: sarebbe stato quello del suo Amico della vita, senza il numero che continuava a rinchiudere suo Fratello nella schiera dei quasi uomini. Il piccolo Alfredo non divenne solo la luce di Giacomo e signora, ma anche quella dell'androide che figli non poteva avere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli incontri al parco e nella piccola palestra continuarono, in tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo&amp;nbsp;dopo, durante un'estate particolarmente calda, Alfredo Quattordici iniziò a manifestare qualche anomalia. Non riusciva ad esprimersi correttamente, soffriva di balbuzie, rimaneva fermo e silente più della sua abituale ed inorganica flemma.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Dovresti farti visitare&lt;/em&gt;.".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;D-d-da-a chi? Il mio progetto è sta-a-a-a-to abbandonato...."&lt;/em&gt; lunga pausa &lt;em&gt;" dieci anni fà&lt;/em&gt;.".&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Proverò a vedere in azienda, facciamo tanto per gli uomini attraverso componenti robotiche, potremmo aver fatto qualcosa per gli androidi attraverso parti organiche." &lt;/em&gt;cercò di farsi coraggio Giacomo, ma la sua voce era traballante, senza cognizione nè convinzione, sospettando qualcosa di serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sospetti di Giacomo furono confermati da uno specialista:&amp;nbsp; Alfredo Quattordici aveva raggiunto uno stadio in cui ogni Cambiamento poteva essere fatale. Il suo involucro non poteva più essere cambiato, ed allo stesso tempo l'involucro stava causando la degradazione o la&amp;nbsp;perdita delle funzionalità più elevate. Le sue investigazioni in azienda diedero esito negativo: tutti i capitali per la ricerca e sviluppo venivano indirizzati per la sostituzione di parti organiche con componenti biomeccaniche, e non viceversa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfredo Quattordici stava morendo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Epilogo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;... a tutti quegli anni passati insieme, e al significato della parola &lt;em&gt;fratello&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Giacomo sedeva, e non riusciva a smettere di sorridere, e di piangere. Non c'era bisogno di questo, per scoprire cos'è un fratello. Non c'è bisogno di perderlo, per capire affetto, amore, rispetto. Avrebbe voluto esser lui, un &lt;em&gt;organico&lt;/em&gt;, su quel letto, al suo posto.&lt;br /&gt;Alfredo Quattordici schiuse le labbra, a fatica. &lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Vivi ... ama per me, fratello&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cercò la mano di Giacomo, e gli passò l'oggetto che aveva custodito, con robotica cura, per tutto l'arco della sua vita: una piccola sfera d'acciaio, il pegno dell'amicizia che neanche la morte riesce a scalfire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: xx-small;"&gt;&amp;nbsp;[Un sentito grazie ad Isaac e&amp;nbsp;Cyril per l'ispirazione :-)]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4546898845702444085?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4546898845702444085/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4546898845702444085' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4546898845702444085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4546898845702444085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/fratelli.html' title='Fratelli.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2096151678061631401</id><published>2010-12-17T12:21:00.005+01:00</published><updated>2010-12-17T21:34:55.476+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><title type='text'>La Lista Nera.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Grazie alle mie presunte o vere &lt;em&gt;capabilities&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;hacker&lt;/em&gt;, sono riuscito ad identificare l'indirizzo &lt;em&gt;IP&lt;/em&gt; dell'iPhone del Sensei, utilizzare &lt;em&gt;nmap&lt;/em&gt; per effettuare lo &lt;em&gt;scanning&lt;/em&gt; di tutte le porte &lt;em&gt;TCP&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;UDP&lt;/em&gt; non bloccate, rilevare la presenza di un &lt;em&gt;microserver SSH&lt;/em&gt; installato tramite &lt;em&gt;JailBreak&lt;/em&gt; sul telefono e quindi connettermi - da remoto - cercando di forzare la password attraverso un &lt;em&gt;brute-force attack&lt;/em&gt;. Con soli 28 minuti di tentativi, giusto il tempo per un &lt;em&gt;brunch&lt;/em&gt;, ho effettuato il &lt;em&gt;fetch&lt;/em&gt; della &lt;em&gt;password&lt;/em&gt; e sono riuscito ad accedere alla famosa &lt;em&gt;blacklist&lt;/em&gt; del Sensei, di cui faccio il &lt;em&gt;publishing&lt;/em&gt; di uno &lt;em&gt;snippet&lt;/em&gt; in &lt;em&gt;real time&lt;/em&gt;, e che conto di rivendere a giornali specializzati per raccogliere fondi&amp;nbsp;con cui&amp;nbsp;conto di comprare un manuale per scrivere in italiano non inquinato dall'informatica o acronimi&amp;nbsp;e una dentiera post-rappresaglia-Sensei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba si lamenta del suo Sensei.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba non regala uno o più iPad al suo Sensei.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba fa gesti strani ed equivoci con la mano.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Luca scappa via per giocare a calcetto invece di partecipare al turno non-agonisti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba si addormenta e russa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Lorenzo si rifiuta di prendere la dose di bromuro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba non regala uno o più iPad al suo Sensei.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Tullio non sa fare la doppia capriola carpiata come se fosse Antani.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba parla troppo o non parla affatto.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba scambia il Gedan con il Jodan e viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba ha l'iPhone 4.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Antonio mangia dolci di nascosto e in contumacia.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Gabba non regala uno o più iPad al suo Sensei&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Ma perchè tre volte, chiedo. Lascia fare, mi risponde.&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il resto sarà pubblicato a puntate su 'Picchiare Oggi' in edizione limitata.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Adesso esco, vado a fare una visita ad un venditore di urne cinerarie che mi potrebbe far comodo, fanno degli sconti speciali agli spilungoni...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2096151678061631401?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2096151678061631401/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2096151678061631401' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2096151678061631401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2096151678061631401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/la-lista-nera.html' title='La Lista Nera.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5761265221212767817</id><published>2010-12-15T20:52:00.003+01:00</published><updated>2010-12-20T18:04:11.506+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Un racconto Shinseikai: i tre cercatori.</title><content type='html'>A volte si incontrano storie così intense che sembrano scritte per romanzi stampati su carta di second'ordine. E se anche il genere - commedia, tragedia, satira - viene dimenticato, e il finale lasciato nello scantinato dei ricordi - &lt;i&gt;l'assassino è il maggiordomo&lt;/i&gt; - qualcosa comunque ci rimane dentro.&lt;br /&gt;Non sappiamo bene cos'è, non sappiamo descriverlo adeguatamente, ma ci da fastidio quel sassolino nel cuore che lascia effetti collaterali strani e inaspettati, come gli occhi umidi, una discreta difficoltà nell'esprimersi correttamente e un tumulto interiore a prova di mille camomille.&lt;br /&gt;Questa è una di quelle storie. Ve la racconto così come l'hanno raccontata a me, e la persona che me l'ha raccontata non è un tipo affidabile, per cui &lt;i&gt;prendere o lasciare&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;E' ambientata in un paese lontano, dove non c'è una sola lingua ma tanti idiomi e tante maniere per dire quello che, nel mio paese, si dice con una sola parola. E, senza ulteriore indugio, eccola qui.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt; Qualche tempo fa, in un posto in capo al mondo, ho conosciuto un gruppo di Cercatori, che aveva lo scopo di snasare, trovare ed impossessarsi di qualcosa che non era possibile trovare nel proprio paese. I Cercatori erano in tanti: io me ne ricordo tre.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Uno era soprannominato il Maestro, praticava una disciplina dura, era sempre in movimento e alle volte lo vedevi correre. Dico, non riuscivi proprio a vederlo. Era una macchia sfocata, subito sparita, ma lo sapevi che era lui.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Uno era soprannominato il Profondo, sapeva scendere nelle profondità della terra, dove c'è solo calore, lava e morte, e riusciva sempre a cavarsela. Aveva due mani come due badili, e le usava per andare giù e per tornare su.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Uno era soprannominato il Cantore, sapeva descrivere le cose con liriche e poesie, a giocava sempre a far le rime. Di quello che scriveva uno teneva e dieci buttava. E se gli chiedevi "Perchè butti quel che scrivi" rispondeva "Perché è già scritto".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Me li ricordo bene, erano tre spilungoni, ma diversi. Quelle rare volte che entravano in locanda insieme gli inservienti facevano segni strani riguardo la loro altezza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;E proprio una sera d'inverno li incontrai in una taverna, mangiavano una zuppa calda.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Chiesi di accomodarmi, e mi offrirono il loro piatto. Inchinai il capo per ringraziare, e dopo aver finito la mia razione chiesi loro cosa cercavano.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Maestro disse "Cerco il mio limite. Cerco di capire quello che valgo. Cerco di migliorarmi e nuove maniere per arricchire la mia disciplina ed essere un Maestro migliore".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Profondo disse "Cerco una strada nuova. So scendere all'inferno e risalire, e anche se rischio la vita ogni volta vorrei capire se esistono altre strade da percorrere".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Cantore disse "Cerco l'ispirazione per scrivere qualcosa che posso rileggere. Cerco di scrivere qualcosa che possa ispirare anche gli altri".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Guardammo il fuoco nel camino, per un po', e poi ci si salutò per coricarci.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Non li vidi più per diverso tempo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Tornai alla taverna molte volte, chiesi di loro, ma non li trovai.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Passò la stagione del freddo e delle piogge, ed arrivò quella dei fiori. E, una sera, trovai il Maestro, il Profondo ed il Cantore allo stesso tavolo, ma con il camino spento.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Erano proprio loro, ma avevano un'altra aria. Erano diversi. Chiesi se potevo sedere al loro tavolo, e feci portare tre piatti in tavola per sdebitarmi della loro gentilezza invernale, sorrisero ed accettarono l'invito.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Quando ebbero finito di mangiare si confidarono.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Maestro, a bassa voce, disse "Ho cercato e trovato il mio limite, l'ho superato tra mille e trenta avversari, difficoltà e dolori, e ho capito qual'è il mio prossimo ostacolo da superare: un nuovo limite che scruta il vecchio limite come se fosse un infante".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Profondo, guardando la finestra, disse "Ho trovato una strada nuova, e va verso l'alto, non dove c'è roccia e lava e morte, ma verso le cime della montagna, tra nuvole e acqua, e sarà ancora più difficile da percorrere".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Il Cantore rimase in silenzio. Prese un foglio di carta, ed iniziò a scrivere: "Ho accompagnato il Maestro ed il Profondo nelle loro avventure, cercando l'ispirazione. Ho trovato storie, gioie, lacrime, persone. Ho trovato così tante cose che le parole non mi sembrano abbastanza."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Li vidi uscire, uno ad uno, con espressioni differenti, lunghi come tronchi d'albero, e mi domandai cosa chieder loro quando li avrei rivisti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Dicevo, quello che mi ha raccontato questa storia non è uno affidabile. E' uno che gira per taverne. Ma la storia sembra credibile. Ho chiesto ad un mio amico, un bravissimo disegnatore, di tenere gli occhi aperti, tante volte li trovasse insieme da qualche parte.&lt;br /&gt;Se li troverà, mi farà un disegno, così avrò la prova che i Cercatori esistono e che stanno inseguendo qualcosa che non è solo la loro ombra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogpress_location"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5761265221212767817?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5761265221212767817/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5761265221212767817' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5761265221212767817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5761265221212767817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/un-racconto-shinseikai-i-tre-cercatori.html' title='Un racconto Shinseikai: i tre cercatori.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5404603482919443135</id><published>2010-12-11T01:22:00.001+01:00</published><updated>2010-12-11T01:22:32.761+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Strange Days</title><content type='html'>Anche i menestrelli e i contastorie alle volte si inceppano come un vinile troppo ascoltato. La quantità di informazioni e sensazioni accumulata in pochi giorni inizia a stimolare qualche effetto collaterale, sono pieno di idee e non ho il talento e lo stile per vergarle su carta (si fa per dire), e il lessico, i trucchi ed i modi di scrivere che mi sono stati insegnati fino ad oggi non sono abbastanza. Sono giorni strani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È dicembre pieno e sembra primavera, la vista di un Gaijin (uno straniero) mi provoca un negativo sobbalzo interiore, penso a togliermi le scarpe prima di entrare nella microcamera, sulla scala mobile mi posiziono automaticamente sulla sinistra, sono circondato da persone che si mettono in fila e non cercano di passare avanti, i pasti caldi e buoni costano meno di dieci euro, tecnicamente compio 47 rivoluzioni solari, sono a Tokyo, in Giappone, ho visto un maestro ed un amico dimostrare il coraggio di essere uomo, ho conosciuto un altro amico che è stato il mio Virgilio, invento storie immaginifiche che traslate in scrittura sembrano panni non lavati, rimango senza fiato nei giardini e nei templi di questo paese, il mio inglese ha raggiunto livelli stradali, impugnare un cucchiaio sembra un gesto goffo, e - non ultimo - mi domando se riuscirò ancora a scrivere qualcosa di sensato nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi strani giorni ci sarebbe materiale per mille storie, storie strane e belle. Prima o poi le troverò, quelle dannate parole, ma non ora. C'è un tempo ed un luogo per tutto, ed ora è tempo di viverlo, prima di scriverlo.&lt;br /&gt;Auguri Gabba, sei un tipo fortunato. Hai passato i compleanni precedenti a pensare, passa questo ed eventuali altri a vivere, donare felicità, amare chi è lontano, sorridere di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cherish your life while you're still around"&lt;br /&gt;:-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Tokyo,%20Japan&amp;z=10'&gt;Tokyo, Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5404603482919443135?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5404603482919443135/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5404603482919443135' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5404603482919443135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5404603482919443135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-strange-days.html' title='Made in Japan: Strange Days'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2549083894180755329</id><published>2010-12-08T16:14:00.001+01:00</published><updated>2010-12-20T18:01:16.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Made in Japan: Shinseikai e cuore.</title><content type='html'>&lt;b&gt;Parte I - L'arrivo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aria, nella hall dell'albergo, inizia a diventare elettrica. Il nostro sguardo è fisso sulla porta scorrevole dell'entrata, aspettando l'arrivo di Tanaka Kancho, che si palesa sorridente e pronto per portarci nel luogo dove si insegna la via. I passi verso la stazione di Kyoto sono elastici e silenziosi, e le poche parole di Tanaka Kancho vengono intercettate e tradotte da Lorenzo, il nostro intermediatore con i suoni, i segni ed i sogni di questo mondo così lontano.&lt;br /&gt;Il viaggio in treno sembra interminabile, e man mano che ci allontaniamo da Kyoto il contatto con la realtà sembra essere cambiato, l'esterno è poco illuminato, le scritte in inglese svaniscono, le scritte in &lt;i&gt;Romaji&lt;/i&gt; sono tenute al minimo, si parlotta a bassa voce, parte qualche sorriso sovrapposto alla tensione per l'evento che si sta per compiere.&lt;br /&gt;Alla stazione ci accolgono i membri Shinseikai con le loro vetture e sorrisi larghi come meloni giapponesi. Non sembra di essere in trasferta, ma a casa!&lt;br /&gt;Le strade sono buie, non illuminate, e Kyoto sembra essere distante come Arcturus, si scambia qualche parola in macchina, sempre con Lorenzo nei panni di Google Translate, fino all'arrivo in una struttura illuminata.&lt;br /&gt;Si esce dalla notte per entrare nella scuola, nell'evento, nell'emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte II - I bambini Shinseikai.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci è concesso l'onore di seguire attivamente il turno dei bambini, con il riscaldamento, i Kihon, ed il Kumite. I miei occhi si velano e rimangono umidi nel vedere questi esserini, vestiti con il Karategi, che ci guardano sorpresi e divertiti mentre ripassiamo le basi insieme a loro. In loro vedo le facce dei miei figli e mi commuovo, e spero che non si veda: chissà cosa fanno Melissa e Mirco, e Alex e Lara. Ogni tanto incrocio lo sguardo con qualcuno di loro. I più coraggiosi tengono lo sguardo e sorridono, e il cuore mi si scioglie, e non posso fare a meno di riflettere su quanto due culture siano diverse e quanto i sentimenti possano renderci molto simili.&lt;br /&gt;Arriva il momento del Kumite. Capiamo che i bambini dovranno affrontarci, ci disponiamo larghi sul tatami, e ad un comando di Sensei Iwasaki i bambini scattano per venirci incontro, spesso gareggiando a chi arriva primo per affrontare il Gaijin di turno. Qualcuno sorride, qualcuno ha uno sguardo beffardo, qualcuno è imbronciato: tutti si battono come leoncini, e qualcuno è talmente piccolo che non posso fare a meno di incoraggiarlo (Ganbatte!) mentre tira &lt;i&gt;Tsuki&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Geri&lt;/i&gt; con una frequenza e potenza impressionante per la loro età. La lezione dei teneri bimbi giapponesi volge al termine con la concentrazione, lo stretching ed il saluto finale, che mi regala un'emozione da raccontare quando lo spazio ed il tempo saranno propizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte III - La prova.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prova di Filippo parte piano, ma acquista subito il ritmo e la potenza di un esame duro, e speciale. Le basi (i &lt;i&gt;Kihon&lt;/i&gt;), le tecniche ai &lt;i&gt;Pao&lt;/i&gt; (i colpitori) si susseguono in maniera impressionante, lasciando pochissimo spazio a distrazioni o a pericolosi cali di concentrazione. Tutta l'attenzione dei giudici, ed in particolare del giudice Quarto Dan Shinseikai, è rivolta a Filippo. Cerco di guardare e di interpretare le movenze e le espressioni facciali dell'esaminatore, con scarsi risultati. Il Glaciale non fa una grinza, ma riesco a scorgere tantissimi cenni con il capo - dall'alto verso il basso - che nel linguaggio dei segni comune, valido per fortuna anche in Giappone, equivale all'approvazione. Dopo l'equivalente di due lezioni Shinseikai (e chi frequenta il Dojo sa perfettamente qual'è l'impegno richiesto) viene il turno dei &lt;i&gt;Sabaki&lt;/i&gt;, gli spostamenti laterali utilizzati per difesa ed attacco. Filippo sceglie il suo partner (guarda caso, il Sensei Iwasaki), ed illustra al Glaciale diverse tecniche che ammutoliscono tutti gli studenti, e non solo loro.&lt;br /&gt;Il Glaciale stavolta annuisce palesemente, e non l'ho solo intuito. L'esame sembra interminabile, ed il meglio deve ancora venire.&lt;br /&gt;È il turno dei &lt;i&gt;Kata&lt;/i&gt; (le forme), movimenti belli, ipnotici, mortali. Il Dojo è silenzioso, riempito dai suoni delle forme ed il fruscio del Karategi, a volte morbido, a volte teso. I Kata lasciano posto alla prova dei trenta &lt;i&gt;Kumite&lt;/i&gt;, trenta combattimenti senza interruzioni, trenta ostacoli che durano un minuto e mezzo che durante l'esecuzione - credetemi - sono molto, molto più lunghi.&lt;br /&gt;I combattimenti si susseguono ed il tempo inizia ad allungarsi, e sembra non finire mai. Molti degli avversari vengono messi al tappeto, si rialzano, anche a fatica, e continuano a combattere: non è concessa nessuna scorciatoia, nessuna via breve, c'è solo fatica, sudore, coraggio, e soprattutto lo spirito giusto.&lt;br /&gt;Man mano tutti gli studenti, e anche gli avversari, iniziano con gli occhi (noi italiani anche con la voce) ad incoraggiare Filippo per affrontare avversari che non indietreggiano, non si tirano indietro, combattono come un vero Samurai sa fare. "GANBATTE, FILIPPO" urlo, non ti arrendere, la strada è ancora lunga.&lt;br /&gt;Il Glaciale scrive sulla lavagna segni provenienti da Marte, ed io ho perso il conto, non riesco a volgere gli occhi dal tatami, come mesmerizzato.&lt;br /&gt;Gli ultimi Kumite sono eseguiti con le cinture nere, la prova - da dura - diventa quasi impossibile.&lt;br /&gt;Cosa ci porta a superare i nostri limiti? Lo spirito giusto. Il ricordo di persone care. Il ricordo di chi non c'è più. Il coraggio. L'aiuto di tutti gli studenti del Dojo. La forza di combattere per chi non può farlo. L'immagine dei propri cari. La determinazione.&lt;br /&gt;Il trentesimo squillo del timer ci trova in lacrime, le nostre e quelle del nostro Sensei. Non ho più paura di commuovermi. Non ho più paura.&lt;br /&gt;Il Dojo diventa lacrime, applausi, urla. Il Dojo diventa festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte IV - La festa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dojo si è trasformato. Da concentrazione, ad azione, a festa. I volti sono sorridenti, Filippo è un Terzo Dan. Mi si avvicinano tutti salutando, mi parlano in Giapponese, io non capisco ma sorrido - sinceramente - e ringrazio. È tempo delle foto di rito. Mi viene concesso l'onore di intrufolarmi nelle fotografie scattate da fotocamere e migliaia di cellulari &lt;i&gt;bianchi rosa grigi neri perla fucsia gialli&lt;/i&gt;, tutti uguali, che lampeggiano allegramente come fossero fuochi d'artificio, che cercano di immortalare il momento, come se serbarlo fuori dal cuore fosse importante. E forse lo è davvero. Quante volte potrò essere qui ancora? Quali sogni possono avverarsi? Mentre velocemente ci cambiamo e ci riaccompagnano alla stazione, mi chiedo se un giorno potrò ritornare. Alle volte la fortuna capita una sola volta nella vita. A me è capitata quattro volte, e forse capiterà ancora. La fortuna, alle volte, trova alcuni ostacoli, duri come le pietre che Filippo ha spezzato nel Dojo di Kyoto. E spezzarle sempre dobbiamo, quelle pietre.&lt;br /&gt;L'immagine che mi congeda dal Dojo di Kyoto è quella del saluto del maestro Iwasaki. Riesco solo ad inchinarmi ed a dire "Sensei...". Lui sorride, e si inchina (davanti a me, cintura bianca, ultimo arrivato) più in basso di me.&lt;br /&gt;Gabba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2549083894180755329?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2549083894180755329/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2549083894180755329' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2549083894180755329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2549083894180755329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-shinseikai-e-cuore.html' title='Made in Japan: Shinseikai e cuore.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2765672812307206326</id><published>2010-12-07T01:12:00.001+01:00</published><updated>2010-12-07T01:13:54.508+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: La prova.</title><content type='html'>Oggi giorno d'esame. Poche parole, molta concentrazione, e la giusta tensione che ci accompagnerà fino a stasera.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mokuso!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/06/2545.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/06/s_2545.jpg' border='0' width='210' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Kyoto,%20Japan&amp;z=10'&gt;Kyoto, Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2765672812307206326?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2765672812307206326/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2765672812307206326' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2765672812307206326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2765672812307206326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-la-prova.html' title='Made in Japan: La prova.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-14238376570589414</id><published>2010-12-06T08:53:00.001+01:00</published><updated>2010-12-06T09:18:27.293+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Da Tokyo a Kyoto</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Il trasferimento da Tokyo a Kyoto mi regala qualche momento di riflessione sui confini tra modernità e tradizione.&lt;br /&gt;Basta una sola vita per comprendere la storia e la cultura di un popolo? E' sufficiente avere un approccio compilativo - o di ricerca -  per comprendere dove inizia la tradizione e finisce la modernità? O forse bisognerebbe semplicemente 'vivere' l'esperienza attraverso la quotidianità?&lt;br /&gt;Non credo di saperlo, non credo ci sia una soluzione. E, nel caso del Giappone, la sfida sembra essere impari. La barriera del linguaggio e la sua complessità intrinseca e storica mi impedisce qualsiasi contatto non occasionale con la cultura giapponese, di cui intravedo qualche spiraglio grazie alle pazienti spiegazioni (a volte ripetute) di Lorenzo.&lt;br /&gt;Sono sul treno per Kyoto, una meraviglia tecnologica che permette ai vagoni di fermarsi esattamente dove le persone attendono, con una fila ordinata, di poter entrare. E sullo stesso treno, il controllore e la ragazza che vende i &lt;i&gt;refreshments&lt;/i&gt; effettuano un grazioso inchino quando entrano e quando escono, come ad omaggiare il viaggiatore-cliente e ringraziarlo per aver portato il soldo quotidiano. Metafora banale, forse, ma vederla dal vivo è (fortunatamente) non così scontata.&lt;br /&gt;Intanto mi godo un viaggio in un treno pulito, silenzioso, preciso. Un sostantivo e tre aggettivi che, nel paese da dove vengo, spesso non possono essere coniugati.&lt;br /&gt;E, una volta arrivato a Kyoto, vorrei passare un parte del pomeriggio in un giardino così... ;-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/3852.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_3852.jpg' border='0' width='281' height='210' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=Kyoto,Japan%4034.998624%2C135.759425&amp;z=10'&gt;Kyoto,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-14238376570589414?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/14238376570589414/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=14238376570589414' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/14238376570589414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/14238376570589414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-da-tokyo-kyoto.html' title='Made in Japan: Da Tokyo a Kyoto'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5172568705934897923</id><published>2010-12-05T22:46:00.001+01:00</published><updated>2010-12-05T22:46:25.075+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Kyoto Dreams</title><content type='html'>Ed eccomi qui, guardando il sole che sorge nella terra appropriata, sfruttando gli ultimi minuti prima di prendere il treno per Kyoto.&lt;br /&gt;Il primo segmento di viaggio è volato via, ne restano due, che avranno temi diversi. Ascolto le ultime note dei corvi che mi fanno compagnia, mentre il giorno rischiara mente e corpo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573352%2C139.692254&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5172568705934897923?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5172568705934897923/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5172568705934897923' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5172568705934897923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5172568705934897923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-kyoto-dreams.html' title='Made in Japan: Kyoto Dreams'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8348334643594029673</id><published>2010-12-05T12:20:00.001+01:00</published><updated>2010-12-05T12:22:14.628+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Kamakura Day</title><content type='html'>I treni, in Giappone, hanno qualcosa di ipnotico. La voce che annuncia la stazione sembra essere molto cortese ed allo stesso tempo distante, le persone - costantemente - intermediano la propria comunicazione attraverso cellulari, quasi tutti della stessa forma, qualcuno legge libri in verticale, qualcuno dorme, a volte qualcuno parla. Cose apparentemente normali, che qui diventano aliene e quindi più interessanti. Perché normali e diverse e straniere e gemelle. Il treno come metafora della comunicazione e dell'incomunicabilità, e non solo come mezzo di trasporto. Forse dovevo proprio venire in Giappone per scoprirlo.&lt;br /&gt;Oggi il treno mi ha portato a Kamakura, un posto meraviglioso, che ho potuto assaporare grazie alla compagnia dei miei compagni di viaggio. Sensazioni difficili da spiegare, come se la capienza delle parole non rendesse giustizia alla potenza dell'impatto visivo.&lt;br /&gt;Proverò a spiegarlo attraverso figure prese durante il giorno. Un'altra metafora, un presunto parolaio che (in)comunica attraverso fotografie di un giorno non ripetibile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/437.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_437.jpg' border='0' width='210' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/438.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_438.jpg' border='0' width='281' height='210' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/439.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_439.jpg' border='0' width='214' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/440.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_440.jpg' border='0' width='210' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/441.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_441.jpg' border='0' width='210' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/442.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/05/s_442.jpg' border='0' width='210' height='281' align='left' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero, lo scopo di un viaggio non e' arrivare, ma oggi ero felice di essere arrivato a Kamakura. Non riesco ad immaginare una maniera più bella di chiudere la prima delle tre parti del mio soggiorno in Giappone. &lt;br /&gt;Domani: Kyoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iSomething&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573345%2C139.692276&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8348334643594029673?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8348334643594029673/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8348334643594029673' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8348334643594029673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8348334643594029673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-kamakura-day.html' title='Made in Japan: Kamakura Day'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6412368306591457761</id><published>2010-12-05T00:20:00.001+01:00</published><updated>2010-12-05T00:20:55.013+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Shinseikai training e iperdensità.</title><content type='html'>L'esperienza giapponese sta diventando densa, e riportarla con parole inizia ad essere difficile. La giornata di ieri è durata 36 ore, con un buon training Shinseikai in una palestra dove si allenano i campioni di K-1, e dove - vicino ai sacchi - ho visto una foto con dedica di Andy Hug. Sono stato veramente colto dall'emozione, e spero di poterci ritornare. Ho perso il conto delle volte in cui sono stato in Metro e dei distretti che ho visitato, ho conosciuto Roberto, un artista eccezionale che vive e lavora a Tokyo, sono stato ad Asakusa per una visita al famoso tempio, poi una sana sessione Shinseikai e - stranamente sopravvissuto - appuntamento a Shibuya per cena.&lt;br /&gt;Il tutto, frullato insieme, mi ha anestetizzato fino a stamattina, quando accendendo il telefono ho scoperto di avere fatto questa foto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/04/2222.jpg'&gt;&lt;img src='http://blogpress.w18.net/photos/10/12/04/s_2222.jpg' border='0' width='281' height='210' style='margin:5px'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573345%2C139.692276&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6412368306591457761?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6412368306591457761/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6412368306591457761' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6412368306591457761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6412368306591457761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-shinseikai-training-e.html' title='Made in Japan: Shinseikai training e iperdensità.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3002941317218207895</id><published>2010-12-04T00:37:00.001+01:00</published><updated>2010-12-04T00:37:59.825+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan. Before the Storm.</title><content type='html'>Una mattinata di sole, temperatura gradevole, i corvi che per una volta non emettono quel tipico lamento assomigliante al richiamo di suocera, una giornata intera, da vivo e da spendere a Tokyo: una mattinata perfetta.&lt;br /&gt;Alcuni pensieri ed episodi della giornata di ieri riaffiorano alla mente in maniera compressa, spicciola e adattata al modello giapponese, che cerco di elencare di seguito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sia benedetto l'inventore del Washlet. Mai tecnologia fu più apprezzata in quei momenti dove sei solo e devi esprimere tutto te stesso (la toilette). &lt;br /&gt;- L'inferno, se esiste, è un posto ipertecnologico e pieno di giocattolini da comprare, come il quartiere di Akihabara, ma tu non hai la carta di credito oppure ci lavori come uomo delle pulizie.&lt;br /&gt;- La moda giapponese è esattamente incomprensibile come la moda Italiana. L'universalità del cattivo gusto.&lt;br /&gt;- Non è vero che i giapponesi sono robotici e senza sentimenti, ieri sera abbiamo avuto due ospiti a cena e si sono dimostrati ampiamente organici, almeno fino alle 23. Poi sono andati in stand-by.&lt;br /&gt;- Il mio lessico giapponese è aumentato del 100% in pochi giorni. Adesso so dire 'Mi scusi'.&lt;br /&gt;- La metro di Tokyo dovrebbe essere preservata dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità.&lt;br /&gt;- I giapponesi sono estremamente gentili, ma se devono passare attivano la modalità 'Muted Caterpillar' e per passare nuclearizzano come schiacciasassi gli sfortunati avventori innanzi posizionati.&lt;br /&gt;- Ogni fermata della metro di Tokyo ha un suono singolo e distinguibile, come una suoneria di cellulare programmata da Bach sotto acido lisergico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi primo allenamento giapponese, seguirò il Maestro nella sua avventura. Spero che al ritorno non dovrò comprare un biglietto per ogni parte del mio corpo che prenderà la metro, andrei immediatamente fallito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573345%2C139.692276&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3002941317218207895?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3002941317218207895/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3002941317218207895' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3002941317218207895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3002941317218207895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-before-storm.html' title='Made in Japan. Before the Storm.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3966788402405349765</id><published>2010-12-03T00:33:00.001+01:00</published><updated>2010-12-03T00:33:34.878+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan: Size counts.</title><content type='html'>Svegliarsi con qualche ora di anticipo ha sempre qualche vantaggio: ad esempio, stamattina sto godendo di una nipponica tempesta d'acqua (non la definirei pioggia), scrivendo il mio blog da una lobby con vista umida su vero giardino giapponese, lasciando al Sensei l'utilizzo della stanza condivisa (si dorme in due ma è utilizzabile da una sola persona alla volta).&lt;br /&gt;La stanza ha un tatami, due letti altezza tatami (futon, credo si chiami l'oggetto), un ingresso omeopatico ed un bagno motorizzato Mitsubishi modello Terminator. Il tutto ha dimensioni lillipuzianamente gradevoli, che stimola una profonda riflessione sullo spazio vitale vero e presunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia giornata inizia ora, si va a caccia di esperienze, e di una colazione :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573274%2C139.692285&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3966788402405349765?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3966788402405349765/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3966788402405349765' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3966788402405349765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3966788402405349765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-size-counts.html' title='Made in Japan: Size counts.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1479731812578254867</id><published>2010-12-02T10:41:00.001+01:00</published><updated>2010-12-02T10:41:56.510+01:00</updated><title type='text'>Made in Japan - Day One</title><content type='html'>Che giornata!&lt;br /&gt;Sono a Ota (Tokyo), e non dormo da un certo numero di ore (26?). Condivido una stanza con il Sensei che è minuscola, bella e giapponese.&lt;br /&gt;Le prime impressioni del mio Giappone sono mescolate ad adrenalina, caffè, tempura, sonno arretrato, illuminanti e profonde lezioni di cultura giapponese regalate da Lorenzo, suoni e colori diversi, stanchezza ed euforia. Non riesco a disegnare una metafora decente, ma credo che il Giappone sia come un pianeta gemello, ma eterozigote. Sono un ospite appena arrivato, che terrà la bocca chiusa ed occhi e orecchie bene aperti.&lt;br /&gt;A domani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Posted using BlogPress from my iPad&lt;br /&gt;&lt;p class='blogpress_location'&gt;Location:&lt;a href='http://maps.google.com/maps?q=%EF%BC%91%E4%B8%81%E7%9B%AE,Ota,Japan%4035.573331%2C139.692286&amp;z=10'&gt;１丁目,Ota,Japan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1479731812578254867?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1479731812578254867/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1479731812578254867' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1479731812578254867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1479731812578254867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/12/made-in-japan-day-one.html' title='Made in Japan - Day One'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1796030602412668825</id><published>2010-11-27T19:56:00.000+01:00</published><updated>2010-11-27T19:56:10.956+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><title type='text'>To sleep, perchance to dream.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle volte le parole non sono abbastanza. Cercherò di trovarle per descrivere il viaggio, anche se un grande scrisse "The point of a journey is not to arrive", lo scopo di un viaggio non è arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TPFT3RdHCYI/AAAAAAAAAOc/v912vE1FG_s/s1600/japan-flag.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="271" src="http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TPFT3RdHCYI/AAAAAAAAAOc/v912vE1FG_s/s400/japan-flag.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1796030602412668825?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1796030602412668825/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1796030602412668825' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1796030602412668825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1796030602412668825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/to-sleep-perchance-to-dream.html' title='To sleep, perchance to dream.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TPFT3RdHCYI/AAAAAAAAAOc/v912vE1FG_s/s72-c/japan-flag.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-614116645730104016</id><published>2010-11-17T20:37:00.001+01:00</published><updated>2010-11-17T20:39:09.279+01:00</updated><title type='text'>Giovedì</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TOQu10UA6KI/AAAAAAAAAOY/GamLo5YnlnY/s1600/Giovedi.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="398" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TOQu10UA6KI/AAAAAAAAAOY/GamLo5YnlnY/s400/Giovedi.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-614116645730104016?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/614116645730104016/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=614116645730104016' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/614116645730104016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/614116645730104016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/giovedi_17.html' title='Giovedì'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TOQu10UA6KI/AAAAAAAAAOY/GamLo5YnlnY/s72-c/Giovedi.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5738310548811006546</id><published>2010-11-13T23:13:00.010+01:00</published><updated>2010-11-17T06:36:23.591+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>Shinseikai Stars - Parte seconda: Un racconto.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un sabato mattina di metà novembre, alle volte fa freddo, alle volte fa caldo. Si chiama &lt;i&gt;autunno&lt;/i&gt;, e le mezze stagioni ancora esistono, anche se per poco. Il Dojo è inagibile (lo stanno pulendo a fondo, succede ogni Anno Santo), ieri sera ci siamo allenati extra, e stasera ci si allenerà di nuovo. Quale migliore occasione per andare in gita, recuperare un po' di forze, scoprire luoghi caratteristici e ristorantini nascosti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Decidiamo di partire alla ventura. Si va tra Lazio Toscana ed Umbria, non troppo lontano né troppo vicino. Il tempo è variabile, come se non si decidesse a piovere ma neanche a tirar fuori una soleggiata da squaglio e sudaccia improvvisa. Perfetto per il nostro scopo ed il nostro umore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci contiamo: siamo io, Lorenzo, Massimiliano ed il Sensei. Luca è di turno in famiglia e declina l'invito. Faccio un rapido controllo delle risorse del giorno:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;iPhone carico all'80%&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Serbatoio pieno all'80%&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Portafoglio con 80 Euro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Per la legge dell'80/20, 20% di voglia di guidare.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e quindi gli astri sono allineati, ricchezza sfrenata su quasi tutti i fronti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Decidiamo con quale macchina andare. Quella del Sensei è troppo rossa, non va bene. Quella di Massimiliano è troppo piccola, non va bene. Quella di Lorenzo è troppo Mercedes, non va bene, e poi Lorenzo ha la cervicale ancora scossa dalle scosse del Sensei di ieri sera.&amp;nbsp;Non rimane che la GabbaCar.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Messo all'angolo, trasformo la difficoltà in un'opportunità e mi propongo come autista e &lt;i&gt;chaperon&lt;/i&gt;, a patto di decidere per intero sulla colonna sonora del viaggio. Incautamente gli altri accettano la proposta, ma non sanno che li aspetta un'autostrada a base di Slayer, Metallica, Megadeth, Fear Factory, Motorhead, Fates Warning, Iron Maiden ed altri che farebbero impallidire il figlio cattivo del Predator di Schwarzenegger.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si parte, e parte la musica.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lorenzo inizia a raccontare aneddoti di vita dai più divertenti ai più toccanti, ed ogni volta, quando il suo accento vira verso il maremmano, si intuisce di arrivare allo &lt;i&gt;Zenith&lt;/i&gt; del significato dell'universo. E poi quel significato viene tirato giù, sarcasticamente, come si tira giù un vestito dall'armadio, per dimostrarci che la vita va anche presa in giro.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Massimiliano parla del suo lavoro e della sua passione, di quello che sta combinando in questo periodo, della voglia di esplorare l'estero e di misurarsi con nuove esperienze, professionali ed umane.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sensei parla del prossimo viaggio in Giappone, delle prove che dovrà sostenere, della preparazione psicofisica, di quello che vorrebbe vedere e di nuovo scoprire nel Sol Levante.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io guido e ascolto. Mi piace ascoltare. Ogni tanto le conversazioni si incrociano, virano verso altro, ritornano lentamente a prima, si spostano, si scambiano, si intrecciano, si dividono e poi si ricongiungono. Si ride, si sorride, si parla.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Gabba, perché stai zitto?" - dice il Sensei.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ascolto."&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sensei prende l'iPhone dalla tasca, e scrive sulla sua lista nera: Gabba Ascolta.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli altri due ridono tra il toscano e il romano.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verso le undici e mezza ci fermiamo in un autogrill per un ricambio idraulico. Si prende un caffè. Vado in cassa per pagare dopo breve e inutile colluttazione con il gruppo (perderei comunque), faccio lo scontrino, e cerco di avvicinarmi al bancone per un 3+1: tre normali e un decaffeinato. Il bancone in realtà è una fitta selva di primati già riprodotti (con prole) che sbranano brioches e svalangano cappuccini e caffè macchiati caldi su tazze fredde e viceversa. Non passerebbe neanche uno spillo. Inizio a muovere lo scontrino in aria con mosse di flamenco, cercando di attirare l'attenzione. Nulla di nulla. Si avvicina Lorenzo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Beh... 'sti caffè?" - mi dice.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io guardo la foresta di panze appoggiate al bancone e alzo le spalle.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E qui spunta il genio. Le definizioni di genio sono molteplici, e varie. La definizione che mi diverte di più è relativa al bipede che sa cogliere l'occasione e l'intuizione nello stesso istante. Lorenzo guarda prima il bancone, identifica la barista, e poi guarda Massimiliano che sta sfogliando una rivista.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Massi, vieni un po qui, vieni."&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Massimiliano si avvicina, Lorenzo bisbiglia qualcosa all'orecchio, Massimiliano si avvicina al bancone con un sorriso &lt;i&gt;passepartout&lt;/i&gt;, dalla terza fila dice qualcosa alla barista che sorride a sua volta, annuisce, catapulta tre caffè più uno deca su un vassoio rococò con biscottini a lato, e lo porge al latore del sorriso. 17 secondi netti, contro il mio flamenco di 3 minuti e mezzo. Un caffè alla Pietro Mennea. Evito di guardarmi allo specchio quando usciamo dall'autogrill e torniamo alla macchina.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sull'autostrada ci si rilassa guardando il paesaggio e le nuvole gonfie, massicce ma non minacciose, e si continua a parlare, a sognare il Giappone, a raccontar di campioni, di botte, di &lt;i&gt;gaffe&lt;/i&gt;, di amori perduti e ritrovati, delle speculazioni internazionali di valuta (soprattutto Yen), ed il tempo - come raramente accade - ci è dietro e non davanti. Siamo quasi arrivati, mancano dieci minuti alla libagione, ed il sole decide di mostrarsi magnanimo, regalandoci anche i colori della campagna.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scendiamo dalla macchina, lentamente ci avviamo verso il posto prescelto al manducar di festa. Vediamo la serranda del ristorante chiusa, e sopra un cartello con scritto: "CHIUSO". Un vecchietto con la coppola, seduto su una sedia cambriana in legno massello guarda le nostre bocche spalancate e ci dice: "L'è chiuso".&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Iniziamo a sospettare che non mangeremo nel posto prescelto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiediamo al vecchietto il ristorante più vicino, e con un irresistibile accento ci ridireziona a dodici chilometri, cucina genuina senza alleggerimento portafoglio. Ci congeda (e congela) con una premonizione: "Badate, è sempre pieno di gente". Il sole, in quel momento, ci mostra la sua solidarietà e si nasconde dietro una nuvola grigia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci rimettiamo in macchina, fiduciosi, trepidanti, un po' affamati.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriviamo al luogo indicatoci dall'avo. Un ingresso scarno al pianterreno, e sopra un'insegna: "Da Ornella". Proviamo ad entrare, il posto è pieno, sono le due passate e non di poco, e si rischia di non mangiare. Una signora corpulenta porta un tiramisù ad un tavolo, ci nota e sta per avvicinarsi. Un unico pensiero ci accomuna in telepatia: guardiamo tutti e tre Massimiliano, senza dire nulla. Lui ci guarda, e la sua faccia implora "Stavolta no...". Noi lo guardiamo, con l'espressione "Ti tocca". A mali estremi, estremi rimedi. Massimiliano, per spirito cameratesco, si adegua, e tira fuori un sorriso anabbagliante, seguito da un "C'è mica un tavolo per quattro, signora?". La signora guarda Massimiliano, sorride e risponde "Ve lo trovo io", e poi guarda noi, in sequenza. Il minuto successivo siamo al tavolo. Alle deità ed al Massimiliano volendo, si mangia. Dalla finestra il sole diventa di nuovo contento e si fa vedere.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Primo secondo contorno e caffè, e data la presenza del Sensei tralasciamo il dolce, stasera ci si allena. Passeggiamo per il borgo tra vicoli di sanpietrini umidi ed angoli dove il tempo non solo si è fermato, ma ha deciso di non aggredire il passato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'ora dopo, il sole s'è un po' stancato ed inizia ad allungarsi come uno sbadiglio. Bisogna tornare, le borse da Dojo sono in macchina e stasera ci si allena. Si va.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il viaggio di ritorno è più silente, la concentrazione necessaria per l'allenamento inizia a salire pian piano e di solito il viaggio di ritorno sembra sempre più corto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vicino Orte una pattuglia dei Carabinieri ci ferma per un controllo. Nessuno di noi tre osa chiedere a Massimiliano un sorriso da forze dell'ordine, potrebbe uscire un risultato non atteso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sbrigata la formalità del controllo documenti, si prosegue verso Roma, dove arriviamo ch'è buio e si va al baretto vicino al Dojo per un ulteriore caffè. Stavolta i caffè non sono 3+1, sono un quattro secco, la caffeina mi serve per tirare due lezioni, agonisti e post-agonisti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si ripensa alla giornata passata insieme, e pian piano tutti i Senpai e gli studenti iniziano a rendere il Dojo vivo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine dell'allenamento, vado da Lorenzo e Massimiliano con l'espressione "E anche questa è andata...". Loro sorridono. Si avvicina il Sensei, ci chiede perché ridiamo. Ripensavamo alla pattuglia dei Carabinieri e al sorriso mancato, rispondiamo. Sorride anche il Sensei. Dobbiamo immortalare il momento, penso. Chiamo Luca e Dario per farci fare una foto insieme, quattro mani sono meglio di due. E, uscendo dal Dojo, il nostro sorriso non si spegne, non è a comando, ma viene da dentro.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TN8KZtdZqyI/AAAAAAAAAOQ/2MJupsZjmiA/s1600/Stars.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="286" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TN8KZtdZqyI/AAAAAAAAAOQ/2MJupsZjmiA/s400/Stars.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nella foto, da sinistra a destra: Lorenzo,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimiliano_Varrese"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Massimiliano Varrese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, il Sensei ed io. Un abbraccio a Lorenzo e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.massimilianovarrese.it/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Massimiliano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;per aver passato qualche ora insieme, anche se virtuale, e uno al Maestro per la sua pazienza nel leggere invenzioni semplici di uno studente complicato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5738310548811006546?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5738310548811006546/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5738310548811006546' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5738310548811006546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5738310548811006546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/shinseikai-stars-parte-seconda-un.html' title='Shinseikai Stars - Parte seconda: Un racconto.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TN8KZtdZqyI/AAAAAAAAAOQ/2MJupsZjmiA/s72-c/Stars.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7847923884478215751</id><published>2010-11-11T16:54:00.000+01:00</published><updated>2010-11-11T16:54:34.670+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Romanzo Shinseikai.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell'attesa che il romanzo Shinseikai veda la luce, il &lt;em&gt;collegamicostudente&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lucamascelloni.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Luca Mascelloni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; ha creato, disegnato e realizzato la copertina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNwMltaI0uI/AAAAAAAAAOI/DE_tKnSdr28/s1600/20101031_2033-Edit.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="345" px="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNwMltaI0uI/AAAAAAAAAOI/DE_tKnSdr28/s400/20101031_2033-Edit.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Cosa ne dite?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7847923884478215751?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7847923884478215751/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7847923884478215751' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7847923884478215751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7847923884478215751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/romanzo-shinseikai.html' title='Romanzo Shinseikai.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNwMltaI0uI/AAAAAAAAAOI/DE_tKnSdr28/s72-c/20101031_2033-Edit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8154364252140387526</id><published>2010-11-10T15:05:00.001+01:00</published><updated>2010-11-10T15:10:33.327+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Proverbi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Proverbi Shinseikai</title><content type='html'>Presto e bene devono andare bene insieme, altrimenti vai al tappeto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi trova un amico trova un buon &lt;i&gt;sparring partner&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha tempo non si è accorto che il timer della palestra è spento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne uccide più lo &lt;i&gt;tsuki&lt;/i&gt; della spada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al dojo non si invecchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dubbio fai un &lt;i&gt;sabaki&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La speranza è il pane delle cinture bianche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo propone ed il Sensei dispone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;karategi&lt;/i&gt; è come il pesce, dopo tre allenamenti puzza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'occhio del Sensei &lt;s&gt;ingrassa il cavallo&lt;/s&gt; fa male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;i&gt;kumite&lt;/i&gt; è bello quando dura poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio un giorno da &lt;i&gt;karateka&lt;/i&gt; che mille sul divano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vivrà si allenerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi fa più pugni che non vuole, o t'ha gabbato o gabbar ti vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non era zoppo, impara a zoppicare.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E voi? Ne avete altri?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8154364252140387526?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8154364252140387526/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8154364252140387526' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8154364252140387526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8154364252140387526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/proverbi-shinseikai_10.html' title='Proverbi Shinseikai'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5722523358063257927</id><published>2010-11-02T16:39:00.004+01:00</published><updated>2010-11-02T16:45:40.415+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dark Knight'/><title type='text'>L'uomo in nero.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Cielo nero uomo nero portami via lontano lontano da qui insieme ai miei pensieri senza punti senza virgole senza pause raffiche di colpi difficili da parare e che non posso evitare portami via non per morire ma per rinascere ogni volta ogni notte di lacrime asciutte...&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;L'uomo in nero guarda la sua maschera e poi se stesso, allo specchio. Il costume nasconde la maggior parte delle cicatrici e delle ferite accumulate in anni di lotte, di battaglie a volte vinte. Ricorda benissimo il costume appena confezionato, il suo odore, le cuciture artigianali eppure resistenti, funzionali allo scopo. Ricorda ancora meglio le evoluzioni del costume, da semplice intermediario tra il suo segreto ed il mondo esterno, a vera e propria armatura adatta a continuare il suo lavoro. La parola lavoro lo fa sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Lavoro... io non ho mai lavorato. Non nel senso classico della parola. Ho imparato presto ad ingoiare l'orgoglio per nascondere l'odio, a sostituire la rabbia con un sorriso di circostanza, a ripassare mentalmente le tecniche di combattimento facendo finta di bere superalcolici. E, con gli anni, il mio fardello è sempre più pesante, come se ogni anabasi notturna restringesse il tempo a mia disposizione, e sostituisse le mie ossa con pietre scheggiate...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;L'uomo in nero indugia ancora sulla maschera. La guarda come se guardasse un altra parte di sé, e non come una complicata mistura di polimeri fusa ed adattata sul proprio volto. A quest'ora della notte le ombre della caverna danzano insieme al caleidoscopio di luci che provengono dalla sala computer, senza un preciso suono. L'uomo volge la testa verso il basso, ed aspetta che l'incubo di ogni notte arrivi, puntuale, come un coltello al cuore annunciato dal giorno prima.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;In fondo che cosa cerco? Cerco giustizia. E per combattere il nemico, quello che ha violentato la mia infanzia, non c'è altro modo di affrontarlo se non con le stesse paure che hanno determinato il mio secondo volto. Non c'è tempo per i sofismi, non c'è tempo per eleganti allegorie. C'è solo il tempo di aspettare la notte, e di agire.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L'uomo in nero alza le braccia per indossare la maschera. Lo specchio, ora, riflette l'&lt;i&gt;oscurità perfetta&lt;/i&gt;. L'adrenalina batte nelle tempie come la notte, come ogni notte, come ogni battaglia. L'uomo sorride, mentre il dolore al deltoide sinistro si riaffaccia ricordandogli la lotta e la caduta della notte scorsa. Un suo errore. Dopo tanti anni c'è sempre qualcosa da imparare. E stanotte se ne ricorderà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Attrezzi nella cintura, ok. Armatura, ok. Coperta termica, ok. Comando di emergenza, ok. Vettura, ok.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;E' l'ora di andare. Ho paura, ma la paura passa presto. Quello che devo fare è ben più importante della mia paura, e rimarrà dopo che la paura sarà svanita.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L'uomo in nero si accinge ad uscire. Sarà un'altra notte di quelle. Un ometto scivola silenziosamente elegante dietro di lui, aprendo la porta della caverna.&lt;br /&gt;"Farà tardi, padron Bruce.".&lt;br /&gt;Non è una domanda, è un gentile e rassegnato commiato.&lt;br /&gt;"Si, Alfred, prepara l'infermeria e non aspettarmi.".&lt;br /&gt;Bruce Wayne va a dormire, e Batman inizia la sua notte. Oscura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNAxEI7d3uI/AAAAAAAAAOE/KWibxlDTJ5s/s1600/batman-logo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNAxEI7d3uI/AAAAAAAAAOE/KWibxlDTJ5s/s320/batman-logo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5722523358063257927?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5722523358063257927/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5722523358063257927' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5722523358063257927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5722523358063257927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/11/luomo-in-nero.html' title='L&apos;uomo in nero.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TNAxEI7d3uI/AAAAAAAAAOE/KWibxlDTJ5s/s72-c/batman-logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7047244961281272776</id><published>2010-10-31T10:52:00.005+01:00</published><updated>2010-10-31T11:07:20.408+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sensei'/><title type='text'>Il Karate, un Fax e l'agilità.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Sono al lavoro, scravattato, in equilibrio tra cose da fare non rimandabili e affari del secolo dirompenti. Ottobre non ancora maturo, fa caldo e poi fa freddo e poi caldo e poi il mal di gola &lt;i&gt;maledizione&lt;/i&gt; che non ci voleva ero appena guarito ma non importa mi allenerò con le fiamme nella trachea o senza, tanto è l'istesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriva un messaggio del Sensei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"OSU!Quandohaicinqueminutiditempotidevochiedereunfavore".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando il Sensei chiede la mia attenzione lascia gli spazi nello spogliatoio dell'iPhone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paro il messaggio con un &lt;i&gt;Sune Uke&lt;/i&gt; e tiro un messaggio di ritorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Quando &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; vuoi &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; no &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;problem".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando voglio l'attenzione del Sensei abbondo negli spazi come fossero gratis.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passano cinque minuti dove i colleghi costruiscono e distruggono imperi, edificano mausolei di parole e guardano e riguardano una striminzita e sgradevole brochure di prodotto come fosse l'Odissea.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio &lt;i&gt;not-so-smartphone&lt;/i&gt; vibra ancora. Guardo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"OSU!Sonoin(nomecliente)edhobisognodimandareunfaxperl'iscrizioneallagaradel31Ottobre".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Affari Shinseikai. Aggiusto le priorità del Creato ed eseguo un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nice_(Unix)"&gt;renice&lt;/a&gt; di ogni singolo task dall'Arca di Noè ad oggi, lasciando spazio per il fax.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio ballare le dita sulla virtual tastiera dell'iCoso ed invio fotonica risposta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Va &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; bene, &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; manda &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;dettagli &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;e &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;numero".&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passano altri cinque minuti e ricevo mail con le informazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi reco al fax.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio tredici (13) tentativi consecutivi senza riuscire ad inviarlo e capisco che dall'altra parte:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a) non hanno un fax&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;b) hanno un fax ma è spento o non funzionante&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;c) il fax è acceso ma la testa del ricevente no.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver chiamato il numero capisco che la situazione è tra b) e c), ricordandomi del buon vecchio Gassmann e di quando interpretava il pugile suonato ("i cazzotti fanno male, fanno."). Un altro paio di tentativi e riesco a mandare il Fax per l'iscrizione alla gara di oggi. Stampo la ricevuta, e la metto in tasca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verso l'ora dello Shinseikai, mi reco con un mio mascellonico collega al Dojo, vedendo il Sensei Testarossa da lontano e sventolando il foglio della ricevuta in beffardo piglio cameratesco, con una fallace intenzione di volatile ricatto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sensei alza un sopracciglio. Esibisce un &lt;i&gt;Kagi-Tsuki&lt;/i&gt;&amp;nbsp;a curvatura 9 senza pugno, per far scomparire il foglio dalla mia mano, che passa nella sua in pochi millisecondi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardo la mano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima c'era un foglio, ora non c'è più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con un espressione ebete vado nello spogliatoio e penso che (forse) uno dei segreti del Karate non è la forza, ma la leggerezza e l'agilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7047244961281272776?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7047244961281272776/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7047244961281272776' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7047244961281272776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7047244961281272776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/gabba-sensei-ed-il-fax.html' title='Il Karate, un Fax e l&apos;agilità.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5077165810440811813</id><published>2010-10-29T18:11:00.000+02:00</published><updated>2010-10-29T18:11:17.178+02:00</updated><title type='text'>One</title><content type='html'>&lt;i&gt;Non ricordo tutto&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e non so se è sogno o realtà&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ma dentro sento l'urlo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ed il silenzio che lo soffoca&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Adesso che la guerra è finita&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;mi sveglio e non riesco a vedere&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;quel poco che è rimasto di me&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;tutto irreale meno che il dolore&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tenuto in vita da tubi nella carne&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;come una bigiotteria di guerra&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;appeso a macchine che mi tengono in vita&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;aspettando che le spengano.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il miglior combattimento è quello evitato,&lt;br /&gt;e la migliore guerra è quella che non è mai successa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-8d0d1f09536a92c6" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5077165810440811813' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5077165810440811813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5077165810440811813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/one.html' title='One'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8103852517558634498</id><published>2010-10-25T18:11:00.000+02:00</published><updated>2010-10-25T18:11:00.245+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enigmistica'/><title type='text'>Quesito per solutori più che abili.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Riempire le parti mancanti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Zoppica zoppica, caro il vecchietto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;come un sonnambulo sceso dal ____&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Che conti i colpi ed i lividi scuri&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;e speri che questo recupero duri&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Quel tempo che basta a far riposare&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;le ossa che stridono al tuo respirare.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;Zoppica e pensa a chi non rimane&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;a chi sta fermo per settimane&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;A&amp;nbsp;chi pensa di esser più ____&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;e non si accorge di sfidare la sorte&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;Zoppica e piega le labbra in sorriso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;e vedi&amp;nbsp;negli occhi degli altri il tuo viso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;Mentre nel&amp;nbsp;Dojo ti guardi allo specchio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;em&gt;ti infondi coraggio per non esser ____.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8103852517558634498?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8103852517558634498/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8103852517558634498' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8103852517558634498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8103852517558634498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/quesito-per-solutori-piu-che-abili.html' title='Quesito per solutori più che abili.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5303517828604743891</id><published>2010-10-23T15:51:00.000+02:00</published><updated>2010-10-23T15:51:29.508+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>Shinseikai Stars - Parte prima.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un Dojo, in genere, riserva sorprese. Il Dojo dello Shinseikai Karate riserva sorprese più forti, emozioni che ti rimangono dentro e che ti aiutano, soprattutto dopo la mattinata del Sabato con gare viciniori, a superare fiero e contento quella leggera zoppia che scende verso le nostre leve dopo un sano, vitale, approfondito, variegato e ben distribuito allenamento a base di kumite (sparring).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle emozioni forti è scoprire che il tuo vicino di botte è un attore che ha partecipato ad un bellissimo film - &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lezioni_di_volo"&gt;Lezioni di Volo&lt;/a&gt; - riconosciuto come d'interesse culturale nazionale. I pigri possono trovare una recensione &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43556"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vicino di botte si chiama Tom, ed oggi ho avuto il piacere di fare un po' di sparring (anche) con lui. A perenne memoria, una fotografia scattata da Fred con l'Arduino alle nostre spalle mentre effettua gli esercizi post-atomici alla sbarra (no, non sta levitando). Da sinistra verso destra, il Sensei, &lt;a href="http://www.zapster.it/biografia/Angel-Tom-Karumathy"&gt;Tom Karumathy&lt;/a&gt;, io. E non finisce qui.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMLnNF776oI/AAAAAAAAAN4/yJ03hDjY36o/s1600/IMG00029-20101023-1154.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMLnNF776oI/AAAAAAAAAN4/yJ03hDjY36o/s320/IMG00029-20101023-1154.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5303517828604743891?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5303517828604743891/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5303517828604743891' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5303517828604743891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5303517828604743891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/shinseikai-stars-parte-prima.html' title='Shinseikai Stars - Parte prima.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMLnNF776oI/AAAAAAAAAN4/yJ03hDjY36o/s72-c/IMG00029-20101023-1154.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4029906714981145759</id><published>2010-10-22T11:15:00.001+02:00</published><updated>2010-10-23T07:48:29.584+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Questions &amp; Answers.</title><content type='html'>&lt;i&gt;"Papà, perchè hai una R disegnata sul braccio?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Mi serve per ricordare qualcosa."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorride lei.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"E cosa devi ricordare?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi guarda.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Quello che devo fare quando frequento le lezioni di Karate."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guardo con aria di sfida, aspettando la sua prossima domanda.&lt;br /&gt;Lara guarda da un'altra parte.&lt;br /&gt;Prende coraggio, ma non sa come chiederlo.&lt;br /&gt;Poi trova le parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Papà, cosa significa la lettera R?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Furba, la tipetta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Tante cose. R per Respirare. Se non respiri non puoi..."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Aspetto ad arte.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Non puoi fare cosa?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorrido.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Recuperare".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Cammina per la stanza.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Recuperare?&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;La seguo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Recuperare, far tornare le forze".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Si ferma.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"E poi?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Continuo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Ritornare in guardia."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi guarda.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Cioè?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Cerco di spiegarle senza pontificare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Quando porti una tecnica di attacco, tendi a scordarti che devi sempre mantenere attiva la difesa, la guardia."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mimo la posizione di guardia.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"La guardia."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ripete parola e posizione.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"E poi c'è l'ultima R."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi fa lo sguardo curioso.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"E qual'è?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Aspetto un secondo. E poi parlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Rilassato. Se non sei rilassato duri meno di un minuto."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sgrana gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Veramente?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sogghigno.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Si."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi guarda il braccio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Ma a te non piacciono i tatuaggi."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Rido.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"E' vero, ma è fatto a penna."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorride.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Perché?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Guardo il residuo della R sul mio braccio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Così lo ricordo due volte, quando lo scrivo e quando lo leggo."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La bacio, esco e affronto un'altra giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMFUYoYzAqI/AAAAAAAAAN0/Dx__wKpndZ8/s1600/R.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMFUYoYzAqI/AAAAAAAAAN0/Dx__wKpndZ8/s320/R.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4029906714981145759?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4029906714981145759/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4029906714981145759' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4029906714981145759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4029906714981145759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/questions-answers.html' title='Questions &amp; Answers.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TMFUYoYzAqI/AAAAAAAAAN0/Dx__wKpndZ8/s72-c/R.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3649219053648501368</id><published>2010-10-20T12:11:00.003+02:00</published><updated>2010-10-26T09:39:24.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kumite'/><title type='text'>Storia di un minuto.</title><content type='html'>SBAM!&lt;br /&gt;"&lt;b&gt;Quarantasette.&lt;/b&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il piede del Sensei si appoggia sul casco di protezione, consistente al punto giusto per farmi capire che il colpo è arrivato, leggero al punto giusto per non farmi accasciare in terra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono nel Dojo. Credo che la lezione sia iniziata da un po', ma non so esattamente da quanto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho immagini sfocate di quello che è successo prima, ed immagino che quello che verrà sarà ugualmente distaccato, come una fotografia passata più volte al Photoshop.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cerco di saltellare. Invio il comando al corpo e lui mi fa capire che ha reagito al comando, ma non ho modo di controllare se effettivamente le gambe si stanno muovendo. Non posso staccare gli occhi dal &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt;, se solo penso di distrarmi me la fa pagare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a guardare il &lt;i&gt;rosso &lt;/i&gt;negli occhi, inizio la rotazione di un &lt;i&gt;Mawashi Geri Gedan&lt;/i&gt;, lo para e me ne restituisce due, uno &lt;i&gt;Chudan&lt;/i&gt; (parte centrale-sinistra del torso) e uno Gedan (gamba sinistra) che riesco a parare sollevando leggermente la gamba con un &lt;i&gt;Sune Uke&lt;/i&gt;. La combinazione tra calcio circolare, parata e regole Shinseikai (senza guantoni, pugni al viso non ammessi) rende le distanze corte e ancora meno adatte a pericolose mancanze di concentrazione o lucidità. Il viso del rosso è a qualche palmo dal mio. Non alzo la guardia, probabilmente non riuscirà a tirare un &lt;i&gt;Mawashi Geri Jodan&lt;/i&gt; (calcio circolare alla parte alta del corpo, il viso) da così vicino. Sbagliato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;SBAM!&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;"&lt;b&gt;Quarantotto. Alza quella guardia.&lt;/b&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;Sistemo il caschetto in fretta, con il colpo n. 48 si è leggermente girato verso destra. Il paradenti non aiuta a respirare correttamente, ma è un prezzo ampiamente conveniente da pagare per esprimersi correttamente dopo la fine dello &lt;i&gt;sparring&lt;/i&gt;. Decido di farmi avanti, in maniera dissennata, ma ritorno subito in guardia dopo un amaro sorriso (interiore), ricordandomi della spiegazione &lt;i&gt;non-verbale&lt;/i&gt; del Sensei ad un mio approccio analogo durante uno di questi sparring autunnali, e della spiegazione &lt;i&gt;verbale&lt;/i&gt; seguente ("&lt;i&gt;Non usare mai il tuo fisico per affrontare l'avversario&lt;/i&gt;."). Meglio stare calmi. Attendo l'attacco cercando un Sabaki (scartamento laterale) che non riesco ad effettuare, il &lt;em&gt;rosso&lt;/em&gt; è troppo veloce. Tira due &lt;i&gt;Shita Tsuki&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(piccoli montanti alla bocca dello stomaco)&amp;nbsp;in successione che riesco ad apprezzare nella loro interezza e un Mawashi Geri Gedan (basso) che riesco quasi a parare. Non riesco a parare, però, il colpo successivo diretto al caschetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;SBAM!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;"&lt;b&gt;Ed ecco il&amp;nbsp;Quarantanove.&lt;/b&gt;"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;Troppo tardi mi accorgo che la guardia era bassa. &lt;i&gt;Un attacco adeguato (segno +) ed una difesa non adeguata (segno -), per legge matematica, risultano in un match molto breve (segno -)&lt;/i&gt;. Questa me la ricorderò, potrebbe farmi comodo in futuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;Provo una combinazione &lt;i&gt;Mae Mawashi Geri Gedan e&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Mawashi Geri Gedan&lt;/i&gt;, la prima è parata dal &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt;, la seconda no. Continuo con un Sanbon Tsuki (sequenza veloce di tre pugni) dove percepisco di essere andato a segno almeno una volta, forse due. Questo pensiero non si è ancora consumato interamente quando sento (prima) un &lt;i&gt;Ushiro Geri Chudan&lt;/i&gt; (calcio all'indietro indirizzato alla parte centrale del corpo) e vedo (poi) il &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt; che esegue la tecnica. Il colpo arriva prima della sua concretizzazione visuale, ed Einstein ne sarebbe orgoglioso. Abbasso la guardia. E arriva, puntuale, il promemoria, sempre diretto al caschetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;SBAM!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;"&lt;b&gt;Cinquanta. Bingo!"&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;b&gt;"Yame!&lt;/b&gt;"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo &lt;i&gt;Yame&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(il segnale di fine) il &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt; si ritrasforma nel Sensei, e mi ricorda della mia guardia bassa. Prima che il resto della lezione si sottoponga a dissolvenza incrociata verso il recupero, un'ultima considerazione continua a saltellare in pieno spirito Shinseikai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;b&gt;&lt;i&gt;Quando stai facendo Kumite non farti giocare mai a tombola&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3649219053648501368?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3649219053648501368/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3649219053648501368' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3649219053648501368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3649219053648501368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/storia-di-un-minuto.html' title='Storia di un minuto.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-7060709806546254058</id><published>2010-10-19T09:32:00.001+02:00</published><updated>2010-10-19T09:33:16.229+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Life'/><title type='text'>Giorni.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui non ti accorgi di essere fortunato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove la tua fortuna ti viene sbattuta in faccia dalla miseria di altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui pensi di aver lavorato decentemente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove sei l'ombra di quello che pensavi di essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui non riesci a vedere un sorriso sincero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove l'unico sorriso sincero che hai visto è quello di un barbone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui ti alleni, credi di crescere e di aver dato il meglio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove ti rimetti in fila, per ultimo, perché sei tornato indietro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui pensi di dover spiegare qualcosa ai tuoi figli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove i tuoi figli potrebbero spiegarti qualcosa, ma non lo fanno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui credi che l'amicizia non possa esistere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove ti chiedi come sia possibile esserti amico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono dei giorni dove scrivere è un fiume in piena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove quello che hai scritto é terra arida, solcata dall'inadeguatezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui uno &lt;i&gt;gyaku-tsuki&lt;/i&gt; fa male subito, ma non importa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sono altri dove senti il ricordo della tua guardia bassa, e troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcuni giorni in cui non ti va di fare qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E proprio in quei giorni devi fare di più, e meglio, per chi ami.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-7060709806546254058?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/7060709806546254058/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=7060709806546254058' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7060709806546254058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/7060709806546254058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/giorni.html' title='Giorni.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2015389521595694434</id><published>2010-10-13T22:38:00.009+02:00</published><updated>2010-10-13T22:50:24.470+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>Folklore V</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;« È impossibile ottenere il moto perpetuo per via meccanica, termica, chimica, o qualsiasi altro metodo, ossia è impossibile costruire un motore che lavori continuamente e produca dal nulla lavoro o energia cinetica »&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;(Max Planck, Trattato sulla termodinamica, Dover (NY), 1945)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Max Planck aveva torto marcio. La macchina del moto perpetuo non solo esiste, ma si trova a Roma in un capannone sito in via Pico della Mirandola. Quindici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' Ottobre, ed il Dojo è pienamente funzionante anche quando non frequentato. Se non vai al Dojo, il Dojo viene a casa tua e finisce anche per rimanerci ospite mesi e mesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La smemorina retroattiva.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La smemorina (che, ricordiamo, è sostanza semitossica &amp;nbsp;prodotta &lt;i&gt;in situ&lt;/i&gt; dopo anni di allenamenti inter-stile, di cui si può trovare ampia documentazione su questo blog) ha recentemente mutato parte delle sue caratteristiche adattandole ad una migliore interazione con l'ospite umano: è diventata &lt;i&gt;retroattiva&lt;/i&gt;, e quindi colpisce &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt; di recarsi al Dojo e, in particolare, durante la fase di costruzione della borsa per il Karate (utilizziamo volentieri il termine 'costruzione' in quanto l'approntamento della borsa è un processo situato tra l'impressionismo di Van Gogh ed il design futurista di Le Corbusier).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non di rado, durante il magma accalcato e accaldato di fine lezione con doccia incorporata, è possibile sentire gli effetti della smemorina retroattiva che generalmente si concretizzano con un "&lt;i&gt;Noooo. Le mutande...&lt;/i&gt;". Al malcapitato, che si guarda intorno trattenendosi dal chiedere se sussistono le condizioni per una mutanda di scorta, non resta che la vestizione del jeans &lt;i&gt;a pelle&lt;/i&gt;, tra una silente e cameratesca ilarità degli studenti Shinseikai. E' possibile identificare il bipede smutandato all'uscita dello spogliatoio per le evidenti movenze da Elvis Prestley miste ad una inaspettata celerità nel ritorno a casa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I lucchetti di Hello-Kitty.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli armadietti a salto quantico sono stati aggiornati con un &lt;i&gt;upgrade ortogonale&lt;/i&gt;: la prima fila orizzontale e l'ultima fila verticale hanno degli occhielli in bismuto (numero atomico: 83) adatti ad ospitare lucchetti di sezione e grandezza variabile. I lucchetti forniti dall'amministrazione della palestra hanno chiavi '&lt;i&gt;anime'&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;lillipuziane con uno spettro ampio, da "Il mio primo diario segreto", passando per "Memole dolce Memole", fino ad arrivare alla chiave "Hello Kitty". Alla fine dell'ultima lezione ho estratto il mio portafoglio dall'armadietto, aspettando un salto quantico temporale che non si è verificato. Controllando meglio, ho ritrovato nello scomparto dei documenti di identità il passaporto di Akira Takasaki, il mitico chitarrista dei Loudness.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il maledetto esercizio di Senpai Tullio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Senpai Tullio, che viene sistematicamente selezionato dal Sensei alla fine delle ripetizioni (ad esempio, addominali) per la sua capacità di pronunciare i numeri giapponesi da uno a dieci in due secondi netti (eseguendo l'esercizio in maniera corretta, ovviamente), durante la fase di riscaldamento attiva non cessa mai di scaldare anche i nostri cuori.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un esercizio in particolare allieta primati di età e sesso variabile, che arriva puntualmente in piena fase di obnubilamento da mancanza di ossigeno, con la sequenza riportata di seguito:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Gli sguardi degli studenti si incrociano dubbiosi.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La tensione sale alle stelle, l'esercizio potrebbe essere invocato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si pensa (di nascosto) "&lt;i&gt;ecco, adesso lo chiama&lt;/i&gt;".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Senpai Tullio aspetta - ad arte - qualche secondo per creare false aspettative.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si pensa (di nascosto) "&lt;i&gt;forse l'abbiamo sfangata&lt;/i&gt;".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Senpai Tullio mostra la posizione iniziale, che presuppone inequivocabilmente l'esercizio ammazzafiato senza esplicitarne l'interezza.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si pensa (di nascosto) "&lt;i&gt;...azz&lt;/i&gt;".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Senpai Tullio mostra l'esercizio.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non si pensa neanche di nascosto, si risparmiano le energie.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Senpai Tullio urla l'&lt;i&gt;Hajime&lt;/i&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div&gt;Shinseikai è anche eseguire il maledetto esercizio di Senpai Tullio con il sorriso. E sicuramente il sorriso, alla fine dell'esercizio, c'è.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol start="11"&gt;&lt;li&gt;Si pensa (di nascosto) "&lt;i&gt;lo avevo detto che lo chiamava&lt;/i&gt;".&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bello il Mercoledì. Un giorno Shinseikai tra due giorni Shinseikai.&lt;br /&gt;A domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2015389521595694434?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2015389521595694434/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2015389521595694434' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2015389521595694434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2015389521595694434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/folklore-v.html' title='Folklore V'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4057657896297997660</id><published>2010-10-12T06:41:00.005+02:00</published><updated>2010-10-12T06:48:12.041+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Martedì'/><title type='text'>Martedì.</title><content type='html'>&lt;b&gt;M&lt;/b&gt; come &lt;b&gt;Martedì&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mokuso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - la concentrazione necessaria per affrontare la giornata, non solo nel Dojo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Melissa e Mirco&lt;/b&gt;, quando erano bimbi e volevano rimanere in braccio, una vita fa.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mawatte&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - affrontare la direzione opposta, cambiare tutto quando è necessario.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Musica&lt;/b&gt;, alle volte un riproduttore musicale proprio non serve, se la musica è dentro.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mae Mae Geri&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - colpire con la gamba avanzata, e cogliere al volo l'occasione.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Malincuore&lt;/b&gt;, di chi non può recarsi nel Dojo perché a tutt'altro affaccendato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mawashi Geri&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; - ruotare non solo con la gamba, ma con tutto il corpo, anca e spalla.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mattina&lt;/b&gt;, è ora di iniziare la giornata, pensando ad oggi come ad un regalo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4057657896297997660?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4057657896297997660/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4057657896297997660' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4057657896297997660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4057657896297997660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/martedi.html' title='Martedì.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3774396322683717821</id><published>2010-10-02T19:22:00.006+02:00</published><updated>2010-10-02T22:15:42.625+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Il Dono.</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;i&gt;2 Ottobre 2049&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro diario,&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;la scorsa settimana ho ricevuto un breve messaggio dall'avvocato di mio nonno che diceva di chiamarlo per avere notizie sulla scatola, cosa che ho fatto quasi subito dopo. L'avvocato è un ometto fine come una matita che indossa sempre lo stesso vestito tetro e &lt;i&gt;retro.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre parlavo con lui all'Oloconf, i miei pensieri andavano in direzione della mia agognata vacanza post-diploma, e non certo ad una stupida scatola lasciata in eredità da mio nonno, andatosene un paio di settimane fa (beato lui, nel sonno), e chiusa da un lucchetto le cui chiavi sono in mano all'ometto-matita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Peraltro, mio nonno era un gran rompicoglioni, tirchio come un cardo - ha lasciato i suoi averi ad una strana fondazione - e c'erano fin troppe persone al suo capezzale (figli e nipoti) cercando di scambiare battute sociali col morto in casa. Evitato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quindi la domanda è: cosa c'entro io con quella scatola, visto che&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Punto Uno non me lo sono mai filato,&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Punto Due non sono neanche l'ultimo dei suoi nipoti (Alexito Jr. ha 14 anni e da come cresce diventerà un FdM certificato e garantito prima di quelli della sua generazione) e&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Punto Tre sono il nipote che ha visto meno di tutti, con cui ha parlato meno di tutti, e quello che meno di tutti si fa notare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho i capelli verdi di Melania, non ho 74 piercing come Molosso, non sono diventato famoso come Xandros, non sono emigrato all'estero come Marcolino. Perché a proprio me? Gli altri mi guardano in cagnesco. Mancava solo questa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;5 Ottobre 2049&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro diario,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;delusione estrema. Sono andato dal lapis, che ha aperto la scatola, grigia, anonima, con dei segni strani sopra scritti in verticale. Ne ha tirato fuori un libro. UN LIBRO. Grigio, anonimo, con gli stessi strani segni riportati in verticale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poteva almeno lasciarmi un lingotto di iridio, il vecchiopirla.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il disappunto è stato così grande che ho preso due Serenax per dormire e ho passato il resto della serata davanti alla NeuroVisione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;7 Ottobre 2049&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro diario,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ieri ho aperto il libro e non ci ho capito nulla. Sembrano scritti in sequenza, da una data nel 2009 in poi, che riportano parole che non capisco, in forme diverse. Alcune sembrano ispirate da scrittori del passato, altre sembrano brani di novelle brevi, ed altre ancora sono cronache di quei tempi e del Grande Vecchio che frequentava un luogo dove si parlava una lingua incomprensibile (ho controllato su GoogleMind, sembra nipponico classico) e ci si riuniva per fare attività fisica. Leggendo tra le pagine, ho anche capito che queste parole venivano pubblicate sulla Griglia, che a qui tempi veniva chiamata InterRete. E' la prova finale che Nonno era un pazzo, pieno di se stesso. Scuotendo il libro ne è uscito un biglietto, con un nome, un titolo ed un indirizzo. Nell'altro lato una scritta di suo pugno, dedicata a me, che diceva:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"A Leo: trova un buon maestro, e troverai la passione".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mio padre sta chiamando da mezz'ora, devo rispondere altrimenti addio all'assegno mensile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;12 Ottobre 2049&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro diario,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;la storia della scatola e del libro è iniziata come una rottura di gonadi, ma piano piano mi sta intrigando. Ieri ero in GraviScooter e mi trovo a passare vicino all'indirizzo segnato sul biglietto. Ho deciso di dare un'occhiata, e fatta una piccola deviazione, mi trovo sul posto. Spengo il Gravi e mi avvicino. Il luogo sembra deserto, e un po' vecchio. Una specie di box basso e largo, con delle finestrelle dalle quali non viene alcuna luce, e senza nessuna scritta. Busso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aspetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Decido di andarmene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torno indietro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Busso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aspetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Me ne vado. Il luogo, oltre alla desertitudine ed alla vetustà, mi sembra minaccioso. Rimango un minuto seduto sul Gravi nell'attesa che il box si risvegli e sputi fuori una sorpresa, che puntualmente non arriva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accendo il Gravi e me ne torno a casa, mio nonno era una fregatura bisbetica, e l'intrigo era tutto nella mia testa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;18 Ottobre 2049&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Caro diario,&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;due giorni fa porto il Gravi a fare un giro per l'aria mefitica della città e passo per la via indicata nel biglietto: il box è acceso. Devio dal mio percorso per avvicinarmi al luogo, con il reattore al minimo, quasi senza far rumore. Mi fermo a distanza di sicurezza, quasi intenzionato a scapparmene via. La curiosità ha il sopravvento, spengo il reattore, mi avvicino alla porta. Rimango impalato davanti alla porta come una tavola di legno, e poi decido di bussare, ma prima di colpire la porta con le nocche la porta si apre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Ne spunta un vecchio, alto, asciutto, capelli rosso irlandesi virati al bianco, che mi guarda con aria neutra. Sulla maglietta gli stessi segni riportati sulla scatola e sul libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Desideri qualcosa, ragazzo?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Bruongiornuo (&lt;i&gt;quando parlo con sconosciuti mi emoziono, la lingua inciampa ed emette suoni non voluti&lt;/i&gt;), e gli consegno il biglietto.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Tiene il biglietto tra le mani, lo gira, vede la scritta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Gli occhi del biancorosso lampeggiano per un singolo attimo, che viene immediatamente nascosto come a salvaguardare qualche emozione che non può essere mostrata.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Mi guarda. Scruta attentamente il viso, poi passa al corpo e mi rendo conto che il tutto non può essere durato più di mezzo secondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Gabba, mi dice.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Guardo di lato, imbarazzato.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Veramente mi chiamo Leonida. Leo, per gli amici. Gabba era il nomignolo del vec... di mio nonno.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Dov'è tuo nonno?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Abbasso il tono di voce.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Se ne è andato il mese scorso.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;L'asciutto continua a guardarmi con gli occhi neri, molto poco irlandesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Accenna ad un sorriso. Abbassa gli occhi. Scuote la testa. Li rialza.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Devo parlarti. Vuoi entrare, ragazzo?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ragazzo un pezzo di abbacchio, ho 18 anni, penso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Faccio un cenno di assenso dislessico come il precedente saluto ed entro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Esco dal box quando è buio, ho proprio perso il senso del tempo. Mi volto. Il vecchio fa un movimento strano con i pugni chiusi ed emette un suono. Credo sia il suo modo di salutare. Mi dice di tornare quando voglio, se mi andrà.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Simpatico e solenne allo stesso tempo. Chiude la porta con la stessa dignità con cui l'ha aperta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;MI scopro a pensare. Non sapevo queste cose del nonno. Ancora non ho ben capito che cosa facevano insieme, ma ho intuito che il vecchio era una specie di insegnante, e mio nonno uno studente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Una frase mi è rimasta in mente. Un suono sconosciuto, seguito da "disciplina della giusta verità". Non so riprodurre quel suono, ma proverò a scriverlo e a cercarlo su GoogleMind.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;E stasera niente NeuroVisione. Proverò a rileggere il libro, magari riesco a capirci qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3774396322683717821?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3774396322683717821/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3774396322683717821' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3774396322683717821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3774396322683717821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/10/il-dono.html' title='Il Dono.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6324288902240784596</id><published>2010-09-26T20:50:00.000+02:00</published><updated>2010-09-26T20:50:10.760+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Heroes'/><title type='text'>Dorando.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fa caldo, anche se sono mille chilometri a nord.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'estate albionica preannuncia una maratona massacrante, con il caldo - implacabile - che ti pugnala il respiro e drena le tue forze, sublimandole senza fartene accorgere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedo tutti i podisti intorno a me. Il sudore è come una vernice di coppale sui nostri corpi, ed è copioso ancor prima della partenza. Vicino a me c'è un altro italiano. Si chiama Umberto. Ci ignoriamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si parla molto, sembra di andare in guerra. Gli sguardi di tutti sono rivolti verso i corpi degli altri, come a carpirne segrete informazioni su resistenza, durata, disciplina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' il 24 di Luglio, questo lo ricordo. Del 1908. Ci ho messo un po' per ricordarlo, l'inizio del nuovo secolo è bellamente passato nella soffitta dei ricordi. Ma non so assolutamente che ora sia. Il sole è molto alto, ma non è mezzogiorno. Dalle ombre degli atleti, sembrano le due del pomeriggio. C'è un castello, davanti a me, grigio, enorme, regale, un comando di nobili urlato contro il cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tensione sale. Capisco che ci siamo. Vedo una donna in ghingheri che si avvicina a noi, scortata da quattro guardie. Parlotta con i giudici. I muscoli iniziano a stringersi, i volti si scavano, l'uomo inizia ad uscire dal corpo, per far posto all'animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sento un grido. Si parte. La massa scatta. Un respiro asincrono fatto di sudore, fiato, polvere, passi pensanti. Sono in mezzo al gruppo, non riesco a vedere la testa della corsa, ma cerco di non preoccuparmi. Bisognerà risparmiare energie, la gara sarà lunga e densa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mandria dei corridori rimane compatta, anche se inizio a sentire i primi respiri affannati intorno a me. Non ho modo di sapere da quanto stiamo correndo, le mie gambe dicono da circa un'ora. Ho un fazzoletto in tasca, bianco, regalato da un amico nella mia Correggio. Lo estraggo dalla tasca, e mentre corro ne faccio un copricapo calandolo sulla testa. Mi aiuterà a sopportare i raggi del sole. Che è un democratico. Ci colpisce tutti, impietosamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gruppo si è allungato, inizio a sentire la fatica. Le gambe sono pesanti, come al termine del più lungo allenamento effettuato quest'anno. Significa che sono nei tre quarti di gara. &amp;nbsp;Credo di essere tra i primi, forse in terza o quarta posizione. Avrei voglia di bere acqua, e di chiedere informazioni su chi mi precede, ma ho troppa paura di non ripartire. Devo continuare. Forse è proprio vero quello che mi raccontava Pagliani, è meglio stare da soli quando si corre. Si risparmia fiato, si risparmiano pensieri, anche quelli costano fatica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho capito che quello davanti a me è in crisi, e aumento il passo. Il corpo si ribella, ma non posso fare altro, devo sfruttare l'occasione. Vincere è anche cogliere il momento. Credo che manchi poco all'arrivo, devo fare presto. Spingo sulle gambe più forte, e dopo una curva con un albero che ricorda quello della mia casa riesco a scorgere il mio avversario. E' biondo, e sembra camminare zoppicando. Forse zoppico anch'io, ma riesco a passarlo. Ed è l'ultima sensazione chiara che &amp;nbsp;conservo della mia corsa. I lati del percorso diventano bui, mi accorgo di mani che indicano un ingresso molto grande. Ma il buio inghiotte l'immagine, e non vedo più nulla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno mi sostiene, e mi parla, ed io non capisco, e non potrei comunque comprendere i suoni che mi circondano. I tonfi del cuore suonano come tamburi nella mia testa, e ad ogni colpo è dolore. Continuo a camminare. Non so dove mi trovo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cado.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vengo rialzato, in tempo per vomitare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cado di nuovo, la terra mi riempie la bocca. E non riesco a rialzarmi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riapro gli occhi, sono in una barella. Mi dicono che sono arrivato primo, ma non ho vinto.&amp;nbsp;Non sono sicuro di capire. Chiudo gli occhi, mi fanno male. Qualcuno mi sfiora un fazzoletto bagnato sulle labbra. E le poche gocce che escono sembrano la stessa vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio nome è Dorando Pietri. Sono un podista. Lavoro in una pasticceria a Carpi, e mi piace correre. Sono tutti così gentili con me. Mi domando il perché. In fondo, non ho vinto, ha vinto un americano. Ma correrò di nuovo. E gliela farò vedere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJ-UEX0sKqI/AAAAAAAAANo/UZQ_kyflixM/s1600/300px-Dorando_Pietri_BN.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJ-UEX0sKqI/AAAAAAAAANo/UZQ_kyflixM/s1600/300px-Dorando_Pietri_BN.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6324288902240784596?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6324288902240784596/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6324288902240784596' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6324288902240784596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6324288902240784596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/09/dorando.html' title='Dorando.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJ-UEX0sKqI/AAAAAAAAANo/UZQ_kyflixM/s72-c/300px-Dorando_Pietri_BN.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4913517124942069440</id><published>2010-09-18T18:31:00.009+02:00</published><updated>2010-09-18T19:37:10.139+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kumite'/><title type='text'>Sei gradi di turbolenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJTp1UFxkDI/AAAAAAAAANg/qBomBqkDSbE/s1600/karate_logo-black.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJTp1UFxkDI/AAAAAAAAANg/qBomBqkDSbE/s200/karate_logo-black.jpg" width="187" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;1 - Ogni nuvola nera ha un riflesso d'argento.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sabato di nuvole, e caldo di settembre che te ne accorgi solo quando ti si è già appiccicato come un bacio non voluto. Inizio la giornata con i fragorosi rumori provocati dai bipedi e da qualche primate del mio sconveniente&amp;nbsp;&lt;i&gt;scondominio&lt;/i&gt;, inaspettati e fuori tempo, soprattutto alle seimenodieci di un sabato mattina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che non è un sabato normale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un sabato speciale. Un sabato in cui si condividono esperienze, insegnamenti, massime ed aforismi, sudore, qualche manata, un paio di segreti, alle volte qualche risatina collettiva. E quindi non mi arrabbio. Decido che la vita è troppo breve per prendermela con chi ha abitudini scarsamente civili, e mi godo il silenzioso respiro della mia famiglia che dorme.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cerco di rantolare silenziosamente verso i miei aggeggi che funzionano ad elettricità aspettandomi di &amp;nbsp;annegare nella &lt;i&gt;serendipity&lt;/i&gt; della Rete, e poi mi blocco.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cambio idea.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ora (antelucana) di pensare ad una strategia per l'allenamento di oggi. Tra i miei due emisferi palleggia un pensiero sentito nel Dojo, e riferito dal Maestro durante una sessione dello scorso anno: &lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;"Ogni match va studiato per bene, con una strategia precisa"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;. E, quando devo pensare, non posso completamente affidarmi a strumenti o frocerie tecnologiche in cui scorra energia elettrica. Nel mio lavoro cerco - da decenni - di utilizzare la metafora della storyboard per dare forma ai pensieri. Forse, credo, mi aiuterà anche in questo caso. Mi convinco. Prendo il foglio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;2 - Non solo non c'è alcun cucchiaio, ma il foglio di carta non è vuoto.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro il mio foglio riciclato, appartenevi ad un albero, ad una delle cose più belle ch'io abbia mai visto, e quindi cercherò di utilizzarti al meglio. Il tuo lato bianco mi guarda con ciclopico occhio di disprezzo, ma faccio finta di non aver visto. Non sarò in grado di scrivere il "Declino e caduta dell'impero romano" di Gibbon, ma prometto di usare la mia buona fede per tracciare segni che oggi siano in grado di aiutarmi. Ringrazio anticipatamente il foglio e mi trasformo in un plotter a grafica vettoriale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Divido il foglio in sei sezioni. Numero le sezioni in arabica guisa, e traccio nella casella uno un punto di domanda.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Qual'è il tuo obiettivo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mmm. La domanda sembra facile. Prepararmi. A cosa? All'allenamento di oggi. Il Maestro si è espresso chiaramente, questo sabato si segue una delle tre K. Ed è il Kumite. Mi tornano in mente i tre concetti-fondamenta del Karate, anche inteso come disciplina formativa: &lt;i&gt;Kihon&lt;/i&gt; (le basi), &lt;i&gt;Kumite&lt;/i&gt; (lo sparring) ed i &lt;i&gt;Kata&lt;/i&gt; (le forme). La K di questo sabato sarà il Kumite. Significa cervello acceso, sempre. E poi tutto il resto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passo alla casella numero due, e la mia mano traccia un altro punto interrogativo. I miei occhi lo guardano mentre la mente compone la domanda completa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Come intendi perseguirlo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavolta il punto gobbo rimane da solo un po' di più. Pensa, Gabba, pensa. Inizio a scrivere qualche frase: "Gestisci il riscaldamento", seguita da "Respira bene", "Usa le combinazioni", "Metti a frutto quello che stai studiando". Le combinazioni. Bene. E' un'idea. E in fase di &lt;i&gt;brainstorming&lt;/i&gt;, le idee non vanno scartate a priori. In genere, dopo la produzione di un'idea, si lascia passare del tempo per farla sedimentare, raggrumare, consolidare affinché sia modellata e raffinata. Non ho tempo per farlo. Immerso negli onanismi mentali che oramai mi sono propri da anni, mi accorgo che il tempo è fuggito, &amp;nbsp;sono le setteetrenta e quindi debbo passare dai pensieri a forma di sbrodolature barocche a quelli simili ad un&amp;nbsp;&lt;i&gt;twitteraggio&lt;/i&gt;. Combinazioni. Come faccio?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;3 - Corri, coniglio, corri.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Semplice, caro il mio stupidino. Sei talmente sommerso di acronimi e di sigle e di riferimenti a riferimenti tra falsi sorrisi e amicizie vere che hai scordato le rime. Ricordi? AABB, ABAB, ABA-BCB-CDC ... Baciata, Alternata, Incatenata. Ricordi, oppure la &lt;i&gt;concitata corsa coincide con cruda condotta cerebrale&lt;/i&gt;? Bravo, continua con i tuoi tautogrammi, l'adorazione per Umberto Eco ed il tuo onanismo mentale congenito, poi voglio proprio vedere cosa farai sul ring. Onan il Barbaro?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sbuffo e mi rimetto al lavoro, anzi, al piacere. Se assegno una tecnica ad una lettera posso ricordare le combinazioni semplicemente ricordando il gruppo di lettere. Ho ancora quattro caselle da riempire. Inizio con l'assegnazione nella casella numero tre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Mawashi Geri (G)edan, Mawashi Geri (C)hudan, Gyaku (T)suki.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;GCT&lt;/b&gt;. Lo ricorderò.&amp;nbsp;Passo alla casella quattro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;S)anbon Tsuki, Mawashi Geri (C)hudan, (M)ae Mae Geri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;SCM&lt;/b&gt;. Lo ricorderò.&amp;nbsp;Passo alla casella cinque, mentre penso a Bartezzaghi ed al mio odio innato verso i Sudoku.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Y)oko Geri, Mawashi Geri (G)edan , (K)ubi Zumo Hiza Geri&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;YGK&lt;/b&gt;. Se sarò fortunato lo ricorderò.&amp;nbsp;Passo alla casella numero sei, l'ultima. Non voglio scrivere una combinazione. Voglio scrivere una cosa che non potrò cancellare dalla mia memoria.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"Lascia l'Ego fuori dal Dojo".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho fatto il mio compitino, ma solo la frase nella casella numero sei mi sembra abbia un senso. Anche lontano dalle arti marziali.&amp;nbsp;Piego il foglio in maniera diligente, mi preparo ad uscire. Continua ad essere nuvoloso.&lt;br /&gt;Forse pioverà.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;4 - Il piegaspazio e l'inizio lezione&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Piegare lo spazio&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;Space Folding&lt;/i&gt;: per chi non ha letto il ciclo di Dune, di Frank Herbert, corrisponde al &lt;i&gt;viaggiare senza muoversi&lt;/i&gt;) dalla mia abitazione al Dojo, di Sabato mattina, mi rende leggermente euforico nonostante l'intrusione, nel piazzale antistante, di presunti Sapiens che caricano tonnellate di derrate alimentari come se il giorno dopo si trovassero catapultati nella "Strada" di Cormac McCarthy. Li ignoro, parcheggio fuori, qual'è il problema. E' un sabato speciale. Ci si allena. E si è così fortunati nel farlo!&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Penso a chi non può venire e li saluto con una pacca sulla spalla, e mi aspetto di vederli il prossimo martedì. Il corridoio davanti al Dojo inizia ad animarsi. Francesco, Alessandro, Michael, il Sensei, e via via tutti gli altri. Si entra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedo con piacere più Karategi di quanto mi aspettassi per una mattinata di sabato. Ciò mi rende felice. Poi vedo il Sensei che non sta indossando il Karategi, ma i pantaloncini da K-1. Ciò non mi rende felicissimo. Il Sensei finisce di indossare il vestiario da K-1, e poi indossa &lt;i&gt;l'espressione&lt;/i&gt; da K-1. Ciò mi rende abbastanza preoccupato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci si allunga nello spazio che ci è concesso, ed il segnale del Maestro arriva dopo una breve e precisa spiegazione su contenuti e finalità della lezione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Riscaldamento.)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia temperatura interna continua a salire fino a quando il Sensei chiama la fine della sezione e annuncia l'attività principale della giornata. Sale sul ring.&amp;nbsp;Iniziano i turni di sparring leggero con i miei colleghi, i miei Senpai che ogni volta mi insegnano qualcosa di nuovo. I periodi sono scanditi da quel fetentone del Timer che incarna alla perfezione la relatività einsteiniana (il tempo del Kumite è abnormalmente lungo, quello del recupero impietosamente striminzito). Passo il mio turno con Cico e la sua calma interiore, &amp;nbsp;il turno con Cesare, che mi incita alla flessibilità ed a una corretta respirazione, il turno con Irene mentre ci aggiustiamo reciprocamente la guardia e mentre il fiato inizia a mancare, e di nuovo con Cesare mentre la lucidità inizia ad evaporare. Ho perso il conto delle campanelle. Il tempo del recupero mi sembra insufficiente, mi piego più di una volta e Cesare più di una volta mi tira su incitandomi a continuare fino alla fine, a non mollare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriva un'altra campanella. Ed arriva la chiamata del Sensei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Gabriele!&lt;/span&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"OSU!"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;5 - "Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salgo sul ring, sembra che ci sia nebbia, e cerco di scacciarla perchè sono (ancora) consapevole che in realtà è solo dentro la mia testa. Il foglietto. Dov'è il foglietto? Dannazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi rendo conto di averlo lasciato a casa. E, soprattutto, mi rendo conto di aver dimenticato tutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quali erano le combinazioni?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;YGM?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GCM?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perchè non le ricordo?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La campanella bastarda suona gongolando e pregustando lo spettacolo, ed inizia lo sparring con il Maestro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Kumite leggero.)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Ancora nebbia.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un determinato istante credo di sentire la voce del Sensei che mi dice "mancano pochi secondi".&amp;nbsp;La campanella ha un suono triste, come se l'infame tintinnante avesse voluto suonare qualche manciata di secondi in ritardo. Il Sensei chiama la fine dello sparring, si avvicina e mi &amp;nbsp;regala un consiglio, che poi riferisce all'intero gruppo. Si passa al Mokuso, si pensa a cosa migliorare, e il Maestro ci parla, ci incoraggia, ci saluta, ci regala un appuntamento al prossimo martedì.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa ho imparato oggi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non puoi attuare una strategia se non hai le forze per farlo. E' tuo dovere disegnarla, ma è tuo dovere arrivare lucido al momento in cui devi metterla in pratica. Senza lucidità e calma, la tua strategia è il foglio rimasto sul tavolo della cucina. E' lontana e poco utile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;6 - Payback&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando a casa, la mia biondona (Lara) mi saluta con un bacino e mi dice: "Papà, credo tu abbia scordato questo" lasciandomi nella mano il foglio regolarmente piegato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sorrido.&amp;nbsp;Ho scordato il foglietto, ma non la lezione di oggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4913517124942069440?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4913517124942069440/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4913517124942069440' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4913517124942069440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4913517124942069440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/09/sei-gradi-di-turbolenza.html' title='Sei gradi di turbolenza'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TJTp1UFxkDI/AAAAAAAAANg/qBomBqkDSbE/s72-c/karate_logo-black.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6660883106297075678</id><published>2010-09-14T06:40:00.078+02:00</published><updated>2010-09-14T15:31:40.425+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Chiedimi la parola.</title><content type='html'>&lt;i&gt;Chiedimi pure un testo che dipinga a tutto tondo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;quello che sembro, quando vesto il bianco&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che nasconda e tiri all'ombra quando stanco&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e quando il Dojo rappresenta il mondo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ah, studente ch'entra baldo nel tuo Dojo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ambendo al loco della vuota mano,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e sembra pronto ad affrontar l'arcano&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ma n'esce tristo, abbacchiato e mogio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chiedimi pure le basi che ho imparato&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e combinazioni che continuerò a sbagliare&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chiedimi forza, per continuare&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e per correggere quello che ho sbagliato.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6660883106297075678?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6660883106297075678/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6660883106297075678' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6660883106297075678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6660883106297075678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/09/chiedimi-la-parola.html' title='Chiedimi la parola.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2648206737684763397</id><published>2010-09-10T07:36:00.000+02:00</published><updated>2010-09-10T15:41:00.160+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Shinseikai e certezze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Studiare una disciplina dura come un'arte marziale, complessa come una partita di scacchi, intrigante come un film inedito di Hitchcock, pesante come una carbonara preparata in una certa osteria che conosco - oltre al sacrificio ed alla continuità - induce anche certezze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ne elencherò solo qualcuna, per amor di brevità: la lista potrebbe essere lunga quanto l'elenco degli evasori fiscali residenti e strombazzanti in Tristalia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La scrittura del Post.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Scrivere un Post sul blog Shinseikai comporta l'attraversamento (in maniera scientificamente ripetibile) delle fasi seguenti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Illuminazione su idea riguardante struttura, forma e contenuti&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Panico di fronte alla pagina di testo vuota&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Scrittura dei primi due paragrafi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Cancellazione intera del temporaneo elaborato&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Cambio repentino idea&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Scrittura titolo (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;tanto lo cambio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Trance agonistica e scrittura dei contenuti&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Rilettura del testo e trasformazione dell'espressione facciale in "inadeguatezza"&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Cambio titolo (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;hai visto, l'ho cambiato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Invio post al pubblico ludibrio&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una volta pubblicato, il post non viene riletto, ma rimbalza nella testa dell'ideatore fino a spegnere la propria energia cinetica nel debito d'ossigeno del prossimo allenamento. Dopodiché, pronti a ricominciare l'ardir perenne della singolar tenzone tra il confezionatore di parole ed il fotonico foglio bianco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il pugno di Irene.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Certezza recente, sviluppata nella calura estiva, ma ha già sapore di ricorrenza. Due amici che si incontrano hanno infinite opzioni: l'abbraccio, il bacio casto, il cenno di intesa, la pacca sulla spalla o su altri apparati più o meno intimi, l'occhietto, il battimano, l'OSU!, il paso-doble e potrei continuare per un po'. Io &amp;nbsp;e Irene ci meniamo con combinazioni di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Oi-Tsuki&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; e/o &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Yaku-Tsuki. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Penso che continuerà per un po', o almeno fino a che uno dei due dichiara un armistizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ad Arduino, l'inchino.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Attesa in un angolo del Dojo mentre gli agonisti tirano fuori corpo, anima, pezzi di polmone e prossemiche manate.&amp;nbsp;Rumore nel corridoio, monete infilate nella macchinetta sganciabibite: dico tra me e me, questo è Arduino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi giro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E' lui. Accenna ad un sorriso lato destro, ci salutiamo alla giapponese (con l'inchino, appunto), ed appoggia su un lato del ring la sua mistura cangiante di acqua, sali minerali, e sostanze comprate dal dispensatore di vitamine liquide. Visto che Messer Arduino è al terzo anno di Dojo - e frequentato con successo - la prossima volta gli chiederò di condividere la sua pozione magica, o almeno di darmene una scodella come Asterix.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Filippo e il Sensei.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sono la stessa persona, ma due persone diverse. Alle volte li incontro tutti e due al lavoro, ma preferisco tenerli separati. Mi è anche capitato di incontrare Filippo, nel Dojo, soprattutto prima delle 19.30, in orario estivo. Un'apparizione breve, un battito di ciglia, e poi ho guardato bene: era il Sensei. Filippo mi parla, il Sensei invece appunta quello che dico, quello che faccio e i conseguenti errori su una lista gelosamente conservata a futura memoria di mazzate centralizzate e distribuite da erogare con modalità note solo a lui.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un giorno di questo prendo questa lista e la faccio vedere a Filippo, sono curioso di sapere cosa ne pensa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ivano e il clima post-bellico.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ogni concentrazione di uomini dislocati in uno spogliatoio, al termine di qualsivoglia attività fisica, provoca la produzione e la condivisione delle note "corbellerie da spogliatoio", oramai divenute figure giuridiche civili e penali. Nell'ambiente Shinseikai, la diffusione è rigidamente controllata e gestita dal gruppo di studenti. Un ruolo particolare &amp;nbsp;è coperto da Ivano, che crea, alimenta, fantasizza e smista storie Shinseikai universalmente riconosciute come uniche. Le sentenze di Ivano sono soggette a copyright internazionale sui diritti di autore, ed allo status "Indicazione Geografica Tipica". La sua frase "&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ecco, io la penso così, poi...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;" è stata personalmente valutata per l'inserimento nella Library of Congress statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dario e la conta contatti.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una volta finito l'allenamento si va a casa. Ci si spoglia. Si cerca di mangiar qualcosa prima di crollare sul ronfatoio. E poco prima di chiudere gli occhi per il meritato riposo, lo sguardo si posa su tre o quattro lividi da contatto, e si pensa "Questi lividi... mmmh... questo è colpa di quello &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;@#@¥~*&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; di Dario", che è stato tuo partner nell'esecuzione delle tecniche apprese durante la lezione. La condizione è assolutamente speculare per Dario, che conta i suoi. La conta segreta non viene mai comunicata, e non si hanno notizie certe su chi sia in vantaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La lista potrebbe continuare all'infinito. E forse lo farà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2648206737684763397?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2648206737684763397/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2648206737684763397' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2648206737684763397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2648206737684763397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/09/shinseikai-e-certezze.html' title='Shinseikai e certezze'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6836098261568752086</id><published>2010-08-31T11:48:00.005+02:00</published><updated>2010-08-31T11:53:31.047+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Day Zero'/><title type='text'>La gabbia fredda</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;[Martedì, 24 Agosto, 2010]&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Se non mangi, mangerai&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Se non scrivi, morirai&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una pagina bianca di un blog è dura come il primo allenamento di una nuova stagione. Assomiglia ad uno specchio assopito nella penombra di una sera bollente tardo-estiva, quando non ti muovi e la tua fronte cola, e il ricordo del freddo sembra impossibile. Non ti guardi allo specchio. Lo specchio non riflette, o forse non riesci a vederne bene i contorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O, più semplicemente, non guardi lo specchio per timore di incontrare uno sguardo diverso da quello che aspetti. Immobile, inizi a ricordare come tutte le partenze sono difficili, ed è la difficoltà che le rende speciali. E che ti rende vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizi a sospettare che il famigerato blocco dello scrittore esista non solo nelle fantasie dei grandi letterati e di chi ha il talento e la disciplina per raccontar storie, ma sia presente anche nelle piccolezze di un blog e di chi tenta di raccontare non solo pensieri, ma anche forme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[Venerdì, 27 Agosto, 2010]&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Ho deciso, lo faccio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Questo foglio lo straccio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima visita del Sensei nei tuoi muscoli striati ti arricchisce di una pletora di sensazioni, alcune già vissute e riposte nell'armadio dei ricordi, altre già vissute e sempre nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Corda&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un balletto - grazia, forza ed elasticità - su lame incandescenti, dove il senso del tempo viene alterato esponenzialmente. Dieci secondi, poi altri dieci, poi altri dieci. Il primo minuto viene completato a fatica. Ce ne sono altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grazia e l'elasticità vengono meno, mentre le parole del Sensei nella tua mente iniziano a colorarsi del riverbero della fatica che non riesci a scacciare, ma a rimandare di qualche secondo prezioso, fino al suono liberatorio della campana vicino al ring.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finita una campana, ce n'è un'altra. E poi un'altra. Respira. Recupera. Respira. Il respiro è vita, pensi, e il Sensei te lo legge sul volto. &lt;i&gt;"Respira correttamente&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Kihon.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai il terrore di sbagliare. Una gabbia fredda dentro un'altra gabbia fredda, quella di non esprimere sensazioni esplosive nella giusta maniera. Forse il tuo scrivere è solo uno stereotipo, un'immagine nella mente che non trova corrispettivo nel mondo reale ma solo in te stesso. Gabba che scrive poesie alle elementari e alle medie, che scrive canzoni da adolescente, che ne esegue altre da adulto. Forse solo un sogno sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heikō Dachi. Comandi. Inizio. I movimenti sono un po' impacciati, e non acquistano precisione man mano che i &lt;i&gt;minuti-come-ore&lt;/i&gt; trascorrono. Gabbia fredda dentro altra gabbia fredda. Rompere la gabbia fredda della staticità e rompere quella di una scrittura inutile. Due obiettivi ambiziosi. Due prigioni di ghiaccio da sciogliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Potenziamento.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre pensi al tempo che ti separa dall'inizio di nuovo anno accademico Shinseikai, scorri nella mente, come diapositive in bianco e nero, le immagini e i suoni e le sensazioni che hai lasciato per due mesi e che ritroverai - in breve tempo - nel fatidico &lt;i&gt;primo allenamento&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le flessioni sono quasi dolorose, e capisci che sono un piccolo campione di quello che sarà il programma che ti aspetta. L'&lt;i&gt;ora-come-giorno&lt;/i&gt; sembra non finire mai, così come sembrano senza fine i movimenti che scandisci con i numeri giapponesi. Quelli li ricordi bene, anche nel velato torpore della fatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Yame!&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazi il Sensei per il tempo che ti ha dedicato, e continui ad essere preoccupato. Le parole non fluiscono. Il corpo non fluisce. Sei ancora dentro due gabbie. Fredde. Intuisci una relazione tra le due gabbie (parole-corpo) non meglio definita, e pensi che quando il corpo inizierà a sbloccarsi le parole seguiranno la fluidità che ti aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;[Domenica, 29 Agosto, 2010]&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Altro scritto, altro foglio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Nella gelida gabbia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;Un granello, l'orgoglio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;i&gt;In tempesta di sabbia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'orgoglio non riempie magicamente un foglio di carta vuoto, e non ti porta magicamente ad una buona sessione Shinseikai. Hai due finestre sul tuo schermo: la spiegazione tecnica del blocco dello scrittore su Wikipedia e il documentario con Nicholas Pettas sul Sumo che contiene il volto dello Yokozuna che riempie gran parte dello schermo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in secondo piano l'onanismo pseudoletterario per dedicare maggior attenzione alle parole dello Yokozuna, il Campione dei Campioni di Sumo. Capisci che il suo sguardo non trasuda orgoglio, ma dedizione. Le sue parole non contengono superbia, ma umiltà. I suoi occhi non trasmettono facili scorciatoie, ma sacrificio e costanza. E forse capisci che l'incapacità di scrivere è legata a doppio filo al desiderio di rimpicciolire l'EgOrgoglio e di esercitarsi. Talento come desiderio di allenarsi. Shinseikai, scrittura, desiderio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente apri un'altra finestra. Inizi a scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 12.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Shinseikai V - Un racconto breve, parte 2.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 12.0px Helvetica; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 14.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 11px/normal 'Courier New'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;E' ora di svegliarsi, Gabba".&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 11px/normal 'Courier New'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; min-height: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La nuvola dell'inconscio sonnolento è ruvida e spessa, ma non abbastanza da impedirmi di ricordare l'incauta sostituzione della voce-Sveglia con la voce maschile di Falsoni, il clown-tenore più famoso di Bagnalia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Decido che la vera causa di ciò è da imputare ai miei problemi con le donne, e spero che questa rivelazione si sostanzi in un impeto di adrenalinica reazione che mi aiuti a scacciare le streghe del sonno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Nulla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;La testa continua a centrifugare sabbia desertica in maniera inelegante, ma la paura di risentire la voce della Sveglia-maschio - peggiore della precedente caustica muliebre - mi fa azionare automaticamente il comando di spegnimento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Stavolta, però, mi sono fatto furbo: l'impostazione per interrompere la sequenza del risveglio non è più vocale. A quest'ora del mattino la voce non sarebbe riconoscibile neanche dalla mia vecchia, &amp;nbsp;figuriamoci dalla Sveglia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Batto le mani due volte e mezza, la Sveglia maschio acchiappa al volo l'occasione e con tipica solidarietà maschile spiattella senza ombra di pietà e misericordia le informazioni della giornata, incluse quelle inutili, per poi spegnersi indifferente. Tipico da maschio, ha fatto i suoi comodi e poi se ne va.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;E' un lunedì. Niente pausa asciutta, e se ci fosse stata, non sarei stato in grado di percepirla.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: normal normal normal 13px/normal 'Trebuchet MS'; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Il synthè continua a far schifo. Fa più schifo del solito. O forse i residui delle papille sono stanchi. Forse uscirò.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non so se quello che hai scritto ti piace, ma hai cominciato. Hai cominciato a scrivere. Pieghi un angolo della bocca in una smorfia equivalente all'antenato preistorico di un sorriso, e continui. E così farai con la disciplina Shinseikai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6836098261568752086?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6836098261568752086/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6836098261568752086' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6836098261568752086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6836098261568752086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/08/la-gabbia-fredda.html' title='La gabbia fredda'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5227623340997204532</id><published>2010-07-04T18:57:00.002+02:00</published><updated>2010-07-25T22:28:09.848+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il Doppio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Enrico.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho sempre sentito parlare di questo Enrico dagli studenti del Dojo, a vario titolo e con differenti impressioni, e l'unica cosa certa è che non sono riuscito mai ad incontrarlo. Non è su Facebook, non cinguetta su Twitter, non lascia traccia sui blog, ed esiste solo uno striminzito profilo sulle biografie dei professori associati dell'Università di Roma. Un dottore. Di quelli che curano i malati. Che frequenta il Dojo, e che non riesco ad incrociare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà come sarà.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà un fighetto figlio di papà, con macchina SUV al seguito e la falsa untuosità dei ricchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni volta che arrivo al Dojo sento la sua presenza, come un odiato ospite che si è appena alzato dalla tua poltrona preferita, lasciando la sua impronta ed il suo odore, e facendo perdere rapidamente le sue tracce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizio ad odiarlo, io.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Irene parla di &lt;i&gt;una persona tranquilla, con occhi tristi, non particolarmente ciarliero, con un'aria da nobile&lt;/i&gt;. Lo dicevo. Un fighetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando arrivo nel parcheggio del Dojo spero - ogni volta - di notare una macchina nuova, non appartenente alle solite che scandisco con gli occhi quando arrivo in anticipo. E cioè sempre. Immagino che lui arrivi sempre in ritardo, con quell'espressione da finto cane bastonato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arduino lo descrive come &lt;i&gt;uno che cammina silenziosamente, con passo controllato, quasi volesse confondersi con la selva di rumori che lo circondano&lt;/i&gt;. Lo sapevo. Uno snob.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al termine di una delle ultime lezioni sono uscito dagli spogliatoi per ultimo, lentamente, dato che la mia zoppia è stata aggravata da un breve kumite con il Sensei. Uno degli armadietti era chiuso. Ero sicuro, sicuro, &lt;i&gt;sicuro&lt;/i&gt; che fosse il &lt;i&gt;suo&lt;/i&gt; armadietto, e per un attimo la tentazione di forzarlo e di vedere quel che c'era dentro è stata più forte di qualsiasi pulsione io abbia mai provato. L'arrivo improvviso del Sensei ha rimandato l'occasione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lorenzo si riferisce a lui come &lt;i&gt;una persona difficile da comprendere, e con la testa piena di pensieri. E quando - finalmente - riesce a risponderti, tu credi stia pensando ad un'altra cosa.&lt;/i&gt; Lo sapevo. Culturame dei miei stivali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sono venute altre idee balzane in testa, oltre alla forzatura dell'armadietto. Indagare attraverso il Sensei sulla sua provenienza, ingaggiare amici per investigare sulle sue abitudini, persino corrompere Tullio per registrare su video una lezione che lo vede partecipante attivo e che immancabilmente mi vedrà impegnato in altre faccende. Ma nulla, Sensei e Senpai sono abbottonati, e non rispondono neanche alla più sottile delle domande.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cico - attraverso il suo inguaribile ottimismo - mi racconta di u&lt;i&gt;na persona tutto sommato positiva, con prestazioni atletiche e concentrazione sulla media, che ogni tanto sorrideva alle battute e gli scherzi del dopo allenamento nello spogliatoio maschile&lt;/i&gt;. Lo sapevo. Un debole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più ci penso e più il sangue mi bolle al pensiero di questa specie di fantasma che non riesco a trovare. Gliela farei vedere io, a questo fighetto debosciato. Allora sì, che utilizzerei anca e spalla nei colpi. Lo prenderò. Lo prenderò e gli farò vedere chi è Edoardo Hyde. Ve lo giuro su quello che mi è di più caro: questo maledetto Enrico Jekyll ha le ore contate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5227623340997204532?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5227623340997204532/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5227623340997204532' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5227623340997204532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5227623340997204532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/07/enrico.html' title='Enrico.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8238438217131960408</id><published>2010-06-23T14:09:00.001+02:00</published><updated>2010-06-23T14:12:45.696+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OSU'/><title type='text'>The Beginning.</title><content type='html'>Ho pensato a mille - e non più di mille - modi per scrivere un post adeguato ad un clima agrodolce di festa (dolce per il clima festoso, acre per la fine di un ciclo), come il termine di un anno accademico Shinseikai. Ed ogni singolo modo non mi sembra appropriato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo al modo "Forrest Gump". &lt;i&gt;Il Sensei continua a correre, noi corriamo dietro lui. Il Sensei si ferma, noi ci fermiamo. Il Sensei dice: "Sono un po' stanchino, penso che me ne tornerò a casa". Noi diciamo: "E cosa facciamo adesso?".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Pensavo al modo "2001". &lt;i&gt;Una scimmia antropomorfa si accorge dell'esistenza di un monolito nero, si avvicina cauta, lo tocca, e dopo un cambio repentino di inquadratura si trasforma in uno studente di Karate completo di Karategi, Obi, paratibie e guantoni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Pensavo al modo "Odissea". &lt;i&gt;Il Sensei lascia il Dojo per lidi sconosciuti, viene trattenuto per 30 giorni dai capricci degli dei, ritorna nel Dojo per vederlo inaspettatamente pulito, ordinato, con tutti gli armadietti funzionanti e le docce biancosplendenti come in un hotel di Stoccolma a 5 stelle.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Pensavo al modo "Conte di Montecristo". &lt;i&gt;Il Sensei viene esiliato da individui oscuri, che prendono il possesso del Dojo a fini televisivo-pubblicitari (documentari sugli effetti del Karate nella terza età). Sotto mentite spoglie, il Sensei ritorna al Dojo presentandosi come il Conte Calippo Filà e si vendica propinando due calcetti a ciascun cattivo, riuscendo a riappropriarsi del Dojo e ricominciando le regolari lezioni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedete, ogni modo è sbagliato. L'errore, probabilmente, è compararlo con altre esperienze del passato, cercando le possibili analogie e le ovvie differenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre, invece, far tesoro delle nuove esperienze, ricordarne i punti difficili, quelli comici (ridere di noi stessi è quello che ci distingue dalle amebe) e - per i più fortunati - la serenità interiore che ne può derivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente ho tentato di seguire un tracciato attraverso un blog, strumento moderno, di semplice accesso e di altrettanto banale composizione, con risultati alterni. Non ho riletto i post, forse un giorno lo farò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dojo mi mancherà, il blog mi mancherà. Ogni fine ha un suo inizio, e quindi questo è un post di un nuovo inizio. Vedremo cosa ci riserverà il percorso che - da bipedi - ci è stato assegnato dalle mutevoli condizioni dell'universo. E, come per ogni rappresentazione teatrale (&lt;i&gt;tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne son soltanto degli attori, che hanno le loro uscite e le loro entrate&lt;/i&gt;), vi invito alla regola aurea suggerita dal capocomico, dopo gli applausi finali, all'audience che sta lentamente uscendo dal teatro: "Se vi è piaciuto ditelo, se non vi è piaciuto tenetelo per voi".&lt;br /&gt;Arrivederci, OSU!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8238438217131960408?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8238438217131960408/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8238438217131960408' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8238438217131960408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8238438217131960408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/06/beginning.html' title='The Beginning.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8094141353057162397</id><published>2010-06-16T18:44:00.001+02:00</published><updated>2010-06-16T18:47:56.776+02:00</updated><title type='text'>(I miei) 10 motivi per odiare l'estate.</title><content type='html'>&lt;ol&gt;&lt;li&gt;D'estate (non tutta, fortunatamente), il Dojo tende ad essere chiuso. Come farò?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ho pelle iperborea ed incompatibile con i fotoni terrestri, mi mazzancollo dopo 30 secondi di esposizione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Un viaggio a vicine località balneari è desiderabile come un esame della prostata.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il caldo è poco compatibile con il rock'n'roll, l'hard rock, l'heavy metal e le musiche ad alta energia.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Le piscine sono piene di bipedi in balneazione e non di nuotatori. Sconsigliabili a chi si reca in una piscina sperando di effettuare attività fisica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il mio primo Luglio senza Dojo durerà circa 90 giorni percepiti. Un mese quanto un trimestre.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dovrò comunque indossare il Karategi almeno una volta alla settimana, altrimenti lui indosserà me.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Le attività fisiche sostitutive aiutano, ma esaltano la lontananza ed il desiderio di ritornare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Alla riapertura del Dojo ci aspetta la &lt;i&gt;prova panettone estivo &lt;/i&gt;(chi frequenta, sa). Tremo all'idea.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Cosa ritroveremo negli spogliatoi del Dojo dopo mesi di inattività? (&lt;i&gt;non aprite quella porta&lt;/i&gt;)&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div&gt;Oh, Deità dei Mawashi e delle flessioni Seiken, datemi la forza di sentirmi nel Dojo anche se sono lontano... l'attesa del ritorno sarà meno pesante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(Inchino).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8094141353057162397?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8094141353057162397/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8094141353057162397' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8094141353057162397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8094141353057162397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/06/i-miei-10-motivi-per-odiare-lestate.html' title='(I miei) 10 motivi per odiare l&apos;estate.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3898925591829712888</id><published>2010-06-08T14:38:00.003+02:00</published><updated>2010-06-08T14:40:36.838+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sensei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Racconti Shinseikai brevi.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TA45jwgPhlI/AAAAAAAAAM0/8GAtN2fg8k8/s1600/Sensei.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TA45jwgPhlI/AAAAAAAAAM0/8GAtN2fg8k8/s200/Sensei.png" width="168" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studente bussò alla porta del Dojo. Il Maestro aprì la porta lentamente, e chiese:&lt;br /&gt;"Che cosa cerchi?"&lt;br /&gt;Lo studente rispose, esitante:&lt;br /&gt;"Non lo so".&lt;br /&gt;Il Maestro pensò, e poi disse:&lt;br /&gt;"Puoi entrare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studente bussò alla porta del Dojo. Il Maestro aprì la porta, e chiese:&lt;br /&gt;"Chi sei?"&lt;br /&gt;Lo studente rispose:&lt;br /&gt;"Non lo so".&lt;br /&gt;Il Maestro disse:&lt;br /&gt;"Puoi entrare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo dopo tre giorni di cammino tra i rovi, e bussò alla porta. Il Maestro aprì la porta a metà, e chiese:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Da dove vieni?".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Vengo da tre giorni di cammino tra i rovi, e ho sudato sette camicie - che non posseggo - &amp;nbsp;per arrivare qui, conquistare un posto nel tuo Dojo, ed apprendere i tuoi insegnamenti, Sensei".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro chiuse la metà della porta, e non la riaprì.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo in una carrozza trainata da due cavalli neri.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Scese, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì la porta, e rimanendo sulla soglia disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Perchè sei qui?"&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Mi annoiavo".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro fece entrare lo studente, e pensò:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Da ora non lo farai".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo con la sacca sulle spalle, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì la porta, e aspettò le parole dello studente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Che non aprì bocca.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il maestro fece entrare lo studente, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Benvenuto".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo un giorno prima, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro non c'era, stava allenando un altro studente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente aspettò. Il giorno dopo, bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì la porta, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Da quanto sei qui?".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Da ieri".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro chiuse la porta senza alcuna spiegazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo con la faccia gonfia e pesta, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Guardò lo studente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo anticipò, dicendo:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Non è il momento".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;E chiuse la porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo completamente coperto di fango e polvere, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Di cosa hai bisogno?".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Di acqua, per lavarmi".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro fece strada, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Puoi entrare".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Nessuno rispose.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Bussò di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Nessuno rispose.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Bussò ancora, più forte.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Nessuno rispose.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente mise la sacca sulle spalle e tornò sui suoi passi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Dietro la porta, il Maestro, sospirò.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo, e bussò alla porta.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì, e mise in mano allo studente una scopa.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente iniziò a spazzare l'ingresso, ed una volta finito l'ingresso fu invitato dal Maestro a spazzare i locali del Dojo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;-----------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente arrivò al Dojo con una domanda ben precisa in testa.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La paura di essere rifiutato era pari alla curiosità che serbava oramai da tempo dentro di sé.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Si fece forza. Bussò alla porta del Dojo, tre battiti inequivocabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro aprì, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Cosa vuoi sapere?".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Lo studente rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Sensei, perché alcuni studenti riescono ad entrare ed altri no?".&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Il Maestro sorrise, si scostò di lato, e disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Entra pure, te lo insegnerò".&lt;/div&gt;E, sorridendo, chiuse la porta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3898925591829712888?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3898925591829712888/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3898925591829712888' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3898925591829712888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3898925591829712888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/06/racconti-shinseikai-brevi.html' title='Racconti Shinseikai brevi.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/TA45jwgPhlI/AAAAAAAAAM0/8GAtN2fg8k8/s72-c/Sensei.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4900935968278704036</id><published>2010-05-23T11:02:00.002+02:00</published><updated>2010-05-23T11:05:11.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>La storia di P.</title><content type='html'>"E' uno strano."&lt;br /&gt;I compagni del Dojo dicevano questo. Non apertamente, e non in maniera provocatoria, ma lo pensavano - pur rispettandolo - e lo dicevano appena sottovoce. Arrivava nel Dojo con un'aria assorta, come di chi sta pensando intensamente alla risoluzione di un problema matematico, anche se di matematico - lui - non aveva proprio nulla.&lt;br /&gt;Io conosco la sua storia, e prudentemente l'ho tenuta per me, non volendo fare la figura del parolaio matto. Ma sento di doverla raccontare, altrimenti sarò costretto dalla mia seconda moglie a vendere i diritti a Tristalia 3000 o altra rivista scandalistica incassando striminziti profitti ed al contempo schiacciando quel che rimane della mia coscienza sotto il peso infame del rimorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. era strano. Un ragazzo verso i 25, troppo vecchio per essere un &lt;i&gt;teenager&lt;/i&gt;, troppo giovane per essere un padre di famiglia (non sono mica tutti fessi come me). Corporatura media, capelli neri brillanti, sguardo di chi la sa lunga e tristezza mista a bontà d'animo percepibile a trecentodue cubiti di distanza. Si presentò al Dojo e puntò direttamente al Sensei chiedendo di poter partecipare alle lezioni.&lt;br /&gt;Ricordo l'impatto che la sua voce ebbe su di me. Italiano perfetto, timbro squillante, come di uno &lt;i&gt;speaker&lt;/i&gt; professionista, eppure controllato in modo da non disturbare l'ambiente circostante.&lt;br /&gt;Il Sensei chiese se aveva con sé il cambio, ed alla risposta affermativa accordò una lezione di prova, da consumarsi subito. Da quella volta, P. fu una presenza costante ed invisibile del Dojo. Costante per la sua capacità di materializzarsi sempre e comunque all'ora prestabilita, nonostante &lt;i&gt;tuonifulmininfluenzecaldoestatenevegrandinescioperodegliautobus&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Invisibile perchè P. parlava solo se veniva interrogato. Mi spiego, non era un burbero. Era sempre cordiale con tutti, e rispondeva puntuale alle domande. Ma non era un conversatore professionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi colpì quasi subito fu il suo rispetto per la vita. Qualsiasi vita. Dal microbo all'elefante. Lo vidi sobbalzare quando Arduino scacciò garbatamente un insetto che si era avvicinato al suo sopracciglio destro, quasi volesse fermare il gesto per evitare che l'insetto potesse aver danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, giorno dopo giorno, &lt;i&gt;martedì giovedì ed a volte sabato&lt;/i&gt;, P. frequentò il Dojo con dedizione e (a parere del Maestro) successo. Cercai di attaccar bottone in tutti i modi (proprio io, estroverso come una lattina) e ad ogni affondo, ogni offerta, ogni riferimento, ogni tentativo di dialogo lui rispondeva con una parata - garbata - ed un diniego di continuare la conversazione. Man mano che il tempo passava iniziavo a maturare delle idee strane. Sembrava un personaggio al di fuori del contesto che siamo comunemente chiamati a valutare ogni giorno, e fu naturale per me metterlo sotto osservazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo cinque mesi di appostamenti degni del miglior Holmes (Sherlock, non John) riuscii a vederlo profondamente turbato in tre occasioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;dopo una battutaccia da osteria di Simone verso i gusti sessuali dell'audience, e la pronunzia orfica dell'epiteto "&lt;i&gt;Siete proprio di legno&lt;/i&gt;".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dopo il rumoroso passaggio di un circo nella zona del Dojo, con conseguente attacchinaggio manifesti dello stesso nella porta esterna della palestra.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dopo l'abbattimento di un albero malato nel giardinetto antistante il Dojo, in genere frequentato da bipedi di varia natura e spettro sociale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;Il mio cervello iniziò a mulinare vorticosamente (succede poche volte l'anno) cercando la correlazione tra gli eventi e la loro collocazione nell'&lt;i&gt;affare P&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'elemento decisivo della mia investigazione si manifestò in tarda primavera. Nel rito della spoliazione ante riscaldamento, P. spostò la sua borsa appena un millimetro oltre il consentito, inclinandola leggermente e facendo fuoriuscire una busta dall'aspetto molto antico, da cui uscì una vecchissima foto che svolazzò fino ai miei piedi, mancando miracolosamente la fanghiglia del pavimento dello spogliatoio. Riuscii a sbirciare la foto, un vecchio ritratto in bianco e nero, appena prima del velocissimo recupero da parte di P. della preziosità perduta. Era una signora del secolo scorso, sulla cinquantina, bellissima, con un vestito strano. Sulla foto, una dedica in bella calligrafia, che mi fece raggelare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passai il resto dell'allenamento in &lt;i&gt;trance&lt;/i&gt;, svegliato solo dalle urla del Maestro che cercava inutilmente di portarmi al passo degli altri.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sapevo che P. sapeva che io sapevo. La mia vita divenne funzione dell'attesa del prossimo allenamento, che puntualmente arrivò. &amp;nbsp;Mi presentai con un anticipo enorme e con un cuore piccolo piccolo, aspettando la comparsa di P. e del suo mistero. P. arrivò puntuale come le tasse di Maggio, entrando nel Dojo con aria tranquilla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi avvicinai, cercando di dissimulare la mia terrorizzata impazienza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;P. mi guardò. Non avevo mai visto quegli occhi azzurri così profondi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Tu sei... Pinocchio".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;P. si produsse nell'unico, vero sorriso mai ho visto fare ad una persona.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo quell'allenamento non lo vidi più, ma il suo sorriso è ancora dentro di me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4900935968278704036?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4900935968278704036/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4900935968278704036' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4900935968278704036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4900935968278704036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/05/la-storia-di-p.html' title='La storia di P.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5968813983718029176</id><published>2010-05-08T08:52:00.002+02:00</published><updated>2010-05-08T08:54:22.788+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Blog'/><title type='text'>Changed vs. Unchanged</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riapro la porta del blog dopo una - voluta - lunga pausa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog era lì, il Dojo era là, ed ora li mettiamo di nuovo in comunicazione. Il blog, però, ha bisogno di essere aggiornato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;(Pensieri).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se dovessi sovrapporre una diapositiva del Dojo dall'ultimo post con quella dell'ultimo allenamento mi accorgerei, in effetti, che alcune cose sono completamente cambiate, ed altre - ringraziando le deità dell'&lt;i&gt;Acido Lattico&lt;/i&gt; e dei &lt;i&gt;Dolori del Giorno Dopo&lt;/i&gt; - sono rimaste eterne, immutabili e garanzia del &lt;i&gt;continuum&lt;/i&gt; spazio-temporale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perchè non stilare una lista dei cambiamenti e confrontarli con le costanti gravitroniche del Dojo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presto fatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Cose che sono cambiate.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;La fila delle cinture colorate, durante la concentrazione, è &lt;i&gt;lunghissima&lt;/i&gt;!&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;La fila delle cinture bianche, durante la concentrazione, soffre di nanismo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Ivano il Giallo è diventato Ivano il Blu.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Arduino il Bianco è diventato Arduino il Giallo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Gli armadietti a salto quantico (vedi post precedenti) iniziano a perdere le proprietà magiche: a volte ritrovi esattamente quello che hai messo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Le giornate si sono allungate, ed i sensori dell'illuminazione esterna sponsorizzati da Google &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Algorithm"&gt;Algorithms&lt;/a&gt; sono definitivamente sublimati.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Francesco si è infortunato, e lo aspettiamo di nuovo al Dojo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Mattia sta recuperando, e lo aspettiamo di nuovo al Dojo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Cose che non sono cambiate.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Lo spogliatoio del Dojo ed i suoi terreni di coltura rimangono invariati.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Le cabine della sorpresa (le docce) continuano a congelare/ustionare gli studenti.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;I ganci bastardi sono ancora bastardi.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Il cesto degli orrori è sempre al suo posto, e continua a guardarti beffardo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Gabba il bianco è ancora Gabba il bianco.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Il livello di Smemorina (vedi post precedenti) è ancora su valori Europei.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A breve, la lista delle cose che cambieranno. Perchè cambieranno, ne sono sicuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5968813983718029176?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5968813983718029176/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5968813983718029176' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5968813983718029176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5968813983718029176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/05/changed-vs-unchanged.html' title='Changed vs. Unchanged'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1550534327364475305</id><published>2010-04-19T09:48:00.000+02:00</published><updated>2010-04-19T09:48:24.993+02:00</updated><title type='text'>19 Aprile 2010.</title><content type='html'>E' tempo di far tacere i pensieri e darsi da fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1550534327364475305?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1550534327364475305/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1550534327364475305' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1550534327364475305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1550534327364475305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/04/19-aprile-2010.html' title='19 Aprile 2010.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6218281449391503239</id><published>2010-04-06T11:09:00.000+02:00</published><updated>2010-04-06T11:09:54.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mokuso'/><title type='text'>Lettera ad un blog mai aperto.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La &lt;i&gt;sindrome da foglio bianco&lt;/i&gt; non mi ha mai spaventato. La ritengo, anzi, una utile tensione emotiva in grado di catalizzare pensieri, idee ed arzigogolati percorsi mentali che girano, per ora, su di un'orbita &lt;i&gt;lontano-asincrona&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Man mano che il foglio muta dal bianco al nero, senza nessuna magia, i pensieri vengono attratti da esso e si condensano, si uniscono, si modellano per diventare qualcos'altro, pronto per essere valutato e posto nella lista delle cose che aiutano il foglio ad incresparsi, ad invecchiare, ad ospitare le parole come un oste fa con un viandante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tecnologia, nostro malgrado, ci toglie parte del piacere tattile (e, sospetto, anche un certo tipo di memoria collegato all'attività fisica dello scrivere su carta) che è difficile rimpiazzare per mezzo di un gadget tecnologico o dell'ultima trovata fattucchierostregonistica che invaderà il mercato da qui a qualche giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tecnologia privilegia la velocità, il pensiero privilegia l'introspezione, la calma, la capacità di riflettere. Non è semplice governare tutte e due le direzioni, una che ci arriva dal mondo e l'altra che dovrebbe sorgere dal nostro intimo. La cosa rilevante, forse, è capire quanto le due cose &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; sono in relazione tra loro. Scrivo sul mio blog grazie alla facilità con cui gli stregoni d'oltreoceano mettono le risorse tecnologiche a disposizione di tutti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La facilità d'uso, però, comporta qualche piccolo sacrificio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il foglio di un blog non si increspa, non viene consumato dalle cancellature, non viene scolpito dalla punta di una penna, e non &lt;i&gt;ricorda&lt;/i&gt; perché non &lt;i&gt;è&lt;/i&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog sembra un sospetto non-luogo, che forse è affrontabile conservando la carica emotiva sprigionata dallo scrivere e coniugando la naturale curiosità di un normale bipede con il contrasto ad un troppo facile neo-luddismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog viene, da molti, ritenuto uno strumento di democrazia. Da tutti è utilizzato per scrivere. Da molti è utilizzato per comunicare. Da diversi è utilizzato come uno strumento di insufflazione del proprio ego (&lt;i&gt;Ego 2.0&lt;/i&gt;) correlato ad un mutato sistema linguistico e di comunicazione (&lt;i&gt;Language 2.0&lt;/i&gt;). Qualsiasi sia lo spirito con cui si affronta la scrittura di un diario condiviso, è bene ricordare la differenza tra velocità ed introspezione. Tutte e due importanti, tutte e due diverse e forse complementari.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le condizioni di oggi mi trovano con tosse, pallore, e nera figura colante muco come Alien 3. &amp;nbsp;Soprattutto, senza alcuna possibilità di praticare la disciplina Shinseikai che sto affrontando dalla fine dell'estate scorsa.&amp;nbsp;Sono forzato, quindi, all'introspezione. Ricorderò con piacere questi momenti quando sarò in grado, nuovamente, di sfidare l'età, la gravità, la vetustà ed altri sostantivi accentati in uno dei prossimi allenamenti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo, &lt;i&gt;mokuso&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6218281449391503239?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6218281449391503239/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6218281449391503239' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6218281449391503239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6218281449391503239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/04/lettera-ad-un-blog-mai-aperto.html' title='Lettera ad un blog mai aperto.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2915501320004444465</id><published>2010-03-31T06:08:00.004+02:00</published><updated>2010-03-31T16:54:07.295+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><title type='text'>Folklore IV</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Dojo ha un'anima, che è l'essenza stessa della disciplina che frequentiamo a giorni pari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non di solo pane si vive, e quindi l'anima va nutrita con frequenza, passione, credibilità, voglia di fare, rispetto, ed altre qualità che le Anzianità del Dojo saranno felici di spiegarVi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'anima del Dojo, però ha la sua controparte. Il lato oscuro. E, credetemi, non sono gli avventori con cattive intenzioni o i rubacinte e suppellettili che frequentano (molto) raramente gli spogliatoi: sono gli spiriti che frequentano gli asciugacapelli ed i ganci per accappatoi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;I ganci bastardi&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I ganci preposti all'impiccagione degli accappatoi, utilizzabili ante-doccia ed opportunamente posizionati vicino ad ogni &lt;i&gt;cabina della sorpresa&lt;/i&gt; (vedi post precedenti), sembrano di materiale solido e durevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente di più sbagliato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I ganci (domanda a risposta multipla) sono: a) termoplastici b) repulsori c) dotati di anima voodoo d) semplicemente bastardoni, e si ribellano continuamente al loro istituzionale dovere di tenere lontano da terra l'asciugamano o accappatoio necessario ad evitare bronchiti asmatiche e malattie da raffreddamento dovute ad asciugatura incompleta o impossibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tu appendi l'accappatoio o l'asciugamano al gancio, e &lt;i&gt;oplà&lt;/i&gt;, il gancio bastardo la lascia scivolare a terra rendendolo utile come &lt;i&gt;mappina&lt;/i&gt; di napoletana memoria o come innominabile e sacrificabile residuo radioattivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardate bene il gancio, prima di appendere. Se si muove o ride, lasciate l'accappatoio in borsa ed uscite grondanti, meglio asciugarsi dopo che mai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;I phontergeist&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Acronimo testé coniato per rappresentare l'unione di un asciugacapelli con un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poltergeist_(spirito)"&gt;poltergeist&lt;/a&gt;, rappresenta la volontà da parte del soffiatore elettrico di accendersi e spegnersi a suo assoluto piacimento. Il phon si accende quando dice lui, e si spegne quando decide lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo lunghe ed accurate misurazioni di persone in attesa e tempi di funzionamento medio, sono stato in grado di studiare e stabilire una formula che rappresenta il comportamento corretto dell'asciugacapelli durante una regolare sessione di lavoro (un'ora):&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;T = 1 / n + (h/10)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dove T è il funzionamento per sessione espresso in secondi, n è il numero di persone in attesa della disponibilità del phon fetentone e h è l'indice di umidità relativa dello spogliatoio del dojo. In pratica, affollamento ed umidità rendono il povero studente Shinseikai soggetto a malanni di stagione anche fuori stagione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sto pensando di comprarmi un asciugacapelli nucleare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2915501320004444465?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2915501320004444465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2915501320004444465' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2915501320004444465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2915501320004444465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/folklore-iv.html' title='Folklore IV'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8103828230163939438</id><published>2010-03-26T08:54:00.002+01:00</published><updated>2010-03-31T16:47:42.208+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Le basi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Kihon rappresentano la &lt;i&gt;grammatica&lt;/i&gt; del Karate. Non si può scrivere un sonetto, una poesia, un racconto breve, un romanzo, un'opera se non si conoscono perfettamente le regole di base. Così come non è pensabile crescere nella disciplina marziale se i movimenti di base non sono eseguiti correttamente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8103828230163939438?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8103828230163939438/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8103828230163939438' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8103828230163939438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8103828230163939438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/le-basi.html' title='Le basi.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6300190706705041574</id><published>2010-03-25T06:39:00.004+01:00</published><updated>2010-03-26T15:59:15.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Shinseikai V - Da bimbo a uomo</title><content type='html'>Dondola bimbo dondola lento&lt;br /&gt;fatti cullare dal caldo e dal vento&lt;br /&gt;tra i rami dell'albero nascondi la testa&lt;br /&gt;lì tra le foglie dov'è la tua cesta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forti le mani, forti le braccia&lt;br /&gt;salti tra i rami voltando la faccia&lt;br /&gt;il bimbo cresce ed inizia a girare&lt;br /&gt;ed al suo nido deve poi ritornare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cresce l'età e cresce l'ardire&lt;br /&gt;i Leoni lì sotto si fanno sentire&lt;br /&gt;volando veloce via dal periglio&lt;br /&gt;rimiri le fiere dal vecchio giaciglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da uomo vuoi scendere e ricordi la culla&lt;br /&gt;e ascolti i ruggiti che vengon dal nulla&lt;br /&gt;pensi al destino e al bimbo che era&lt;br /&gt;all'uomo straniero in terra straniera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai un calcio alla culla che cade giù&lt;br /&gt;quell'uomo sull'albero non tornerà più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;[ dedicato, con passione e rispetto, a mio padre&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;]&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6300190706705041574?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6300190706705041574/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6300190706705041574' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6300190706705041574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6300190706705041574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/shinseikai-v-da-bimbo-uomo.html' title='Shinseikai V - Da bimbo a uomo'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2554441814596986990</id><published>2010-03-22T17:09:00.000+01:00</published><updated>2010-03-22T17:09:48.668+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Il Match</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccomi qui di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Indosso il &lt;i&gt;karategi&lt;/i&gt; lentamente, alla ricerca di un rito che non ho mai praticato. Il &lt;i&gt;karategi&lt;/i&gt; profuma ancora di casa, di lontano, di quello che non mi è possibile raggiungere ora. La mia&lt;i&gt; obi &lt;/i&gt;stride, ed emana sentore di allenamento, di lotta, di fatica, di traguardi prefissati e mai raggiunti.&amp;nbsp;I rumori intorno mi giungono ovattati, come se avesse nevicato. Sento voci ed urla ed applausi, ma non riesco a riconoscerne l'origine o la lingua.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tensione fa male, sento di avere il fiato corto e mi convinco che il match deve ancora iniziare, che il dolore e la resistenza al dolore verrà dopo, e che devo utilizzare la tensione, e non subirla. Utilizzarla per concentrarmi e non per annegare nell'ansia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I tentativi di svuotare la mente stimolano - evidentemente - gli emisferi cerebrali a sfogliare velocemente le diapositive dei ricordi, degli affetti, delle esperienze, come carte distribuite su un tavolo verde a cui non siede nessun giocatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno mi dice che è ora di iniziare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo seguo in un lungo corridoio che è leggermente più alto me, buio, dove le ombre dei miei accompagnatori sembrano un film in bianco e nero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esco alla luce dei riflettori che feriscono i miei occhi, ed anche se abbacinato intravedo le braccia delle persone che si muovono, e non sento alcun rumore. Dal bianco accecante le forme iniziano ad avere un senso: il ring, gli addetti ai lavori, i giudici, l'audience, l'arbitro che ha una faccia dura come il travertino, ma continuo a non sentire i suoni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi indicano il mio angolo, la mia casa del dolore, seguito dai miei accompagnatori con il volto sfocato. Le figure mi parlano, io non capisco quello che dicono, ma annuisco e non so perché. Mi fanno avvicinare al centro del ring, vedo il mio avversario e l'arbitro. L'arbitro ha un volto ed un vestito, l'avversario no. Non è invisibile, e non è completamente visibile. L'arbitro ci rimanda ai nostri angoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ding&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il suono della campana, invece, riesco a percepirlo correttamente. E' ora dell'inizio. Mi avvicino, il match ha inizio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'avversario scivola lateralmente e cambia guardia due volte, da &lt;i&gt;hidari&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;migi&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;hidari&lt;/i&gt;, repentino. Io finto una parata con il&amp;nbsp;&lt;i&gt;sune&lt;/i&gt;. Non contento, finto un &lt;i&gt;mawashi-geri gedan&lt;/i&gt;, e la seconda finta, inutile, fa partire l'avversario con un altro &lt;i&gt;mawashi-geri gedan&lt;/i&gt;, che paro, e con un &lt;i&gt;mae-geri&lt;/i&gt; a piena potenza che non riesco ad intercettare. Il colpo arriva come un maglio, la forza dell'intero corpo sullo stomaco mi toglie il respiro e lucidità, ed abbasso la guardia di qualche centimetro: l'avversario fa uno &lt;i&gt;switch&lt;/i&gt; e mi sfiora la tempia sinistra con un calcio circolare &lt;i&gt;jodan&lt;/i&gt;. Non capisco bene se sono riuscito a schivarlo oppure se sia un avvertimento dell'avversario, ma le ripetizioni di &lt;i&gt;tsuki&lt;/i&gt; al petto mi ricordano che forse la prima possibilità a cui penso è sempre quella che conta. Un&amp;nbsp;&lt;i&gt;sabaki&lt;/i&gt; riesce a tirarmi fuori dalla combinazione letale che l'avversario consuma in velocità mentre il dolore al petto fiacca le ultime energie di questo round.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ding&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ding&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ding&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ding&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riapro gli occhi, mi accorgo che il match era solo nella mia testa. Il dolore era immaginario. Il dolore era un sogno, il match era un sogno, tutto era un sogno. L'unica realtà è la campanella della sveglia. Sono solo le 6 e 03 di una mattina di primavera che tarda ad arrivare, grigia ed umida, e come tutti i sogni che iniziano e finiscono quasi immediatamente prima del risveglio, questo può essere ricordato. Non saprò mai chi fosse l'avversario, o il risultato del match. Non saprò mai cosa volessero dire queste immagini proiettate nella mente in una mattina che non prevedeva un match. Ed ecco che, semplicemente, l'intuizione si palesa: sognato, metaforico o vissuto, il match sarà sempre una prova da affrontare, e senza le mani sui fianchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2554441814596986990?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2554441814596986990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2554441814596986990' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2554441814596986990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2554441814596986990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/il-match.html' title='Il Match'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-8136497106862991454</id><published>2010-03-18T17:47:00.002+01:00</published><updated>2010-03-18T18:16:42.881+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Nonno Spaziotempo</title><content type='html'>Un tizio vestito in nero, con il cappello nero, cappotto nero, pantaloni neri, scarpe nere, occhiali neri, il volto coperto da una sciarpa nera, si avvicina a me e in maniera furtiva cerca di donarmi una scatola, nera. La scatola ha un aspetto innocuo e non aggressivo. E' bella e &amp;nbsp;strana, e sembra non entrare in sintonia con quello che mi circonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo cos'è. Mi viene risposto che è una scatola magica. Posso usarla solo tre volte. Faccio una battuta stupida sulla lampada del Dottor Aladino e l'uomo in nero muove leggermente la testa da sinistra a destra, paziente come se avesse previsto la battuta e non potesse evitarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magica in che senso, dico. L'uomo in nero scandisce le parole come se parlasse con un tredicenne brufoloso, e mi dice che posso viaggiare nel tempo per tre volte, e per tre volte potrò tornare &lt;i&gt;avanti&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quali condizioni, comunico al darkettone. Il liquiriziato mi dice che avrò solo tre occasioni, che devo sapere &lt;i&gt;quando&lt;/i&gt; andare e che sono in un giro da cui non riuscirò ad uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia fronte si imperla di sudore in 3.5 millisecondi, e l'uomo color carbone non c'è più.&lt;br /&gt;Torno a casa.&lt;br /&gt;Prendo un foglio di carta, una matita preistorica ed inizio a scrivere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;i&gt;Tornare indietro per far avverare una cosa buona&lt;/i&gt;: iniziare il Karate a sei anni anzichè a quarantasei.&lt;br /&gt;2) &lt;i&gt;Tornare indietro per evitare che una cosa cattiva accada&lt;/i&gt;: evitare a Mattia di rompersi il gomito facendogli studiare la registrazione video dell'incontro che lo vedrà protagonista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi blocco sul terzo punto.&lt;br /&gt;Mi addormento. Mi risveglio il giorno dopo, con i capelli fulminati, indice di notte insonne. Le borse sotto gli occhi sono griffate. Non riesco a decidermi.&lt;br /&gt;Poi, l'idea, il fulmine a ciel sereno: donare la scatola magica a qualcun'altro.&lt;br /&gt;Lo farò, è sicuro. Esco in strada per cercare vestiti adeguati allo scopo.&lt;br /&gt;Ed ho anche capito chi era lo spilungone nero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-8136497106862991454?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/8136497106862991454/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=8136497106862991454' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8136497106862991454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/8136497106862991454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/nonno-spaziotempo.html' title='Nonno Spaziotempo'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2181849174963653077</id><published>2010-03-03T18:08:00.008+01:00</published><updated>2010-03-04T17:05:15.497+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>Folklore III</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E' Marzo, che a Roma corrisponde ad una ipotetica stagione di mezzo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Marzo pazzerello&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; delle poesie di terza elementare, ahimè, non esiste più. Oggi esiste il Marzo in SUV che va contromano con il dito medio alzato e la certezza di farla franca dichiarando 12.000 Euro lordi annui, continuando ad andare in vacanza a Santo Domingo (non si mai, potrebbe rimanerci se la magistratura utilizzasse l'effetto speciale inventato nei laboratori di Stan Winston, il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fumus persecutionis&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Chi normalmente frequenta il Dojo, normalmente tra le 19.30 e le 21.30 dei giorni normalmente pari, è invece convinto che alcuni valori rimangono &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;immobili&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;immancabilmente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;immarcescibili&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;. Il Dojo è una certezza, un assioma, un organismo che continua a pulsare anche se il suo creatore ed ispiratore viene spedito in terra umidamente albionica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il Dojo è un essere fatto di artigli, denti e angoli vivi che ospiti e che inizia a farti male quando sei lontano, e quando cerca ti riportarti vicino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il Dojo è lì, e non ammette deroghe. Il Dojo continua anche (e soprattutto) quando non ci sei, e quando ritorni lo trovi 35 metri più avanti, perché nel frattempo lui ha proseguito, tu no.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dopo aver esplorato gli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;armadietti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;cesto degli orrori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, le &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;cabine della sorpresa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e gli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;spogliatoi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, la nostra attenzione viene catalizzata da due elementi riconducibili al tempo: il maledetto timer e le fasi dell'allenamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il maledetto timer&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il timer del Dojo è un monolito di massa e peso infiniti candidamente appoggiato su un armadio punico ad uso di ripostiglio. Il timer è parente stretto degli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;armadietti a salto quantico&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; (vedi uno dei post precedenti, oppure cerca &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.google.com/search?hl=it&amp;amp;q=%22armadietti+e+salto+quantico%22&amp;amp;btnG=Cerca&amp;amp;meta=&amp;amp;aq=f&amp;amp;oq="&gt;&lt;span style="color: #55208b; text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;armadietti a salto quantico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; su Google), e come tale ha un atteggiamento non riconducibile alla riproducibilità scientifica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il fetentone, infatti, dilata i tempi di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;kumite&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; (in maniera esponenziale se prevede la partecipazione attiva del Sensei) e riduce i tempi di recupero a pochi, miserabili, insufficienti &amp;nbsp;istanti che fuggono come l'umana giovinezza per lasciar posto ad altra sana e perspirante attività fisica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Tradotto in Casalottese, le botte durano tanto e il riposo dura poco. Non si hanno prove certe di un dolo, ma tutti sono sicuri che il timer se la rida ed acceleri (o rallenti) l'unica lancetta disponibile a suo esclusivo godimento.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Le fasi dell'allenamento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando il tempo degli esami si avvicina, le fasi dell'allenamento assumono lo spessore e l'intensità delle liriche di Ungaretti. E dell'autore ecco alcuni brani di poesie associate a momenti da ricordare:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 13.0px 'Courier New'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Arrivo al Dojo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mi illumino d'immenso&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 13.0px 'Courier New'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Preparazione e vestizione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Di che reggimento siete&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fratelli?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Parola tremante&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;nella notte&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Foglia appena nata&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nell'aria spasimante&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;involontaria rivolta&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dell'uomo presente alla sua&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;fragilità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fratelli&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 13.0px 'Courier New'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Riscaldamento dinamico&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E subito riprende&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;il viaggio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;come&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;dopo il naufragio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;un superstite&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;lupo di mare&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 13.0px 'Courier New'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Kihon&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E per la luce giusta,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Cadendo solo un'ombra viola&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sopra il giogo meno alto,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La lontananza aperta alla misura&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 13.0px 'Courier New'; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Kumite con il Sensei&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non sono mai stato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;tanto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;attaccato alla vita&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L'essere artigli denti ed angoli vivi mi ricorda che oggi è comunque un giorno Shinseikai, ma domani ci si allena - forse un giorno Shinseikai++ - &amp;nbsp;ed io &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;non sono mai stato tanto attaccato alla vita&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; :-).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; min-height: 18.0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font: 16.0px Arial; margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;OSU!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;dt&gt;&lt;br /&gt;&lt;/dt&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2181849174963653077?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2181849174963653077/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2181849174963653077' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2181849174963653077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2181849174963653077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/03/folklore-iii.html' title='Folklore III'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6588994129104346707</id><published>2010-02-27T14:33:00.001+01:00</published><updated>2010-02-27T14:38:06.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fear'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dune'/><title type='text'>Fear</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Tahoma,Helvetica,Sans-Serif', Verdana, Arial; font-style: italic; line-height: 17px;"&gt;"&lt;span style="font-family: Tahoma, Helvetica, sans-serif; line-height: normal;"&gt;Non devo avere paura. La paura uccide la mente.&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale.&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi.&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scrutero' il percorso.&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla.&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;Soltanto io ci sarò".&amp;nbsp;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;&lt;br style="line-height: 17px;" /&gt;[F. Herbert, Dune.]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RlZApz1sgzE"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=RlZApz1sgzE&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6588994129104346707?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6588994129104346707/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6588994129104346707' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6588994129104346707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6588994129104346707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/fear.html' title='Fear'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4451069580885934844</id><published>2010-02-25T11:51:00.001+01:00</published><updated>2010-02-25T11:51:45.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Black'/><title type='text'>L'umore di oggi.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S4ZWAKjiFZI/AAAAAAAAAL8/dgxPO3kR8HY/s1600-h/Screen+shot+2010-02-25+at+11.49.42+AM.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="307" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S4ZWAKjiFZI/AAAAAAAAAL8/dgxPO3kR8HY/s320/Screen+shot+2010-02-25+at+11.49.42+AM.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4451069580885934844?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4451069580885934844/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4451069580885934844' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4451069580885934844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4451069580885934844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/lumore-di-oggi.html' title='L&apos;umore di oggi.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S4ZWAKjiFZI/AAAAAAAAAL8/dgxPO3kR8HY/s72-c/Screen+shot+2010-02-25+at+11.49.42+AM.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-937215393237717605</id><published>2010-02-21T10:01:00.001+01:00</published><updated>2010-02-21T10:01:44.434+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Mokuso</title><content type='html'>&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Alle volte l'analogia Shinseikai - scacchi sembra ancora più valida. Non è pensabile presentarsi ad un incontro o ad un semplice allenamento se prima non hai definito il tuo obiettivo e la tua strategia. Preparazione atletica e tecnica sono necessarie, forse non sufficienti se la strategia non è pronta e l'obiettivo chiaro.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Un allenamento perso non è recuperabile. Ho perso una preparazione atletica e quarantacinque minuti di Kihon Martedì scorso, e Giovedì me ne sono accorto per intero.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La differenza tra essere pronto e non esser pronto è una combinazione di fattori, che vedono quasi sempre al centro la capacità di concentrazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ogni cosa richiede il suo tempo. Non credo sia possibile alterare il tempo di apprendimento di una disciplina dura come lo Shinseikai. Non posso andare più veloce, ma posso migliorare ogni cosa che faccio, anche lentamente. La qualità è più importante delle unità di tempo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Mi intenerisco ogni volta che vedo un atleta che non può allenarsi venire all'ora prefissata, da una parte, in borghese, e guardarlo mentre ci guarda. Ogni volta penso: "E' venuto lo stesso". Ogni volta mi domando: "E, tu, lo faresti? Lo faresti?".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Spesso sento l'esigenza di urlare al mondo che questa disciplina mi mette costantemente in difficoltà. Corpo, mente, concentrazione a disagio. Sento di non essere adeguato. E proprio l'inadeguatezza è la molla per continuare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non riesco a vedere i miei miglioramenti, credo non ce ne siano. Non li &lt;i&gt;sento&lt;/i&gt;. E' troppo presto. Il percorso è lungo. Pazienza, costanza, voglia di migliorarsi. Apprezzare il tempo speso nel Dojo. I miglioramenti verranno, dice il Sensei.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Shinseikai è tanto fuori quanto dentro. Un buon movimento è già buono dentro la mente. &lt;i&gt;E' già lì&lt;/i&gt;.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-937215393237717605?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/937215393237717605/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=937215393237717605' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/937215393237717605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/937215393237717605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/mokuso.html' title='Mokuso'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6932409137583812345</id><published>2010-02-20T07:50:00.002+01:00</published><updated>2010-02-20T07:52:45.709+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuoto'/><title type='text'>Zitto e nuota</title><content type='html'>Non hai scordato nulla.&lt;br /&gt;Costume, occhiali, tappi, palette, asciugatura.&lt;br /&gt;E' tempo di iniziare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 10&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e senti che il corpo lotta per rendersi aggraziato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 20&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e&amp;nbsp;non riesci a spostare l'acqua come vorresti, la mente non è sincronizzata.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 30&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e finalmente riesci a scaldarti, e la locomotiva inizia ad andare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 40&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e la conta inizia a essere nascosta dai pensieri.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 50&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e cerchi di sbrigarti per rientrare nei tempi che hai programmato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 60&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e i pensieri sono più forti delle vasche che conti ad ogni virata.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 70&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;e pensi a quando eri bambino, e tutto era in bianco e nero.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ne fai 80&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;ed uscendo pensi a quando ne facevi 100.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6932409137583812345?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6932409137583812345/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6932409137583812345' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6932409137583812345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6932409137583812345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/zitto-e-nuota.html' title='Zitto e nuota'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1372086718501106940</id><published>2010-02-19T07:42:00.000+01:00</published><updated>2010-02-19T07:42:42.628+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Training'/><title type='text'>Spigolature</title><content type='html'>&lt;b&gt;Domanda&lt;/b&gt;: "Come si chiama quella cosa che ti succede quando senti di non essere concentrato e cerchi di radunare tutte le tue forze per eseguire correttamente le tecniche e i comandi, e nonostante ciò continui a sbagliare e senti di aver fallito nonostante l'impegno proprio per colpa di una cattiva concentrazione unita ad una mediocre reattività fisica?"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Risposta&lt;/b&gt;: "L'allenamento di ieri sera."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1372086718501106940?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1372086718501106940/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1372086718501106940' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1372086718501106940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1372086718501106940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/spigolature.html' title='Spigolature'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6066009764503461562</id><published>2010-02-14T05:01:00.001+01:00</published><updated>2010-02-14T10:06:42.144+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Training'/><title type='text'>Tante Scuse</title><content type='html'>Siamo stati creati (dalle divinità o dalle condizioni mutevoli dell'universo, a seconda dei propri orientamenti) per crescere, riprodursi ed inventare scuse. Nonostante l'esperienza, l'educazione, la cultura, l'ambiente ed altri fattori che mescolano continuamente le nostre ragioni d'essere, continuiamo a portare con noi la nostra &lt;i&gt;Knowledge Base&lt;/i&gt; delle scuse alla quale attingere per rimandare il momento della verità, sia esso un allenamento, un esame, un momento di introspezione, una visita alla suocera, il colloquio con il capo, un incontro con un cliente, un incontro con un fornitore, un incontro fugace e dispendioso con il commercialista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita ci mostra, tutti i giorni, che ci sono persone che lottano per avere quello che noi diamo per garantito. A volte non ci accorgiamo di queste persone, troppo occupati con la testa persa nei nostri pensieri piccoli. A volte la vita ci comunica direttamente quanto è dura la lotta per avere un giorno in più, un colloquio in più, una visita in più, un'occasione in più. Una lotta per un pezzettino di vita in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensando proprio a questo ed in particolare a queste persone, in mezzo a questa notte insonne, ecco le domande: perché non iniziare a costruire l'archivio delle scuse che, rilette il giorno dopo, ci fa sentire piccoli come i nostri pensieri?&amp;nbsp;E quali sono le classiche scuse interiori per evitare (esempio a caso) un allenamento già programmato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No, perché oggi piove e non si trova parcheggio".&lt;br /&gt;"No, perché non mi sento al 100% [&lt;i&gt;un classico&lt;/i&gt;]".&lt;br /&gt;"No, recupererò la prossima volta".&lt;br /&gt;"No, con l'occasione mi compro delle nuove scarpe da training".&lt;br /&gt;"No, è troppo freddo."&lt;br /&gt;"No, è troppo caldo."&lt;br /&gt;"No, oggi proprio non ce la faccio".&lt;br /&gt;"No, mi fa male il/la [&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;inserire parte del corpo&lt;/span&gt;]".&lt;br /&gt;"No, se mi alleno oggi sento che mi farò male".&lt;br /&gt;"No, tanto stasera mangerò poco".&lt;br /&gt;"No, l'ho già fatto ieri".&lt;br /&gt;"No, ci andrò domani".&lt;br /&gt;"No, ho l'iPod scarico".&lt;br /&gt;"No, ho l'iPod carico ma la musica non va bene".&lt;br /&gt;"No, non ho l'iPod".&lt;br /&gt;"No, non mi va".&lt;br /&gt;"No, mi andrebbe ma non ho tempo":&lt;br /&gt;"No, mi andrebbe ma sono stanco di testa [&lt;i&gt;sic&lt;/i&gt;]".&lt;br /&gt;"No, domani avrò una giornata faticosa".&lt;br /&gt;"No, ho gli indumenti da training da lavare".&lt;br /&gt;"No, ho gli indumenti da training da stirare".&lt;br /&gt;"No, questa settimana mi sono già allenato &lt;i&gt;n&lt;/i&gt; volte [&lt;i&gt;n da 1 a 6&lt;/i&gt;]".&lt;br /&gt;"No, e mica sono un professionista!".&lt;br /&gt;"No, non ho rinnovato l'abbonamento e se mi beccano mi scotennano".&lt;br /&gt;"No, ho sonno."&lt;br /&gt;"No, ho troppa voglia di allenarmi e quindi meglio aspettare [&lt;i&gt;!&lt;/i&gt;]".&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Le combinazioni sono infinite, e tutte sbagliate. Propongo la compilazione di una EKB (&lt;i&gt;Excuses Knowledge Base&lt;/i&gt;) liberamente consultabile ed aggiornabile via web. Ogni buona scusa sarà inserita nelle migliori dell'anno, che saranno rilegate in libro &lt;i&gt;hard-cover&lt;/i&gt; (niente di erotico, per quello ci sono altre categorie di scuse) e distribuito da Fanfaroni Editore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio andare a dormire. Alle deità dei combattimenti e degli arti doloranti piacendo, domani ci si allena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6066009764503461562?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6066009764503461562/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6066009764503461562' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6066009764503461562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6066009764503461562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/tante-scuse.html' title='Tante Scuse'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-4724325271196198009</id><published>2010-02-12T21:27:00.002+01:00</published><updated>2010-02-14T05:05:50.743+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Picture'/><title type='text'>Aftermath</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S3W5OzwYGaI/AAAAAAAAALA/9bT1tnQzbjk/s1600-h/DSCF0273+BN.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S3W5OzwYGaI/AAAAAAAAALA/9bT1tnQzbjk/s640/DSCF0273+BN.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(Foto: A. Pezzati)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-4724325271196198009?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/4724325271196198009/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=4724325271196198009' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4724325271196198009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/4724325271196198009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/aftermath.html' title='Aftermath'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S3W5OzwYGaI/AAAAAAAAALA/9bT1tnQzbjk/s72-c/DSCF0273+BN.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-6506903619853573467</id><published>2010-02-12T06:39:00.000+01:00</published><updated>2010-02-12T06:39:46.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Training'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>Cose da ricordare</title><content type='html'>Francesco che non può allenarsi.&lt;br /&gt;Francesco che viene lo stesso nel Dojo.&lt;br /&gt;Francesco e il suo sguardo mentre gli altri si allenano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sensei che ti chiama sul ring.&lt;br /&gt;Il Sensei che ti insegna qualcosa sul ring.&lt;br /&gt;Il Sensei che ti lascia uscire dal ring con le tue gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli agonisti che iniziano il loro allenamento.&lt;br /&gt;Gli agonisti che finiscono il loro allenamento.&lt;br /&gt;Gli agonisti che rimangono anche al nostro turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mark, l'Inglese, che si allenava da noi.&lt;br /&gt;Mark, l'Inglese, che secondo me capiva l'italiano.&lt;br /&gt;Mark, l'Inglese, abbracciato dal gruppo quando è andato via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dojo, quando arrivi, che sembra come casa di amico.&lt;br /&gt;Il Dojo, quando ti alleni, che sembra più piccolo.&lt;br /&gt;Il Dojo, quando vai via, che sembra immobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, che le vecchie ferite ritornano.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, che è comunque un regalo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, &amp;nbsp;perchè domani sarai lì, di nuovo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-6506903619853573467?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/6506903619853573467/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=6506903619853573467' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6506903619853573467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/6506903619853573467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/cose-da-ricordare.html' title='Cose da ricordare'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-512384297117854029</id><published>2010-02-07T12:39:00.000+01:00</published><updated>2010-02-07T12:39:27.792+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Future Shock'/><title type='text'>Shinseikai IV - Un racconto breve.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"E' ora di svegliarsi, Gabba".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La voce della Sveglia è gentile e risoluta e antipatica, ed ha lo stesso timbro di una mia collega. Troppo tardi ricordo che sono stato io a programmarla così. Chissà a cosa pensavo, quando l'ho fatto. Sarà un tratto genetico masochista, e il dolore alla testa impedisce di chiedermi da chi ho ereditato questa caratteristica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"E' ora di svegliarsi, Gabba".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Provo a muovere le labbra per pronunciare le parole chiave ed interrompere questo stiletto nelle sinapsi che non vogliono saperne di affrontare un'altra mattina post-alcolica. Le labbra non si muovono, dalla gola escono due rantoli impastati che l'Orecchio della Sveglia non riconosce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"E' ora di svegliarsi, Gabba".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo sia Sabato, e quindi è il mio turno di uscita, mi è vietato rimanere in casa fino alla sera. Il pensiero di trascorrere la giornata in un Centro mi sposta lo stomaco. Il pensiero di una multa di 300 Quid lo sposta di nuovo in direzione opposta. Lo stomaco si ribella a quell'ultima provocazione, si sveglia prima di me e mi ricorda di una vecchia lesione dovuta a stress, sedentarietà, sentimenti sopiti e qualche altra esse. Buongiorno, vecchio mio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"E' ora di svegliarsi, Gabba".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizio pian piano a capire che sono nel mio letto, nella mia stanzappartamento, e che è quasi ora di iniziare a spendere la giornata come è prescritta. Pronuncio le parole chiave. Due volte, la prima non l'ho capita nemmeno io, figuriamoci quell'acida della Sveglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Ho capito&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;"Buongiorno, Gabba. Sono le ore 7 e 51 di Sabato, 10 Febbraio 2148.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;E' prevista una interruzione della pioggia dalle 17 e 42 alle 20 e 51.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;Ti ricordo che la tua uscita obbligatoria inizia alle ore 8 e 30 e si conclude alle ore 17 e 30".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bene. Non riuscirò a vedere la pausa asciutta. Capita sempre così. Il pavimento mi avverte che inizierà a pulirsi tra sessanta secondi. Votato all'efficienza, il calpestato. Capita sempre così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo schermo si accende e le notizie scorrono sopra, sotto, di lato. In mezzo ci sono due pupazzi che parlano. Stringo gli occhi, vedo che non sono due pupazzi, ma due presentatori TV. Ignoro la differenza. Mi avvicino alla finestra, che apre gli scuri e mostra il cielo cenere che si riflette sul bagnato. Ignoro la differenza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pioggia oggi è quasi orizzontale, anche se sembra non esserci vento. Strano. Mentre finisco il synthè in preda a questi inaspettati sofismi, il pavimento ha finito, e credo abbia finito anche il bagno. E' tempo di controllare la tuta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il controllo della tuta mi riporta, come sempre, alla filastrocca che mi insegnava la mia vecchia. &amp;nbsp;"&lt;i&gt;Controlla la tuta, controllala tutta, controlla sia asciutta&lt;/i&gt;". &amp;nbsp;All'epoca non era vecchia, la mia vecchia, e aveva i capelli naturali. Aveva sempre da fare, correva sempre, e l'unico sguardo di affetto era per me e non per altri, o almeno così pareva.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizio la procedura per il controllo tuta. La plastica arancione è un po' lisa, ma sembra che il tutto sia regolare e che l'ambiente sia ermetico. E' tempo di indossarla e uscire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'accesso alla Subacquea oggi è leggermente meno denso di figure arancioni che caracollano in fila per aspettare un Comparto. &lt;i&gt;Leggermente meno denso&lt;/i&gt; significa che riceverò comunque la mia dose di spinte e di gomitate, ma non copiosa come in altri giorni di punta. Gli sbuffi di vapore che escono dai caschi delle tute rimangono uno spettacolo buffo. Trenini arancioni a vapore, in fila per un passaggio nella Subacquea.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'attesa per un Comparto continua, le vibrazioni dei Comparti che passano sono percepibili anche con la tuta attivata, ed è l'unico segno del tempo che passa quando vedi arancione davanti ed arancione dietro di te.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' il mio turno. Nel comparto la disciplina delle tute si allenta, e tolgo il casco. L'odore di umanità della Subacquea è nauseante, e credo che per gli altri sia lo stesso, a giudicare dalle espressioni. Ma, almeno, riesco a vedere qualche volto non filtrato dal perspex. Le occhiaie che adornano i volti dei passeggeri sembrano tatuate, o esser lì da secoli. Non mi affretto a erogare valuazioni personali, penso a me stesso ed ai segni che il tempo e gli accadimenti mi hanno regalato e sorrido amaramente. Penso al Centro e mi viene da vomitare. Non ci voglio andare. Non farebbe che aggiungere tristezza ad un velo di tristezza. Le luci tutte uguali, le persone tutte uguali, io uguale alle altre persone. Decido di allentare un po' la morsa dell'apatomalinconia per rispetto al signor Stomaco e penso ad altro, ai racconti dei miei vecchi, a quando si poteva &lt;i&gt;camminare sul suolo&lt;/i&gt;, quando le cose crescevano sulla terra e non dentro vasche idroponiche, a quando - dicevano i miei - c'era asciutto per giorni e giorni di seguito.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se fossero idee bislacche o ricordi migliori della realtà, ma quelle descrizioni mi piacevano. Correre senza una tuta, senza l'ossessione del contatto con acqua contaminata, in un mondo dove l'asciutto era la normalità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evidentemente oggi è tempo di pensieri profondi. I racconti dei miei mi hanno fatto perdere l'uscita del mio Centro. Posso andare in altri Centri e nelle vie laterali tre volte ogni anno, e nessuno, me incluso, lo fa quasi mai. Decido di andare in una delle vie laterali, anche se non sarà un bello spettacolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avevo ragione. Non ricordavo che le vie laterali fossero così trasandate. Forse non si puliscono neanche da sole, ed è per questo che gli interni sono pieni di rimasugli, di scorie. Decido di sprecare la mia uscita extra-Centro e ritornare alla solita monotonia quando il mio sguardo si posa su una luce intermittente di una insegna. La porta è chiusa. C'è un cartello, che riporta esattamente gli stessi caratteri, non usuali, che compongono l'insegna. Non ne riconosco provenienza e soprattutto il significato. La cosa mi intriga.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Annoto la scritta sulla console della mia tuta e mi avvio all'entrata della Subacquea, per andare al Centro. Chissà cosa volevano dire quei caratteri. Dovrò investigare. In effetti, non ho mai visto niente del genere prima d'ora. Sarà un vecchio laboratorio di riparazione, oppure qualcosa di illegale. Riguardo la scritta&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;KARATE SHINSEIKAI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e mi riprometto di ripassare. Non mi cambierà la vita, ma almeno mi tolgo la curiosità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-512384297117854029?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/512384297117854029/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=512384297117854029' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/512384297117854029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/512384297117854029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/shinseikai-iv-un-racconto-breve.html' title='Shinseikai IV - Un racconto breve.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-5764669405144678788</id><published>2010-02-04T08:24:00.000+01:00</published><updated>2010-02-04T08:24:49.715+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Analogue</title><content type='html'>Non c'è nessun algoritmo&lt;br /&gt;nessuna schedulazione&lt;br /&gt;nessun meccanismo automatico&lt;br /&gt;nessun elaboratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è solo un sorriso di bimbo&lt;br /&gt;e voglia di continuare&lt;br /&gt;fare quello che voglio fare&lt;br /&gt;è solo questione di cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-5764669405144678788?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/5764669405144678788/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=5764669405144678788' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5764669405144678788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/5764669405144678788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/analogue.html' title='Analogue'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3757876685049793675</id><published>2010-02-01T20:04:00.000+01:00</published><updated>2010-02-01T20:06:17.299+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PseudoCodice'/><title type='text'>Tuesday's Punchcard</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0000 START;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0010 DO WAKEUP; WAIT 25*60;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0020 MOVE GAB, WORK;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0030 WORK @UNIT #1;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0040 WORK @UNIT #2;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0050 WORK @UNIT #3;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0060 WORK @UNIT #4;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0070 DO PAUSE; WAIT 60*60;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0080 WORK @UNIT #5;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0090 WORK @UNIT #6;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0100 DO TEA; WAIT 15*60;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0110 WORK @UNIT #7;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0120 WORK @UNIT #8;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0130 MOVE GAB, DOJO;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0140 DO WARMUP;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0150 MOVE POETRY, MOVEMENT;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0160 MOVE EXPERIENCE, GAB;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0170 MOVE GAB, EXPERIENCE;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0180 DO THINK;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0190 MOVE GAB, HOME&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Courier New', Courier, monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;0200 STOP;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3757876685049793675?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3757876685049793675/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3757876685049793675' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3757876685049793675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3757876685049793675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/02/tuesdays-punchcard.html' title='Tuesday&apos;s Punchcard'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-2058827351914743883</id><published>2010-01-31T19:30:00.000+01:00</published><updated>2010-01-31T19:32:12.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zen'/><title type='text'>Post Zen.</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-2058827351914743883?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/2058827351914743883/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=2058827351914743883' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2058827351914743883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/2058827351914743883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/01/post-zen.html' title='Post Zen.'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3362205666141985583</id><published>2010-01-22T16:13:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T16:15:29.771+01:00</updated><title type='text'>Enter, Sandman</title><content type='html'>Il tragitto dall'area Lavoro all'area Shinseikai è corto e denso, immerso in pensieri in bilico tra decompressione e persistenza. In quei pochi minuti rivedo la lezione precedente come se fosse di anni fa, sfocata, con qualche punto saliente particolarmente nitido, e immagino di vedere la lezione come sarà, come vorrei che sia, come potrebbe essere tra qualche anno, sfocata, con qualche punto saliente particolarmente nitido.&lt;br /&gt;Le luci altalenanti e insensate del parcheggio nascondono e poi mostrano la ressa di scatole metalliche su ruote che si sfidano per una singola posizione, una sfida alle leggi della balistica che è costantemente ed inesorabilmente rinnovata, senza che io possa far nulla.&lt;br /&gt;La pazienza vince, qualcuno se va, qualcuno arriva, qualcuno continua ad aspettare. Trovo il mio posto.&lt;br /&gt;Esito, prima di uscire ed avviarmi verso il luogo che ancora continua ad essere l'oggetto dei desideri inespressi. Ripenso alla giornata lavorativa trascorsa, e soprattutto rivedo i volti delle persone che amo, legate a suoni, impressioni, ricordi, rimpianti, speranze, dubbi, vita. Sono in anticipo. Continuo ad essere in anticipo. Non mi causa fastidio, spero non causi fastidio ad altri. La borsa mi accompagna dall'automobile all'entrata del Dojo, e nel cammino intravedo un tratto di palestra, già animata, come la copertina di un libro che non riesco a decifrare.&lt;br /&gt;Entro.&lt;br /&gt;L'odore è acre, di fatica, dedizione, movimento, sudore, ripetizione.&lt;br /&gt;Le luci sono ferme. Fredde. Il neon veste di freddo qualsiasi colore, appiattisce la prospettiva, ti comunica che tra poco sarà il tuo turno, esalta la solidità del ring e di chi si avvicina all'anello di combattimento come gli uomini-scimmia di 2001, con paura, curiosità e nuove scoperte.&lt;br /&gt;Entro nello spogliatoio, cerco il mio posto, non trovandolo, e ricordo che la pazienza vince sempre. Gli agonisti che saluto scivolano via veloci, pronti per iniziare, e l'anticipo già accumulato mi consente la vestizione al ritmo di pensieri più scanditi. Trovo il mio posto, prendo il &lt;i&gt;karategi&lt;/i&gt;, guardo il simbolo Shinseikai e - come ogni volta - mi interrogo sulla possibilità di indossarlo con profitto e onore.&lt;br /&gt;Mentre giro la mia &lt;i&gt;obi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;l'unisono degli atleti che eseguono movimenti ed esercizi rende il Dojo sincrono, spingendo lontano il caos e l'inutile rumore della modernità che attanaglia le mura del Dojo.&lt;br /&gt;I partecipanti al secondo turno iniziano ad arrivare, ed a rubare con gli occhi le movenze degli agonisti, le loro lotte, le loro passioni. La soglia dell'attenzione cresce, il tempo inizia a scorrere più veloce. Lo spazio antistante al luogo dell'allenamento si colora di lampi bianchi, una coreografia di gambe, braccia e movimenti. Il saluto al Sensei e ai colleghi marca la fine della sessione degli agonisti, e l'inizio della mia.&lt;br /&gt;L'uomo della sabbia, il &lt;i&gt;sandman&lt;/i&gt; dei racconti nordici, distribuisce la polvere magica che fa addormentare il bambino, e, nel mio caso, fa risvegliare l'uomo.&lt;br /&gt;L'allenamento ha inizio. &lt;i&gt;Enter, sandman.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-3362205666141985583?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/3362205666141985583/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=3362205666141985583' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3362205666141985583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/3362205666141985583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/01/enter-sandman.html' title='Enter, Sandman'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1723585859027038269</id><published>2010-01-15T16:59:00.000+01:00</published><updated>2010-01-15T17:13:11.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shinseikai'/><title type='text'>Opportunità di crescita</title><content type='html'>Quando qualcuno ti provoca in molteplici, subdole, velate maniere.&lt;br /&gt;Quando qualcuno ti provoca apertamente, davanti a tutti, alzando la voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando senti una gomma a terra, sull'autostrada, e sai di non avere la ruota di scorta.&lt;br /&gt;Quando senti una gomma a terra, sull'autostrada, e avevi chiesto la ruota di scorta, ma mai ottenuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scopri un parcheggio lontanissimo, ma non era un parcheggio, era una Smart.&lt;br /&gt;Quando una Smart ti frega il parcheggio, che era giusto per la tua macchina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il Sensei ti rimprovera, perché hai visibilmente sbagliato.&lt;br /&gt;Quando il Sensei ti rimprovera, perché hai sbagliato, e pensavi di averlo fatto di nascosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando hai già indossato il Karategi, e hai scordato fasce, conchiglia ed il cambio.&lt;br /&gt;Quando hai già indossato il Karategi, ma era il Karategi di un altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando pensi di essere in forma, e finisci per terra.&lt;br /&gt;Quando pensi di essere a terra, e finisci per rimanerci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ti fanno una domanda che non sai, e dici una corbelleria.&lt;br /&gt;Quando ti fanno una domanda che sai, e dici una corbelleria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivi su Facebook qualcosa di sbagliato, che cancelli subito.&lt;br /&gt;Quando ti accorgi che il mondo reale non è Facebook, e che gli errori non si cancellano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando esegui correttamente un Kihon, dopo averne sbagliati dieci.&lt;br /&gt;Quando sbagli un Kihon, dopo averne sbagliati nove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è venerdì sera, e sei stanco.&lt;br /&gt;Quando è venerdì sera, ma sabato mattina ci si allena...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorda: &lt;i&gt;bisogna stare calmi.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1723585859027038269?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1723585859027038269/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1723585859027038269' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1723585859027038269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1723585859027038269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/01/opportunita-di-crescita.html' title='Opportunità di crescita'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-1330679162832760158</id><published>2010-01-14T18:17:00.000+01:00</published><updated>2010-01-14T18:20:19.539+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><title type='text'>Shinseikai III</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ti muovi in avanti&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;verso il respiro&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;verso il tuo specchio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;mentre dai tutto&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ché il cuore martella&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e la mente, pian piano&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;sopisce il tuo peso&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;riprende il controllo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di quello che è intorno&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e di nuovo comincia&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;il cammino in salita&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;di sassi appuntiti&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;il corpo ti implora&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che devi star saldo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;e morbido, insieme&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;leggero e silente&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E vedi più lontani&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;i lividi della vita&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;che fuori dal Dojo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;hai appena lasciato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-1330679162832760158?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/1330679162832760158/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=1330679162832760158' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1330679162832760158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/1330679162832760158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/01/shinseikai-iii.html' title='Shinseikai III'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-764973852654037182</id><published>2010-01-08T18:54:00.005+01:00</published><updated>2010-01-08T19:08:01.370+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dojo'/><title type='text'>I suoni del Dojo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S0dysoN9NgI/AAAAAAAAAJ4/5HEaHgOSfG0/s1600-h/Screen+shot+2010-01-08+at++18.59.46.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S0dysoN9NgI/AAAAAAAAAJ4/5HEaHgOSfG0/s320/Screen+shot+2010-01-08+at++18.59.46.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dojo non è solo &lt;i&gt;il luogo dove si ricerca la via&lt;/i&gt;. E' un luogo dove occhi ed orecchie devono essere sempre aperti e la bocca quasi sempre chiusa, il che fa del Dojo un posto magico (trovatemi un posto dove si parla poco e si impara molto e io sarò lì, in fila all'entrata, aspettando l'apertura) e quasi fuori dal tempo.&lt;br /&gt;Occhi per rubare il possibile (nei confini della legalità) attraverso gli sguardi, le impressioni, le valutazioni visive. Orecchie per ascoltare le indicazioni ed i comandi, e le spiegazioni a corredo delle tecniche da utilizzare.&lt;br /&gt;Dopo qualche decina di lezioni, le orecchie dei bipedi che frequentano il corso Shinseikai vengono addestrate non solo alle funzioni canoniche riportate sopra, classificabili come &lt;i&gt;funzioni ricettive&lt;/i&gt; (che agevolano la traduzione da &lt;i&gt;stimolo&lt;/i&gt; a &lt;i&gt;esecuzione&lt;/i&gt;), ma a caratteristiche più sofisticate e divertenti che vengono preparate spiando gli allenamenti degli agonisti: le cosiddette &lt;i&gt;funzioni distintive&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le funzioni ricettive servono per imparare ed evolvere, quelle distintive per imparare e sopravvivere. La caratteristica tipica della funzione distintiva è, appunto, distinguere un suono dall'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune applicazioni delle funzioni distintive sono ludiche. Ad esempio, l'enumerazione in giapponese delle ripetizione degli esercizi fisici o delle tecniche, assegnate dal Sensei a suo piacimento, è il primo tipo di esercizio che un qualsiasi primate biancocinturato (io) inizia ad eseguire durante l'attesa del proprio turno. Con un minimo di tecnica e di attenzione, è possibile identificare l'assegnatario di ogni ciclo di ripetizioni, come segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mattia (pronuncia dei numeri lunga, frequenza media, intonazione della Capitale)&lt;br /&gt;- Francesco (pronuncia dei numeri corta, frequenza medio-alta, intonazione sostenuta)&lt;br /&gt;- Pierluigi (pronuncia dei numeri media, frequenza medio-alta, intonazione distinguibile)&lt;br /&gt;- Tullio (pronuncia dei numeri corta, frequenza altissima, intonazione molto sostenuta)&lt;br /&gt;- MIchael (pronuncia dei numeri regolare, frequenza medio-alta, intonazione di classe)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e così via. Tremo al pensiero che un giorno, alle deità piacendo, dovrò anch'io simultaneamente eseguire e pronunziare, con il rischio di emettere vocalizzi da tacchino svizzero raffreddato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre applicazioni, invece, sono (come dicevamo) a carattere di sopravvivenza: riconoscere un suono di un Mawashi Geri Gedan tirato da (uno a caso) Pierluigi ad un sacco, mentre sei voltato, potrebbe significare - in un kumite - la differenza tra tornare a casa con le tue gambe o accompagnato da strani signori vestiti di bianco. Perché? Perché intuendo la distruttività associata al suono farai di tutto per pararlo o evitarlo.&lt;br /&gt;Riconoscere, oltre alla tecnica, anche chi la sta eseguendo in quell'istante, costituisce la base delle tecniche di auto-conservazione che un giorno potrebbero essere utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talvolta, in compagnia del buon Arduino, ci divertiamo a gareggiare indovinando tecniche e esecutori, non senza sorrisetti nervosi e pietà per i poveri sacchi, oggetto di tanta immane energia cinetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Esempio tipico di conversazione Gabba - Arduino, ore 20.10, Dojo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;SBAAAAAAAM&lt;/b&gt; - "Questo è Pierluigi, Mawashi Geri Gedan" (Nota del Redattore: ai fini del punteggio, Pierluigi non vale: lo riconoscono anche i condomini dei palazzi viciniori)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;SBAM SBAAM SBAAM SBAAM&lt;/b&gt; - "Mawashi Geri Chudan, questo è Mattia che sta affinando la mira, inizia piano e poi aumenta"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;SBAAAM&lt;/b&gt; - "Mawashi Geri Jodan, e questo è Tullio, ma non l'ha tirato totalmente"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;SBAAAAAAM&lt;/b&gt; - "Mawashi Geri Jodan, sempre Tullio, ma adesso c'è andato giù pesante"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deh, studente che frequenti regolarmente il Dojo. Apri le orecchie e ascolta. Oltre ad imparare &amp;nbsp;potrai distinguere, e alle volte il distinguere non ci rende solo migliori, ma anche viventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4590869983688890421-764973852654037182?l=provinciali.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://provinciali.blogspot.com/feeds/764973852654037182/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4590869983688890421&amp;postID=764973852654037182' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/764973852654037182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4590869983688890421/posts/default/764973852654037182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://provinciali.blogspot.com/2010/01/i-suoni-del-dojo.html' title='I suoni del Dojo'/><author><name>Gabba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://farm1.static.flickr.com/163/391015656_7872689d01_b.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_QiabHI3iZQw/S0dysoN9NgI/AAAAAAAAAJ4/5HEaHgOSfG0/s72-c/Screen+shot+2010-01-08+at++18.59.46.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4590869983688890421.post-3983314979617562867</id><published>2010-01-06T12:48:00.000+01:00</published><updated>2010-01-06T12:48:25.042+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Karate Shinseikai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2010'/><title type='text'>Scoordinator Salvation</title><content type='html'>La prima lezione dell'anno, tenuta dal Senpai, ha mostrato in tutta la sua illuminante verità quanto io e i &lt;b&gt;Kihon&lt;/b&gt; siamo ancora distanti. E siamo ancora distanti un bel po', diciamo che per raggiungerli mi devo far accompagnare da qualcuno, a piedi non se ne parla nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La cronaca.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei sommessi rumori di corridoio iniziano a serpeggiare supposizioni e tremolanti possibilità riguardo la natura e la durata dell'allenamento non agonistico. L'assenza del Sensei alimenta paure e angosce del primo allenamento postbaccanali, e la &lt;i&gt;vox populi&lt;/i&gt; inizia a considerare varie possibilità:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La temuta &lt;i&gt;prova del panettone&lt;/i&gt; eseguita dal Senpai con il Sensei collegato in teleconferenza, dotato di telecomando e frusta virtuale. Chi fallisce la prova sarà punito con flessioni Seiken per l'eternità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Allenamento impostato esclusivamente su J&lt;i&gt;umping Squat&lt;/i&gt;, in decine di gruppi di 120 ripetizioni, fino a lavaggio e candeggio del pavimento del Dojo. Gli studenti poi vengono portati via dalla squadra di pulizie la mattina dopo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Inizio di allenamento regolare (essendo lezione Shinseikai, regolare ha un altro significato oltre a quello del Devoto-Oli) e dopo 27 minuti il Sensei si presenta a sorpresa selezionando pochi ed infausti studenti per qualche round di riscaldamento (per lui).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Dopo un riscaldamento veloce ed intenso, il Senpai annuncia pubblicamente il soggetto della lezione: i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kihon"&gt;Kihon&lt;/a&gt;. La prova del panettone è solo rimandata, ma questo non mi tranquillizza. Continuo ad avere movenze da cotechino precottura sansilvestrina, e la pratica dei Kihon mi conferma lo stato di seminfermità corporale (la mentale è già conclamata, come sapete).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripasso mentalmente &lt;i&gt;le&lt;/i&gt;&lt;i&gt; tecniche contenute nella tabella del &lt;a href="http://www.fighting-karate.com/tecnica08_tabella.htm"&gt;vecchio sito&lt;/a&gt; riguardale senza pause e soprattutto ricorda i movimenti e ricorda che parte della terminologia è contenuta all'interno del comando verbale fai attenzione alla posizione di partenza e pensa sempre di avere un'avversario della tua statura non perdere l'equilibrio gira il pugno in fase finale per colpire con il Seiken attento al movimento di anca e spalla deve essere compiuto correttamente colpisci con tutto il corpo l'avversario è un ostacolo da superare il colpo deve oltrepassarlo e respira respira respira il respiro è vita anca e spalla durante i tsuki ruota il piede anche esageratamente durante i mawashi geri e rimani concentrato concentrato guarda sempre avanti e soprattutto ascolta ascolta ascolta&amp;nbsp;&lt;/i&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo comando del Senpai: &lt;i&gt;swooosh&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Liscio totalmente la posizione e la tecnica. Riesco a recuperare durante l'esecuzione dei Kihon, ma continuo a sbagliare la prima esecuzione di ogni comando. Gli indizi per eseguire i comandi li ho in testa, ma la mente e il corpo sono scoordinati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fase post-bellica, il Senpai mi rassic
